Il marito positivo, lei in quarantena
e fra tre giorni deve partorire
«Non riesco a fare un tampone»

CIVITANOVA - L'odissea di una mamma 35enne con un bimba piccola e un cesareo programmato: «Nessuno mi dice come fare, io non posso muovermi, se succede qualcosa non so dove andare per il parto»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
ospedale-di-civitanova-archivio-arkiv-FDM-8-325x226

L’ospedale di Civitanova

 

AGGIORNAMENTO DELLE 19,30 – Dopo la denuncia, la donna è riuscita a farsi il tampone nel primo pomeriggio (leggi l’articolo). 

***

di Laura Boccanera

Incinta alla 40esima settimana, un cesareo programmato fra 3 giorni e il marito positivo al Covid, ma lei non riesce a fare un tampone e sapere dove dovrà partorire. E’ in ansia una mamma civitanovese di 35 anni (che chiede di rimanere anomina): sabato il marito della donna ha appreso di essere positivo, ma il protocollo non è scattato immediatamente e lei ancora non riesce a prendere appuntamento per fare un tampone e sapere se lei e la figlia piccola di 3 anni che frequenta l’asilo di via Tacito è positiva oppure no. E’ l’incubo kafkiano nel quale è caduta questa famiglia residente a Civitanova Alta che si ritrova a dover fare i conti con le insidie e i malfunzionamento del protocollo. «Mio marito è andato alla fiera di Genova per lavoro e al ritorno, anche per poter accedere alla sala parto visto che ho un cesareo programmato a Civitanova fra 3 giorni – spiega la donna – ha effettuato il test in una clinica privata. Sabato però nessuno ancora ci faceva sapere nulla e mio marito ha chiamato la clinica che ha riferito che l’esame era pronto ma c’era da andarlo a ritirare. Alle 12.40 mio marito ritira il referto e legge che è positivo. Da lì non abbiamo più avuto informazioni da nessuno su cosa fare. Il suo medico curante non risponde al telefono e non è riuscito a far partire la procedura di protocollo. Io che ho un medico differente ho riferito della sua positività e per me il dottore ha prenotato un tampone, ma l’attesa è lunga e sono in quarantena. Lo stesso ho fatto con la pediatra di mia figlia. Ma nessuno delle autorità competenti ha contattato la scuola, sono stata io a riferire alle maestre e alle madri del fatto che mia figlia non va a scuola perché il papà è risultato positivo. Abbiamo chiamato tutti – continua la donna – ospedale, dottori, ma nulla fino a questa mattina. Oltretutto avevo in programma un tampone all’ospedale di Civitanova, ma non posso andare perché ora sono in quarantena e non so se dovrò andare a partorire a Pesaro o potrò farlo a Civitanova. Dicono che le liste per fare il tampone sono piene e quindi va tutto a rilento e non si riesce a sapere quando faranno il tampone a me e mia figlia e nessun ente ci ha mai contattato per sapere come stavamo. Siamo stati sempre noi a contattare anche le persone con le quali siamo stati in contatto visto che anche l’app Immuni non si capisce come farla funzionare in caso di positività. La mia indignazione nasce dal fatto che non c’è stata alcuna accortezza per il mio stato avanzato di gravidanza. Se dovesse succedere qualcosa o partire per il travaglio non saprei che fare – conclude la 35enne – come muovermi e sopratutto a chi lasciare mia figlia di soli tre anni».

Articoli correlati






© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X