Traini resta in carcere, la Cassazione:
«Pentimento incerto e opportunistico»

MACERATA - Il 30enne condannato a 12 anni per strage rimarrà a Montacuto, il legale aveva chiesto i domiciliari. Le motivazioni: «Non vi è certezza presti osservanza agli obblighi imposti»
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Luca Traini in Corte d’appello

 

«Un pentimento incerto e opportunistico». E’ questo uno dei passaggi con cui la Corte di Cassazione ha deciso che Luca Traini resti in carcere. Era stato Giancarlo Giulianelli, legale del 30enne maceratese condannato in primo grado e in appello a 12 anni per strage, a rivolgersi alla Cassazione chiedendo i domiciliari con braccialetto elettronico. La decisione della Cassazione era arrivata a luglio, ieri sono state rese note le motivazioni. La Corte ha sottolineato innanzitutto «l’estrema gravità» del reato commesso da Traini, che il 3 febbraio 2018 sparò per le strade di Macerata ferendo sei immigrati, considerando il suo raid «indicativo di spiccatissima pericolosità sociale». Secondo i giudici inoltre  esisterebbe la «persistenza del rischio di recidiva, derivante – si legge ancora nelle motivazioni – dalla perdurante mancanza di comprensione dei fatti e dall’assenza di reale rivisitazione critica della vicenda, nel suo enorme disvalore. Non vi è certezza che l’autore della strage – continuano i giudici – presti osservanza agli obblighi imposti dagli arresti domiciliari». E così, dopo il tribunale di Macerata e il Riesame, anche la Cassazione ha deciso che Traini resti a Montacuto. In attesa di affrontare il terzo e ultimo grado di giudizio.

 



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