Tragedia nel cantiere del porto:
è Sofiane Boutraa l’operaio morto.
«O si cambia o non sarà l’ultimo»

ANCONA – Lavorava nel cantiere dal 2015, lascia la moglie e i figli. Gravissimo il 27enne Kabir Mohidul che ha ustioni sull’80 percento del corpo. Sara Galassi, segretaria generale della Fiom Cgil Ancona: «La frammentazione del lavoro rende meno controllabile la questione della sicurezza e noi oggi chiediamo, ancora una volta, a Fincantieri una inversione di tendenza. Quando succedono incidenti come questo la responsabilità è sempre dell’azienda». Nella notte il presidio dei lavoratori

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L’intervento dei vigili del fuoco al porto

di Alessandra Bastarè

Sofiane Boutraa è la vittima del gravissimo incidente sul lavoro che si è verificato la scorsa notte al porto di Ancona. Sposato e padre di due figli, aveva 55 anni ed era originario della Tunisia. Viveva da tanto tempo nel capoluogo dorico e lavorava nel cantiere del porto dal 2015.

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La manifestazione al porto

Stanotte, intorno alle 22, lui e il collega, Kabir Mohidul, 27 anni, originario del Bangladesh, stavano lavorando nel blocco quinta marcia dello stabilimento Fincantieri, all’assemblaggio dei blocchi di una nave – quella che in futuro sarà la Four Season – quando è avvenuto l’incidente.

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Secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe stata una fiammata all’interno del blocco in cui stavano lavorando dovuta, rimanendo sempre nel campo delle ipotesi, a una perdita di acetilene che, in un ambiente stretto e saturo d’aria, ha originato la fiammata, forse a seguito dell’accensione di una saldatrice.

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Non appena è partito l’allarme sul posto sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia. I due sono stati trasferiti subito a Torrette ma per Boutraa non c’è stato niente da fare: è morto poco dopo. Mohidul è stato ricoverato nell’ospedale dorico e poi trasferito al Centro grandi ustionati di Pisa: ha ustioni sull’80% del corpo e le sue condizioni sono gravissime.

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Il cantiere è stato posto sotto sequestro e sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Stanotte, sul posto, è subito arrivato Massimiliano Anastasi, Rls e Rsu della Fiom nello stabilimento Fincantieri di Ancona. Subito dopo l’incidente, alle 2 di notte, è stato indetto lo sciopero dalla Fiom Cgil Ancona.

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Sara Galassi

«Lo sciopero è iniziato questa mattina alle 6 – ha detto Sara Galassi, segretaria generale della Fiom Cgil Ancona -. Quello che è avvenuto nel cantiere del porto di Ancona ha scosso tutti e nessun lavoratore è entrato. Lo sciopero si è concluso poco fa in un silenzio assordante che ha dimostrato il dolore e la totale adesione dei lavoratori. A fronte di un infortunio mortale e di una tragedia così ingiusta tutti i lavoratori si sono sentiti parte in causa di quanto accaduto».

Sia Boutraa che Mohidul erano lavoratori di una delle ditte di appalto. «Siamo al limite su questo: basti pensare che sono 800 i lavoratori dipendenti Fincantieri Ancona e con le ditte di appalto, in base alle varie fasi di lavorazione, si arriva anche a tre o quattro mila persone impegnate nei lavori – continua Galassi -. Quando succedono incidenti come questo la responsabilità è sempre dell’azienda perché significa che non si è investito sulla sicurezza e non è stata fatta formazione.

Non si possono scaricare i costi di produzione utilizzando un modello basato su appalti e sub appalti. Come è possibile controllare un sistema di questo tipo? La frammentazione del lavoro rende meno controllabile la questione della sicurezza e noi oggi chiediamo, ancora una volta, a Fincantieri una inversione di tendenza altrimenti quanto avvenuto ieri notte non sarà né il primo né l’ultimo incidente. Questa cosa non deve mai più succedere perché è inaccettabile morire sul lavoro» ha concluso la segretaria della Fiom Cgil Ancona.

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