Covid, la battaglia di Romano Mengoni:
«Ora non è più sedato,
vediamo la luce in fondo al tunnel»

MONTECASSIANO - Il preparatore atletico, ora nello staff del Gubbio, in passato alla Maceratese, è molto conosciuto in provincia. Dal 23 aprile è ricoverato. Ora si trova al Covid center di Civitanova, è il primo paziente trasferito da Camerino. La moglie: «Da circa una settimana è sveglio e ora ci può telefonare, finalmente lo possiamo sentire dopo un mese di silenzio»
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Romano Mengoni è il nuovo preparatore atletico

 

di Gianluca Ginella

Un mese terribile quello vissuto da Romano Mengoni dopo aver contratto il Coronavirus: in coma indotto, intubato, costretto a letto, proprio lui, un uomo di sport, conosciutissimo in provincia: «ora finalmente non è più sedato e vediamo la luce in fondo al tunnel» dice la moglie, Lucia Cartechini. Mengoni, 60 anni il prossimo 25 giugno, montecassianese, è un preparatore atletico molto apprezzato, nel 2011 è stato nominato miglior preparatore d’Italia e attualmente fa parte dello staff del Gubbio (Lega Pro) con mister Vincenzo Torrente. «Mio marito è il paziente ricoverato in terapia intensiva al Covid center di Civitanova, il primo ad essere stato portato lì e l’ultimo, mi hanno detto, ad essere stato ricoverato in gravi condizioni in provincia di Macerata» racconta la moglie di Mengoni. Il 23 aprile scorso è stato ricoverato e per lui è iniziato un calvario. E’ rimasto intubato per settimane ed è stato anche in coma farmacologico, lo hanno risvegliato circa una settimana fa.

«Ora mio marito sta meglio, non essendo sedato può telefonare a casa ed è tutta un’altra cosa rispetto ad un mese di silenzio – dice Lucia Cartechini -. Non ci spieghiamo però come abbia contratto il virus perché lui dal 10-12 marzo non era più uscito di casa.

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L’arrivo del primo paziente al Covid center

Noi pure (lei e la figlia, ndr) abbiamo fatto il tampone, ed era negativo, e persino i test sierologici dimostrano che non abbiamo contratto il Covid. Solo mia suocera è risultata positiva, ma anche lei non è mai uscita di casa, tra l’altro era asintomatica e ora si è negativizzata». Un percorso durissimo quello che ha vissuto Mengoni, con giorni «tra la vita e la morte» dice la moglie, che tiene a ringraziare «tutti coloro che ci sono stati vicino nella preghiera. Sono stati veramente tanti. E grazie a Santa Rita alla quale abbiamo fatto la novena: il 22 maggio è Santa Rita e proprio quel giorno Romano è stato estubato e passato alla trachetomia: mi ha chiamato dal suo cellulare, non parlava, ma tanta gioia. Grazie anche a tutti i sanitari di Camerino: persone di grande professionalità e di gran cuore». Mengoni, molto conosciuto in provincia per la sua attività (oltre che a Gubbio è stato anche preparatore con Federico Giunti alla Maceratese e al Perugia), non vede l’ora di poter uscire: «gli dico di fare le cose con calma, lui vorrebbe uscire subito. Da domani inizierà a fare un po’ di riabilitazione». Ci vorrà ancora un po’ ma chissà che non faccia in tempo a rientrare a casa il 25 giugno per il compleanno, mentre per il calcio c’è tempo con la Lega pro che per quest’anno è stata sospesa.



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