
Il rettore John McCourt
La qualità della ricerca dell’Università di Macerata cresce e supera, in alcuni ambiti chiave, quella di grandi atenei italiani: è quanto emerge dai primi risultati della Vqr 2020-2024, la valutazione nazionale condotta da Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, che misura le performance scientifiche delle università.
Dai dati diffusi emerge un quadro complessivamente positivo per Unimc. L’ateneo registra infatti un miglioramento rispetto alla precedente valutazione e conferma un profilo solido, collocandosi in linea con il valore atteso del sistema universitario nazionale per quanto riguarda la qualità complessiva della ricerca.
Uno dei risultati più significativi riguarda la valorizzazione delle conoscenze, ovvero la capacità dell’università di trasformare la ricerca in opportunità, relazioni, iniziative e benefici concreti per il territorio, le istituzioni e le comunità. In questo ambito, l’Università di Macerata ottiene il suo dato migliore, con un indicatore superiore alla media di riferimento. «È un risultato che conferma una vocazione storica dell’ateneo: produrre ricerca di qualità e tradurne i risultati in impatto misurabile sul piano culturale, sociale ed economico, attraverso efficaci processi di trasferimento e valorizzazione», commenta il rettore John McCourt.

La Loggia del grano
Positivo anche il dato relativo al dottorato di ricerca, che conferma la buona tenuta della formazione avanzata e la capacità dell’ateneo di accompagnare giovani ricercatrici e ricercatori in percorsi di qualità. Il risultato, relativo all’indicatore di valutazione della qualità rispetto alla media degli altri atenei, tenendo conto del peso delle diverse aree disciplinari, acquista ulteriore rilievo nel confronto nazionale: in profili qualificanti come il dottorato e la valorizzazione delle conoscenze, l’università registra valori superiori a quelli di grandi università italiane.
Nel dottorato, ad esempio, Unimc ottiene un valore di 1,062, superiore a Bologna, Milano e Pisa. Nella valorizzazione delle conoscenze, l’ateneo maceratese raggiunge 1,156, superando Bologna, Padova, Milano e Torino, e allineandosi a quello della Sapienza di Roma.
«Questi risultati ci dicono una cosa molto chiara: l’Università di Macerata è un ateneo in cui la qualità della ricerca cresce, si consolida e viene riconosciuta – commenta McCourt – ed è un messaggio importante soprattutto per le studentesse e gli studenti che in queste settimane stanno scegliendo il proprio futuro: non serve andare lontano per trovare un’università di qualità. A Macerata si può studiare in un ateneo serio e autorevole, ma anche vicino alle persone, attento agli studenti e capace di trasformare la ricerca in opportunità concrete. È questo il valore aggiunto di Unimc: mettere insieme qualità accademica, rapporto con il territorio, dimensione umana e costi contenuti. Tutto questo fa sì che Unimc sia una scelta davvero vincente».
I risultati sono ancora preliminari e riguardano per ora il quadro complessivo delle istituzioni. Ulteriori approfondimenti, anche di dettaglio, saranno disponibili con la pubblicazione del rapporto finale Anvur prevista nelle prossime settimane.
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