Traini, slitta l’ultimo atto
Udienza in Cassazione rinviata a marzo

RAID RAZZISTA - Sono stati Giancarlo Giulianelli e Franco Coppi, legali del 31enne condannato in primo e secondo grado a 12 anni per strage, a chiedere di poter discutere in presenza e non da remoto. Quindi il processo è stato rinviato, era previsto il 20 gennaio
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Luca Traini in Corte d’appello ad Ancona

 

Processo di Luca Traini, slitta al 24 marzo l’ultimo atto. I difensori del 31enne condannato in primo e secondo grado a 12 anni per strage con l’aggravante dell’odio razziale, hanno chiesto alla Corte di cassazione di poter discutere in presenza e non solo da remoto. Per questo l’udienza prevista per il 20 gennaio è stata spostata al 24 marzo. I legali di Traini, Giancarlo Giulianelli e Franco Coppi, noto penalista che ha difeso tra gli altri anche Giulio Andreotti, mirano al disconoscimento del reato di strage. Secondo la difesa, infatti, non si configurerebbe la strage perché mancherebbe l’unicità del contesto spazio-temporale. Quindi Traini dovrebbe rispondere di lesioni aggravate per lo più o al massimo di tentato omicidio. Inoltre mancherebbe anche l’aggravante dell’odio razziale, perché sempre secondo gli avvocati, Traini prese di mira i pusher, non tanto i neri. Tutte tesi che finora sono state disconosciute dalla Corte d’assise di Macerata e dalla Corte d’assise d’appello di Ancona, che non hanno neanche concesso le attenuanti generiche. Era il 3 febbraio 2018 quando Traini partì da Tolentino con la sua Glock 9X21 per andare a vendicare la 18enne romana Pamela Mastropietro, barbaramente uccisa pochi giorni prima. L’idea del 31enne era quella di andare in tribunale e sparare a Innocent Oseghale, il nigeriano poi condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio.  Ma cambiò idea e decise di andare a caccia di pusher, uomini e neri. Sei le persone che rimasero ferite alla fine del folle raid per le vie del capoluogo.  Le vittime parteciperanno come parti civili all’udienza in Cassazione.

 

 



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