Il giallo sull’ora della morte
lo risolvono Unicam e Unimc:
depositato il brevetto

TOLENTINO - Presentato il sistema ideato dalla ricerca dei due atenei: un'unica applicazione per aiutare il medico legale a stimare l'intervallo post-mortem. Roberto Scendoni: «L'epoca della morte è spesso dibattuta. Abbiamo proposto un software: quello che è stato brevettato è l'invenzione informatica che contiene». Mariano Cingolani: «È la cosa più interessante che abbia fatto nella mia vita da accademico»

- caricamento letture
Presentazione-Brevetto-epoca-della-morte-

Da sinistra: Giovanni Bianchini, Roberto Scendoni, Piergiorgio Fedeli, Graziano Leoni, Mauro Sclavi, John Mc Court, Mariano Cingolani, Lucia Ruggeri e Luca Tomassini

di Francesca Marsili

Quanto tempo è passato dalla morte? È una delle domande più difficili della medicina legale, spesso decisiva nelle aule di tribunale. Per darle una risposta più solida, le università di Camerino e Macerata hanno sviluppato insieme un nuovo strumento, presentato oggi pomeriggio al Politeama di Tolentino: il brevetto per invenzione industriale “Metodo per determinare un’epoca di morte di un cadavere”.

Il brevetto n. 102024000009799, di titolarità condivisa tra i due Atenei, era stato depositato il 30 aprile 2024 e ha ottenuto la concessione dall’Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle imprese e del Made in Italy il 25 maggio 2026.

Gli inventori sono Roberto Scendoni, Mariano Cingolani, Piergiorgio Fedeli, Laura Baldelli, Giovanni Bianchini e Luca Tomassini: quattro medici legali, un ingegnere informatico e una matematica. L’incontro si è aperto con il saluto del sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi. Sono seguiti i rettori Graziano Leoni (Unicam) e John McCourt (Unimc). Poi gli interventi di Lucia Ruggeri, direttrice della Scuola di Giurisprudenza di Unicam, e di Claudia Cesari, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza di Unimc.

Lucia-Ruggeri-

Lucia Ruggeri

Per stimare l’intervallo post-mortem il medico legale deve mettere insieme più elementi oggettivi e dati di laboratorio. Ai parametri tradizionali, come il raffreddamento del corpo e le ipostasi, si affianca l’analisi biochimica dell’umor vitreo, il liquido trasparente presente all’interno dell’occhio. Le sostanze disciolte al suo interno, a partire dagli ioni potassio, cambiano concentrazione con il passare del tempo. Su questo aspetto la letteratura scientifica ha prodotto nel tempo numerose formule, ma frammentate e difficili da confrontare.

Presentazione-brevetto-

«Questi parametri, tradizionali e contemporanei, vengono spesso studiati separatamente, su gruppi di popolazione differenti, e ci sono pochissimi sistemi capaci di mettere insieme dati che risultano frammentati – ha spiegato il medico legale Roberto Scendoni, che ha introdotto la presentazione –. Per questo l’epoca della morte è spesso dibattuta. Noi abbiamo proposto un software: quello che è stato brevettato non è il programma in sé, ma l’invenzione informatica che contiene».

Roberto-Scendoni-

Roberto Scendoni

Il punto di partenza resta la temperatura cadaverica, con il metodo di Henssge. «La temperatura non è interpretabile – ha sottolineato il medico legale Scendoni –. Se misuro quella dell’ambiente o del corpo ho un numero preciso, non una stima che dipende dall’operatore». A questo si aggiungono le formule sulle concentrazioni dei soluti nell’umor vitreo, tutte tratte dalla letteratura internazionale e validate da revisione paritaria. Il risultato è una stima con il suo margine di errore dichiarato: «L’ora esatta è un ideale. Stabilire un errore significa anche rendere chiari, davanti a un giudice o a un procuratore, i limiti che possono essere discussi in un processo».

Scendoni ha ricordato quanto siano stati decisivi due contributi. Giovanni Bianchini ha tradotto formule e idee in un software di facile lettura. La matematica Laura Baldelli ha scomposto le formule e i relativi processi algoritmici per renderli applicabili.

Luca-Tomassini-

Luca Tomassini

A spiegare il meccanismo nel dettaglio è stato Luca Tomassini, contrattista di ricerca all’Università di Camerino. «La temperatura cadaverica consente di datare il decesso solo entro un certo intervallo, fino all’equilibrio tra il corpo e l’ambiente – ha detto –. Da questa prima valutazione il sistema seleziona in automatico, tra le molte disponibili, le formule relative ai soluti dell’umor vitreo. La letteratura su questo tema è abbondante ma eterogenea, cambia a seconda della casistica e del centro, e non esiste una formula univoca applicabile in modo assoluto». Il medico legale può poi scegliere quella più adatta alle condizioni del caso specifico.

Attraverso un’interfaccia intuitiva si inseriscono le misurazioni e le modalità con cui sono state ottenute. I risultati vengono restituiti con un sistema di lettura convenzionale, ispirato a strumenti già consolidati nella pratica medico-legale come il nomogramma di Henssge, impiegato per stimare il tempo trascorso dal decesso sulla base del raffreddamento corporeo. L’ampiezza dell’intervallo dipende dai risultati: più si è lontani dalla morte, più la forchetta si allarga, e più ci si avvicina, più si stringe. L’obiettivo, ha aggiunto Tomassini, è offrire uno strumento pratico «anche nei centri minori, anche a chi non si è mai occupato di biochimica vitreale».

Presentazione-brevetto-99

Graziano Leoni e Jhon Mc Court

L’applicazione non sostituisce il giudizio del medico legale, ma lo supporta nell’integrare e interpretare più rapidamente i dati disponibili. È inoltre pensata per essere aggiornata con le nuove formule prodotte dalla ricerca, in particolare quelle sulle sostanze disciolte nell’umor vitreo. Può servire anche in ambito scientifico, per confrontare i diversi metodi di stima e verificarne l’applicabilità nei diversi contesti.

Piergiorgio-Fedeli-

Piergiorgio Fedeli

«L’epoca della morte è da sempre un cardine in molti eventi omicidiari – ha osservato Piergiorgio Fedeli, ordinario di Medicina legale a Unicam –. Per rispondere al giudice abbiamo usato per secoli parametri classici come il raffreddamento del corpo e le ipostasi. Dovevamo fare un passo avanti: dare al medico legale un intervallo orario fondato non solo sui rilievi del singolo operatore, ma anche su esami di laboratorio e sulla migliore letteratura internazionale». Il sistema accetta dati anche in più momenti. Si può partire da pochi parametri e aggiungerne man mano che procedono gli accertamenti, e la stima diventa più affidabile.

Ora la sfida è renderlo fruibile. «È inutile progettare la lampadina se poi non si può usare – ha detto Fedeli –. Stiamo realizzando un’app perché il medico legale di Tokyo, di New York o di Tolentino abbia uno strumento semplice per dare al magistrato una risposta con un forte supporto scientifico».

Mariano-Cingolani-

Mariano Cingolani

Il professor Mariano Cingolani, già docente all’Università di Macerata, ha insistito sull’integrazione tra parametri tradizionali e analisi di laboratorio. «Il sistema restituisce un dato attendibile dal punto di vista scientifico, che si avvale di tutti gli elementi che la letteratura ha proposto fino a oggi».

Cingolani ha poi chiarito il senso della scelta del brevetto. «Normalmente lo scienziato propone un metodo, lo pubblica e spera che altri lo usino. Pubblicando, però, si perde la proprietà intellettuale: abbiamo scelto di brevettarlo perché restasse la paternità di questa esperienza, nata dalla conoscenza e anche dalla fantasia di chi ci ha lavorato». Nessun ritorno economico per gli inventori: «I diritti li abbiamo trasferiti agli atenei».

Presentazione-brevetto

Il brevetto è per ora solo italiano, ma l’intenzione è estenderlo all’Europa, nonostante i costi. E l’app sarà gratuita: in cambio, agli utilizzatori si chiederà di poter attingere ai dati inseriti, così che il sistema si perfezioni con i casi. Gli algoritmi, ha precisato Cingolani, sono stati costruiti sulla casistica dei due istituti e non su grandi casi di cronaca nazionale, nei quali spesso l’analisi dell’umor vitreo non è stata eseguita. «Le conoscenze sull’andamento della temperatura cadaverica hanno ormai un secolo. Vorremmo che la cronologia della morte si servisse un po’ più del laboratorio e un po’ meno di quelle conoscenze».

Presentazione-brevetto-7-650x410

John McCourt e Mariano Cingolani

Alla domanda se il metodo potrà servire anche per rivedere casi già chiusi, Cingolani ha ricordato che dopo due anni di procedure l’algoritmo è già evoluto rispetto alla domanda iniziale, e continuerà a farlo. Poi un bilancio personale: «È la cosa più interessante che abbia fatto nella mia vita da accademico. L’ho lasciata a Unimc e sono soddisfatto».

Soddisfatti i rettori McCourt e Leoni. «Si tratta del primo brevetto dell’Università di Macerata. Un risultato nato dalla curiosità e dal coraggio di ricercatori che hanno saputo mettere insieme competenze diverse per elaborare un sistema con importanti possibilità di applicazione. È anche una dimostrazione di quanto possa essere produttivo il confronto tra discipline e tra atenei» ha detto McCourt. «Risultati come questo non restano soltanto sui libri, ma dimostrano concretamente il valore della ricerca e della collaborazione – ha aggiunto Leoni –. Cerchiamo sempre più di collaborare e assumere decisioni nell’interesse comune del territorio: il risultato che presentiamo oggi aggiunge ulteriore valore a questo percorso».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X