Scuole, il verdetto di Parcaroli:
Bramante-Pannaggi con il Garibaldi,
restano i rebus San Ginesio e Camerino
IL PRESIDENTE della Provincia ha formulato il decreto col quale dà le sue indicazioni al consiglio provinciale per il riordino della rete scolastica. Scongiurato il passaggio dei due istituti del capoluogo sotto l'Ipsia di Corridonia, mentre si andranno a fondere i comprensivi di Cingoli e Apiro. Ancora irrisolti il dimensionamento dell'Iis Gentili e l'Itcg Antinori. L'ultima parola sulle proposte, però, ce l'avrà la Regione

Il presidente della Provincia e sindaco di Macerata Sandro Parcaroli
di Marco Pagliariccio
Almeno sul Bramante-Pannaggi, la promessa è mantenuta. A differenza del caso del Filelfo di Tolentino, sul quale è pure intervenuta Striscia la Notizia, e come annunciato in Consiglio comunale la settimana scorsa dal sindaco Sandro Parcaroli, il presidente della Provincia Sandro Parcaroli ha messo nero su bianco la sua proposta per salvaguardare il futuro dell’istituto: accorparlo all’agraria per dare vita al nuovo polo scolastico unico “Garibaldi-Bramante-Pannaggi”. Il disegno è contenuto nel decreto presidenziale, firmato giovedì scorso ma pubblicato questa mattina, con il quale Parcaroli dà le sue indicazioni al consiglio provinciale in merito alla programmazione della rete scolastica per il 2024/2025.

L’istituto Bramante dall’alto
Nell’atto, il presidente della Provincia ripercorre l’istruttoria che ha portato a questa decisione, che parte dal fatto che l’istituto nel 2023/2024 abbia avuto solo 289 iscritti a fronte della soglia minima di legge di 600: le proposte dei consigli d’istituto di Garibaldi e Bramante-Pannaggi di unirsi, la richiesta dell’Ipsia Corridoni suffragata dal Comune di Corridonia di accaparrarsi quest’ultimo o almeno il solo Pannaggi, ma anche la richiesta analoga avanzata dall’Ite Gentili (che non era emersa nelle discussioni dei giorni scorsi). Alla fine, però, Parcaroli indica la soluzione nella «fusione, mediante unione, dell’Iis Bramante-Pannaggi di Macerata con l’Iis Garibaldi di Macerata, dando luogo ad un nuovo Iis denominato “Garibaldi-Bramante-Pannaggi” per garantire la continuità dei percorsi didattici e formativi già intrapresi nella precedente fase di reggenza». Un parola fine sulle tante voci delle scorse settimane e uno stop al tentativo corridoniano di “soffiare” l’istituto al capoluogo.
Non si parla però solo di questo caso nel decreto di Parcaroli, che anzi si esprime su altre cinque situazioni. Nodo sciolto anche per quanto riguarda il caso dell’istituto comprensivo Coldigioco, ridotto a soli 245 alunni e che ormai si articola nel solo territorio comunale di Apiro dopo la chiusura della scuola dell’infanzia di Poggio San Vicino. Il Comune di Cingoli chiede da tempo che la scuola per l’infanzia di Villa Strada venga aggregata all’Ic Mestica, unica scuola a far parte dell’istituto apirano senza ricadere nel territorio cittadino e per questo Parcaroli propone la fusione tra il Coldigioco e il Mestica di Cingoli, formando così il nuovo istituto comprensivo “Mestica-Coldigioco”, che avrà sede principale a Cingoli e sede coordinata ad Apiro.

Un’iniziativa all’Iis Gentili di San Ginesio
Resta in sospeso, invece, il caso dell’Iis Gentili di San Ginesio, scuola che vanta una lunga tradizione (l’attuale indirizzo scienze umane è l’erede dell’ex istituto magistrale cittadino) cui, però, fa da contraltare il depauperamento degli alunni iscritti a causa dello spopolamento delle aree interne e delle conseguenze del sisma del 2016. Qui il Comune ha proposto l’istituzione di un omnicomprensivo mediante l’accorpamento del locale Ic Tortoreto (attualmente in reggenza) con l’Iis Gentili (per gli indirizzi liceo linguistico e liceo delle scienze umane) e la sede associata del Frau di San Ginesio, ma Sarnano è orientato alla speculare aggregazione del proprio istituto comprensivo, il Leopardi, con la sezione del liceo scientifico di Sarnano (con opzione scienze applicate) ora appartenente all’Iis di San Ginesio e con la sede principale dell’Ipsia Frau di Sarnano. Puzzle intricato, nel quale sono coinvolte anche le sedi di Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni, Sant’Angelo in Pontano e Ripe San Ginesio. «Le soluzioni pervenute sono tutte difformi o per il tipo di dimensionamento, visto che l’istituto comprensivo Tortoreto propende per l’istituzione di un omnicomprensivo a San Ginesio mentre l’Istituto comprensivo Leopardi vorrebbe un accorpamento con l’istituto Tortoreto con sede a Sarnano, o per la sede della dirigenza scolastica, visto che i due istituti superiori di II grado vorrebbero entrambi unirsi ma indicano o Sarnano o San Ginesio come sede della nuova dirigenza – sottolinea Parcaroli nel decreto – poiché alla data del 31 ottobre 2023, data di convocazione delle organizzazioni sindacali del comparto scuola della Provincia di Macerata e di chiusura del procedimento, non sono pervenute proposte aggiornate dei Comuni afferenti agli istituti comprensivi Tortoreto di San Ginesio e Leopardi di Sarnano, questa Provincia si trova nella impossibilità di recepire una proposta concertata sull’assetto delle menzionate dirigenze scolastiche». E di tempo per rimediare ce n’è poco: la Regione Marche deve acquisire i piani provinciali non oltre il 17 novembre.

L’istituto Antinori di Camerino
Un caso intricato è anche quello dell’Itcg Antinori di Camerino, che per l’anno scolastico in corso ha raggiunto i soli 278 iscritti. Una questione che un anno fa portò il Comune addirittura a impugnare al Tar la delibera del consiglio provinciale per la programmazione della rete per l’anno scolastico 2023/2024 nella quale l’ente indicava la fusione tra l’Antinori e l’istituto professionale Pocognoni di Matelica con presidenza e sede legale proprio in quest’ultima. «Sono emerse le stesse identiche criticità per superare le quali, nella precedente programmazione scolastica, questa Provincia aveva adottato e trasmesso alla Regione Marche una proposta di dimensionamento prioritariamente diretta a salvaguardare l’equilibrio territoriale di tutti e tre i Comuni dell’Alta Val Potenza, garantendo, a ciascuno di essi, la rispettiva peculiarità formativa: Camerino con offerta liceale, Matelica e San Severino con offerta tecnico professionale diversificata – si legge nel decreto – i tre Comuni sarebbero divenute città polo e avrebbero conseguito sia una popolazione scolastica adeguata, sia un accentramento della dirigenza scolastica, con minima dislocazione territoriale del corpo docente al massimo su due sedi. Purtroppo, sulla eventualità della riproposizione di tale proposta, è emersa la stessa assoluta contrarietà del Comune di Camerino ad ogni soluzione diversa da una fusione di tutte le scuole superiori della città». Proprio a causa del pendente ricorso e con ogni quattro istituti (Itcg Antinori e Iis Varano di Camerino, il Pocognoni di Matelica e l’Itis Divini di San Severino) e tre Comuni (Matelica, Camerino e San Severino) coinvolti nel tetris, in questo caso Parcaroli semplicemente lascia in mano alla Regione le scelte definitive.
Il presidente della Provincia rigetta poi la richiesta del Convitto nazionale Leopardi di essere annesso a uno dei licei di Macerata o all’Iis Filelfo di Tolentino: «occorre chiarire, una volta per tutte, che qualsivoglia proposta di dimensionamento avanzata sia da dichiararsi irricevibile in quanto le istituzioni educative non possono essere dimensionate dalle province», mentre per quanto riguarda il Cpia (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti), il presidente ha confermato il posizionamento della nuova sede nei locali di viale Don Bosco 55.
Tutto il piano dovrà ora essere approvato dal consiglio provinciale e pervenire quindi alla Regione, che avrà l’ultima parola in vista di un riordino che scatterebbe a partire dall’anno scolastico 2024/2025.
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