«Sei il nostro orgoglio»
Sente l’ultimo audio dei familiari,
poi si arrende al Covid

TREIA - Ivano Micozzi "il tornitore" di Santa Maria in Selva è morto a 85 anni. Era ricoverato a Civitanova. L'addio con un discorso funebre lunedì alle 14,30 al Centro Funerario di Macerata
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Ivano Micozzi

 

Ha ascoltato un ultimo messaggio vocale inviato dalla famiglia poi, nella notte, è morto al Covid center di Civitanova. Treia piange Ivano Micozzi, 85 anni, conosciuto per la sua attività di artigiano. Micozzi era malato dal 30 dicembre, è stato trattato prima a domicilio per poi essere trasferito in ospedale all’aggravarsi delle sue condizioni.  Poi questa notte le sue condizioni, molto gravi, lo hanno portato alla morte. Ma gli operatori del centro, ieri sera gli avevano fatto ascoltare dal cellulare del Covid Center le parole della sua famiglia. «Gli abbiamo ricordato che è il nostro orgoglio, che gli vogliamo bene e che nella nostra vita lui è e rappresenterà sempre un valore aggiunto».

Micozzi era un imprenditore sopraffino, aveva fondato a Santa Maria in Selva, dove viveva, una torneria diventata famosa per la sua capacità di realizzare pezzi speciali e impossibili da trovare grazie alla sua capacità manuale e maestria. L’attività di famiglia è ora gestita dai figli Francesco e Roberto.

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Ivano Micozzi nella sua officina

Così lo ricorda la famiglia:  «Questo è un brevissimo racconto di un uomo buono, conosciuto da tanti come “Ivano il Tornitore”, di un lavoratore instancabile, di un uomo di famiglia e di sani principi che nacque negli anni Trenta e che fin da bambino al correre dietro ad una palla – lungo le vie del borgo di Villa Potenza, ha sempre preferito ingegnarsi nella costruzione di qualche oggetto con gli scarsi mezzi che offriva il dopoguerra: stuzzicadenti, elastici, cuscinetti. Innamorato del suo lavoro di metalmeccanico, iniziato nella storica officina di Canullo quando era poco più che bambino e proseguito in quella di Piangiarelli fino al giorno in cui ne costruì una tutta sua, a Treia, negli anni Settanta (nel 2021 sono esattamente 50 anni), suo grande vanto e orgoglio e preziosa eredità professionale per i suoi figli Roberto e Francesco che hanno seguito le sue orme.

Con la moglie Vanda, in 56 anni di matrimonio, si sono dedicati alla famiglia, all’attività e alle amicizie, senza pretese e con i grandi sacrifici tipici di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto.

Ivano è stato un uomo umile, di poche parole ma sempre concreto, presente, altruista e disponibile; chiunque poteva chiedergli un piacere, una faccenda nell’assoluta certezza che lo avrebbe ricevuto; non aveva potuto studiare molto ma, si sa, la passione molto spesso è il migliore motore per raggiungere gli obiettivi: sapeva aggiustare tutto, che fosse di natura elettrica, meccanica, idraulica. Era tenace, non gli metteva pensiero niente, si prendeva il suo tempo per riflettere e se ne usciva con i suoi disegni fatti su un foglio notes con tanto di misure a lato in cui ci spiegava come avrebbe risolto il problema.

Ha affiancato alla passione per il lavoro, la famiglia e la devozione a Dio quando scelse di diventare Testimone di Geova, scelta di vita di cui era orgoglioso e che ha sempre sostenuto in maniera garbata e gentile, com’era il suo stile, senza manierismi, proclamazioni o imposizioni, nel pieno rispetto delle posizioni altrui, come è giusto che sia.

Quando un paio di settimane fa si è ammalato di questo virus balordo che snatura i rapporti e le persone, che violenta i sentimenti e gli affetti, che non ti dà il tempo di capire, di accettare, di muoverti, abbiamo subito temuto per lui, data la sua fragilità pregressa, e abbiamo sperato fino all’ultimo, abbiamo pregato e proprio ieri pomeriggio abbiamo inviato un vocale al cellulare del Covid Center di Civitanova che l’infermiera molto gentilmente gli ha fatto subito ascoltare in cui gli abbiamo ricordato che è il nostro orgoglio, che gli vogliamo bene e che nella nostra vita lui è e rappresenterà sempre un valore aggiunto. Ci lascia un bagaglio prezioso di saggezza, di conoscenza, di qualità umane per le quali non saremo mai abbastanza grati ma che di sicuro conserveremo gelosamente nel cuore».

La comunità di Santa Maria in Selva si unisce al dolore della famiglia e anche il sindaco Franco Capponi si stringe ai figli e alla nuora Beatrice Lanzidei.
Ivano Micozzi sarà salutato con un discorso funebre lunedì alle 14,30 al Centro funerario Città di Macerata in via dei Velini.

(a. p.)

 



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