«Puntuali alle lezioni in chat,
preoccupati per le verifiche:
così la scuola è entrata a casa»

LETTERA di una mamma che ha due figli che frequentano l'istituto Lucatelli di Tolentino: «All'inizio ero preoccupata, poi li ho visti prendere dimestichezza con questo nuovo modo di stare in classe dalla loro camera. Grande professionalità di preside, docenti e personale»
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«Sono una mamma come tante altre, la cui vita è stata sconvolta dal Covid che si è aggiunto ai “normali” accadimenti che il destino riserva. A febbraio, quando, tra tante incertezze, è stata decretata la chiusura di tutte le scuole sono stata assalita da un ulteriore timore per i miei figli, che frequentano la scuola primaria e la scuola media del “Lucatelli” di Tolentino. Al terrore per una malattia sconosciuta che continuava a diffondersi ormai senza controllo, si era aggiunto quello che i bambini potessero essere in qualche modo “segnati”, sia dal punto di vista personale, che familiare e scolastico». Una paura che per fortuna, continua la giovane mamma, «è andata scemando giorno dopo giorno e pian piano, vedendo i miei ragazzi rasserenarsi e scoprire una nuova dimensione di studio, ho ricominciato a sperare. Di questo sono sinceramente grata alla preside Mara Amico, a tutto il corpo insegnante, agli assistenti ed ai collaboratori ata che con costanza, pazienza, umanità ed indiscussa professionalità hanno saputo non solo affrontare questo cambiamento, ma anche fare in modo che lo stesso diventasse per tutti gli studenti un momento di crescita. Ed è così che, spiando le lezioni dalle fessure delle porte, ho visto i miei figli prendere dimestichezza e poi imparare ad usare correttamente il computer, trovare una nuova familiarità con compagni e professori attraverso telecamere e microfoni, organizzarsi e gestirsi responsabilmente anche in misura maggiore di quando andavano a scuola». I ragazzi hanno proseguito lo studio, sostenuto le interrogazioni e le verifiche «con la stessa serietà di prima. In un mondo sempre più difficile, di fronte ad una classe politica che spesso ci delude, mi sento di elevare un sincero plauso alla preside che oltre a coordinare le mille realtà dell’Istituto, oltre a risolvere le infinite problematiche che negli ultimi mesi sono sorte senza soluzione di continuità, è riuscita a tenere uniti tutti, a parlare con messaggi vocali ai ragazzi, a rassicurare i genitori, a coordinare il corpo docente. Un plauso a tutti gli insegnanti che, dalla primaria alla scuola media, sono riusciti ad entrare nelle case degli alunni in punta di piedi, aprendo nello stesso tempo le stanze della loro vita, condividendo con gli allievi le difficoltà legate alle connessioni, ai file, ai sistemi informatici che si interrompevano o non funzionavano. Sono stati encomiabili per la capacità dimostrata in ogni occasione: momenti di studio, di gioco, di severità, di comprensione, di incoraggiamento, di consolazione, di coraggio. Penso che se i bambini chiedevano il permesso di lasciare il collegamento anche per pochi minuti, proprio come facevano a scuola quando uscivano dalla classe, che se si alzavano la mattina per presentarsi puntuali nelle chat, che se svolgevano i compiti, si offrivano volontari, si preoccupavano delle verifiche proprio come quando sedevano ai loro banchi, ecco, penso che tutto questo sia merito dei docenti». Nella lettera la mamma dei due bambini rivolge poi un pensiero ai collaboratori ata «e a tutti coloro che si sono messi a disposizione del mondo della scuola “Lucatelli”: sapere che c’erano aprendo la porta, consentendo di entrare in aula per prendere l’ultimo libro rimasto, rispondendo al telefono perché erano andati persi i codici di accesso, perché non si riusciva a capire come funzionavano tutti quei sistemi che noi genitori velocemente abbiamo dovuto imparare a conoscere, è stata una garanzia di serenità. Non so se questi mesi resteranno un ricordo, se a settembre i ragazzi torneranno fisicamente a scuola. So che i miei figli sono stati scolasticamente fortunati, perché nonostante tutto, attraverso una realtà lodevole come quella esistente nel plesso “Lucatelli” sono cresciuti, perché, del resto, la storia è fatta di persone responsabili, umane, vere».

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