Tolentino fuori dal cda Cosmari,
Luconi punge il Pd:
«Potevano garantirgli il posto»
POLITICA - Dopo qualche mese di silenzio seguito al suo ingresso in Fratelli d'Italia, l'ex candidata sindaca replica all'accusa del segretario dem Matteo Pascucci: «Il sindaco Sclavi cerca di accreditarsi senza successo nel centrodestra, forse per quello non è tenuto in debita considerazione dai suoi?»

Silvia Luconi
Torna a far sentire la sua voce Silvia Luconi. L’ex candidata sindaca di Tolentino, dopo l’ingresso in Fratelli d’Italia annunciato a fine luglio, aveva scelto la linea del silenzio negli ultimi mesi e invece stavolta punge il Pd dopo che, nei giorni scorsi, il segretario cittadino Matteo Pascucci aveva accusato il centrodestra di aver isolato Tolentino lasciandolo per la prima volta in mezzo secolo senza alcuna rappresentanza nel cda del Cosmari. E parte da lontano la riflessione della neo meloniana, che alla fine la questione Cosmari la tocca solo di striscio.
«Sono stata troppe volte accusata di non aver digerito la sconfitta e di essere troppo intransigente con gli avversari, ma se si dichiara che il centrodestra avrebbe escluso e isolato Tolentino dal cda del Cosmari, bisogna ricordare che il sindaco Mauro Sclavi non è certo in quota centrodestra, anche se diversi rumors riferiscono che abbia tentato di accasarsi proprio con qualche partito del centrodestra stesso senza alcun risultato – stuzzica Luconi – sarebbe curioso sapere poi, qualora i rumors venissero confermati, se la sua maggioranza estremamente variegata, con gran parte delle espressioni della sinistra, fosse a conoscenza di tutto questo. Non credo di aver notato solo io che all’interno della compagine sclaviana, per quanto ogni componente della stessa si affanni a voler dire di essere civico, ci siano i Comunisti italiani, i seguaci di Azione, i fedelissimi di Renzi e i grillini di Conte, almeno fino a prova contraria. E, a meno che non mi sia persa qualcosa, la prima domanda che sorge spontanea è: perché il segretario del Partito democratico non ha garantito insieme ai suoi un posto per Sclavi? Evidentemente Sclavi non è tenuto in debita considerazione da tutti coloro che lo hanno portato alla vittoria, Pd in primis, ed è servito solo come cavallo di Troia per fermare la crescita della città iniziata nel 2012 e che sarebbe stata portata avanti ancora nel 2022 con tutto il centrodestra tolentinate».
Una battaglia puramente ideologica, secondo Luconi. «A Pascucci sarebbe utile fare qualche approfondimento prima di procedere alla stesura di certi articoli e allo stesso modo di farsi consigliare meglio da chi, da dietro le quinte e ancora una volta, tira le fila del partito decidendo i candidati e determinandone il più delle volte imbarazzanti e improduttive strategie le quali hanno solo il fine di mantenere le proprie posizioni personali a discapito dello sviluppo di Tolentino – rilancia la consigliera di Fdi – se oggi la città ha una guida così priva di visione prospettica e le uniche opere pubbliche pensate, finanziate e partite, al netto di quelle che si sta tentando di distruggere, sono frutto dell’amministrazione di centrodestra di cui orgogliosamente ho fatto parte, le responsabilità sono tutte da ricercare in chi continua a nascondersi dietro un dito, cercando di far dimenticare che quella famosa stretta di mano fra il candidato che il Pd appoggiava e l’attuale sindaco è stato il motivo dirimente per l’attuale situazione di stallo e di disagio che la città è costretta ad affrontare».
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