Conosce donna online, ma era un bluff:
finisce in un ricatto hard
CIVITANOVA - Si trattava di un profilo fake. Devono rispondere di truffa ed estorsione un 62enne e un 48enne (irreperibile). I due, difesi dall'avvocato Anna Maria Recchi (in foto) si sarebbero fatti accreditare soldi prima parlando di difficoltà economiche, poi dietro la minaccia di diffondere foto hot. Oggi l'udienza preliminare è stata rinviata

Foto d’archivio
di Alessandro Luzi
Con un profilo fake convincono un uomo a inviare soldi e foto hot: in due finiscono sotto accusa. Devono rispondere di truffa ed estorsione Iuri Canu, 62 anni di Savona, e Mamadou Doumbia, 48 anni, ivoriano e residente a Napoli che al momento risulta irreperibile. Oggi per entrambi si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Macerata.
La vicenda contestata dall’accusa, sostenuta dal pm Francesco Carusi, risale al 3 maggio 2024. I due prima si sarebbero presentati su Whatsapp con un 55enne di Civitanova, spacciandosi per una sedicente Natalie, poi avrebbero richiesto all’uomo di proseguire l’amicizia su Telegram. Lì, dice l’accusa, si sarebbero fatti inviare delle foto hard.

L’avvocato Anna Maria Recchi
Raccontando di essere in difficoltà economica, i due si sarebbero fatti accreditare dall’uomo 120 euro.
Dopo alcuni giorni, prosegue sempre l’accusa, per convincere il 55enne a inviare altri 100 euro, lo avrebbero minacciato di pubblicare le foto hot se non avesse mandato i soldi. Così l’uomo ha deciso di denunciare quanto accaduto. Il 62enne, difeso dall’avvocato Anna Maria Recchi, sostiene che qualcuno si è appropriato dei suoi dati e non c’entra niente con la truffa.
Intanto oggi il gup Francesca Preziosi ha rinviato l’udienza preliminare al 24 febbraio per proseguire le ricerche del 48enne, anche lui tutelato dal legale Recchi.