Esproprio non pagato per l’area Ceccotti,
la Corte di Strasburgo condanna il Comune:
dovrà pagare 685mila euro

CIVITANOVA - Dopo 20 anni Gabriele Frontoni può dire di aver vinto la sua battaglia sul terreno che il padre gli aveva lasciato in eredità e che era stato espropriato senza indennizzi. «Con il mio avvocato ci siamo commossi alla lettura della sentenza, dedico questo risultato a mio papà. Spiace che a pagare sia la collettività per la mala gestione della cosa pubblica e non i diretti responsabili che hanno abusato di leggi e territorio, ma la giustizia alla fine ha trionfato»

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L’area della Ceccotti

di Laura Boccanera

Tutti i tribunali in Italia gli avevano dato torto, la sua sembrava una battaglia alla Don Chisciotte e nei panni dei mulini a vento c’erano la burocrazia, la politica, la magistratura, lottizzatori e il tempo, che passava e faceva pensare che non sarebbe cambiato mai niente. Ma c’è un giudice a Berlino, che in questo caso è Strasburgo, che ha riportato al diritto quanto chiesto in 20 anni da Gabriele Frontoni, proprietario di un lotto dell’area Ceccotti, ereditato dal padre, che proprio poco prima di morire, venne espropriato dal comune di Civitanova.

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L’avvocato Claudio Fraticelli assieme a Gabriele Frontoni alla lettura della sentenza

Ma l’indennizzo per quell’esproprio, complici le vicende annose della variante Ceccotti, non venne mai liquidato. In mezzo ci sono tre progetti per l’area, i fallimenti delle società che lì avevano interessi edificatori come la Terzo Millennio e Prica Immobiliare. E tutto lasciava pensare che difficilmente si sarebbe riusciti a districare la matassa. Anche perché nel lungo contenzioso legale iniziato a seguito dell’esproprio nel 2003, tutti i gradi della giustizia amministrativa hanno visto il privato soccombente. Da qui il ricorso al massimo grado di giudizio, la Corte europea dei diritti dell’uomo, che proprio ieri ha dichiarato ammissibile la richiesta ed emesso la sentenza dando ragione a Frontoni sulla base della giurisprudenza del caso Arnaboldi del 14 marzo 2019 e obbliga il Comune entro tre mesi ad assicurare l’esecuzione delle decisioni dei tribunali nazionali che, nel caso Frontoni, è la sentenza della Corte di appello di Ancona. Sentenza che prevede un risarcimento morale di 9.600 euro e il versamento dell’importo residuo dell’indennità di espropriazione che ammonta a 403.077 euro più 101.205 euro di interessi legali. Essendo fallite le società a pagare sarà il comune di Civitanova. E fra Iva, spese legali, risarcimento morale e rivalutazione il totale ammonta a 685.534 euro.

«È una soddisfazione enorme, abbiamo lottato contro un muro di gomma, contro burocrati, sindaci incapaci, società fiduciarie. Eravamo come Davide contro Golia ma sia io che l’avvocato Claudio Fraticelli eravamo certi di trovare una giustizia – ha detto Gabriele Frontoni – alla lettura della sentenza ci siamo commossi. Spiace che a pagare sia la collettività per la mala gestione della cosa pubblica e non i diretti responsabili che hanno abusato di leggi e territorio, ma la giustizia alla fine ha trionfato. Voglio dedicare questo risultato a mio papà che ha subito l’esproprio e all’avvocato Claudio Fraticelli che mi ha seguito con abnegazione e grande spirito di sacrificio. Non è stato facile, ci siamo commossi nell’aver visto riconosciute le nostre ragioni dopo 20 anni e alla mia famiglia che mi ha sopportato nelle lunghe notti durante le quali io e Claudio abbiamo confezionato esposti in procura, all’Anac, alla Corte dei conti, studiato carte e delibere».

E alla vigilia dell’ennesima adozione di variante che approderà in consiglio comunale la prossima settimana Frontoni sottolinea come quell’area, a suo avviso «non decollerà mai senza una visione che anteponga la sostenibilità e il verde agli interessi degli speculatori». Una parte del risarcimento danni verrà utilizzata per scopi benefici.

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