Vaccini alla casa di riposo Gatti
dove il Covid non è mai entrato

MONTECOSARO - Le dosi sono state distribuite ai circa sessanta anziani residenti nella struttura e agli oltre trenta dipendenti, quasi tutti operatori socio sanitari. Tre i soggetti che hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione. Il direttore Talamonti sulla prevenzione: «Abbiamo seguito regole ferree ma forse c'è stata anche un po' di fortuna»
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La dottoressa Ilaria Rossiello davanti alla residenza per anziani

 

di Francesca Marsili

Tra regole stringenti e tanta emozione, il giorno della vaccinazione è arrivato anche per le residenze protette, come previsto dalla fase 1 della campagna vaccinale. Ieri, gli ospiti e gli operatori dell’Opera Pia Antonio Gatti, casa di riposo per anziani di Montecosaro, una delle poche dove il virus non è mai entrato, sono stati tra i primi dell’Area Vasta 3 ad essere vaccinati contro il Covid-19. Circa sessanta gli anziani residenti nella struttura, oltre trenta i dipendenti, quasi tutti operatori socio sanitari, a cui sono state inoculate le dosi, tre i soggetti che hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione che è su base volontaria. All’arrivo delle dosi preventivate provenienti dalla farmacia ospedaliera di Civitanova  e scortate da una pattuglia dei carabinieri, nella struttura tutto era già stato predisposto per dare il via alla vaccinazione. Tra entusiasmo e tanta organizzazione, alle nove l’inizio delle operazioni in un locale della struttura reso a bassissima contaminazione.
Precedentemente all’inoculazione del vaccino somministrato da due medici di medicina generale, la dottoressa Ilaria Rossiello e Manuela Vignini assieme agli infermieri, gli ospiti e gli operatori erano stati sottoposti a tampone rapido risultato per tutti negativo oltre alla sottoscrizione del consenso informato. vaccinazioni_opera_pia_gatti-2-325x244«E’ andato tutto bene, ci era stato fornito un kit con tutto il necessario per intervenire in caso di grave reazione immediata che fortunatamente non si è verificata – spiega la dottoressa Rossiello che descrive l’operazione di vaccinazione accolta da tutta la struttura con euforia e anche un po’ di naturale apprensione – avevamo cinque ore dallo scongelamento o sei dalla diluizione per effettuare tutte le somministrazioni programmate riuscendo a terminare ampiamente nei tempi – e ci tiene ad aggiungere – non abbiamo buttato alcuna dose ne somministrato vaccini a chi non spettava, tutto è stato calcolato sulla base di chi aveva preventivamente dato il consenso. Abbiamo rodato la catena di montaggio, tra ventuno giorni inoculeremo la seconda dose. E’ stata una sfida impegnativa, tanta la parte burocratica ma anche un tassello importante per proteggere i più fragili».
Soddisfatto il presidente della casa di riposo Gatti Luigi Talamonti che dopo un anno durissimo dove il Covid-19 non ha varcato la soglia della sua struttura dichiara «Ce l’abbiamo messa tutta per impedire a questo subdolo nemico di entrare, ci è voluto forse anche un po’ di fattore “C” – ammette concedendosi una parentesi ironica – In tutti questi mesi abbiamo dettato regole ferree, i dipendenti e la loro collaborazione monastica nel rispettare le regole aggiunte alla tempestiva comunicazione in caso di contatto a rischio sono stati fondamentali e continueremo a non abbassare la guardia. I nostri ospiti- conclude si sono sottoposti al vaccino con entusiasmo perché sanno, sebbene non subito, che che in questo modo potranno tornare a riabbracciare i propri famigliari».

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