Ok tecnico per l’ospedale di Tolentino,
demolizione in uno o due round

RICOSTRUZIONE - Via libera unanime dalla Conferenza dei servizi. Le valutazioni su come procedere in modo da non interrompere i servizi saranno fatte insieme ai medici e al sindaco Giuseppe Pezzanesi
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Alessandro Maccioni, direttore dell’Av3, davanti all’ospedale di Tolentino dopo il terremoto del 2016

 

di Luca Patrassi

La Conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Tolentino. L’incontro si è svolto ieri ed ha visto pareri positivi unanimi, nessuna controindicazione rispetto alle scelte tecniche presentate dall’Asur per l’infrastruttura che prenderà il posto del vecchio ospedale danneggiato dal terremoto e che sarà demolito. L’unica novità emersa è che si è lasciata mano libera all’Area vasta 3 per le procedure preliminari da seguire: abbattimento totale del vecchio ospedale o in due tempi, lasciando cioè temporaneamente in piedi il Distretto per continuare a dare spazi alla Dialisi, al Punto di primo intervento, agli ambulatori e al Punto prelievi. Ipotizzata anche la possibilità dell’utilizzo di moduli per ospitare Diali e Punto di primo intervento.

L’Av3, guidata da Alessandro Maccioni, valuterà con i medici interessati ed anche con il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi la migliore strategia da seguire per garantire sicurezza nei lavori senza interrompere i servizi finora resi agli utenti. Quale che sia la scelta il cronoprogramma, rallentato di alcuni mesi per via del Covid 19 , dice che entro agosto si arriverà al progetto definitivo, gara prevista per ottobre ed affidamento dei lavori tra marzo ed aprile 2021. Lavori per i quali sono disponibili 14 milioni di euro, che arriveranno a 15,5 nel caso l’Asur scelga la soluzione dei moduli per non spostare i pazienti assistiti a Tolentino.

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L’ospedale di Tolentino dopo la scossa del 30 ottobre

Quanto ai tecnici avevano presentato le loro idee nel corso di un incontro promosso dal circolo tolentinate del Pd. L’ingegnere Luca Piermattei, nel presentare le idee progettuali, aveva osservato: «La struttura sarà isolata alla base, sarà il primo ospedale ad essere realizzato con questa tecnologia che offre la massima sicurezza in caso di terremoto», mentre il referente del progetto, l’architetto fiorentino Giulio Felli aveva detto: «Sarà una struttura che dovrà offrire un impatto domestico, di accoglienza con una grande ottimizzazione degli spazi. Grande attenzione anche all’ambiente e a chi in quell’ospedale andrà a lavorare e a curarsi. Una struttura a due/tre piani, simmetrica con uno spazio verde all’interno e luce diretta da tutte le finestre dei vari locali. Gli impianti tecnici li posizioneremo sul tetto, mascherati dai pannelli solari mentre lo spazio interrato sarà occupato da un parcheggio per le auto e da depositi. Al piano terra al centro lo spazio per l’ingresso che sarà ridotto rispetto a prima e sarà servito da un solo ascensore e la diagnostica. Sopra il reparto e gli ambulatori». Ovviamente grande rilievo all’antisismica, del resto non poteva andare diversamente trattandosi di una ricostruzione dovuta appunto agli effetti di un terremoto: «Con questa struttura all’interno del nuovo ospedale un terremoto anche maggiore di quello del 2016 nemmeno si sentirebbe per effetto del fatto che si muove la terra ma non il tirante sul quale la struttura è appoggiata».

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