Nvt, il Consiglio “fiume” dà l’ok:
784mila euro di debito fuori bilancio

MACERATA - L'assise in streaming è iniziata alle 15 ed è finita dopo la mezzanotte: scontro tra maggioranza e opposizione sul maxi risarcimento che potrebbe chiedere la Nuova Via Trento. La delibera è passata con 16 voti favorevoli e due contrari (la Lega)
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Il consiglio comunale di ieri sera

 

di Federica Nardi

Iscritti al debito fuori bilancio di Macerata i 784mila euro che potrebbe chiedere Nuova Via Trento nel contenzioso con il Comune. Una delibera contabile, diventata terreno di scontro tra maggioranza e opposizione nella seconda parte di un Consiglio comunale online iniziato ieri alle 15 e terminato a mezzanotte passata. I 18 consiglieri “reduci” della discussione fiume, iniziata già il giorno precedente (leggi l’articolo) sulle altre tre delibere relative ad alcune variazioni di bilancio, hanno votato per lo più a favore (16 contro i 2 voti contrari della Lega).

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Andrea Marchiori

Ed è proprio la Lega con Andrea Marchiori ad aver sollevato inizialmente l’accusa contro la gestione dell’annosa vicenda, di cui questa delibera è solo l’ennesimo tassello. Per mettersi al riparo dal pagamento di altri circa 2 milioni di euro il Comune infatti a dicembre ha approvato sempre in assise una modifica al Piano casa, che ha reso di nuovo spendibile sul mercato la palazzina C, uno dei problemi che hanno portato la società Nuova Via Trento a chiedere un risarcimento milionario al Comune (leggi l’articolo). Per Marchiori però non andrebbe bene escluderli dal fondo rischi: «I revisori dicono che deve essere appostata l’intera somma della condanna. La giunta inoltre nel fondo rischi inoltre ha ben pensato di metterci il fondo assicurativo per il sisma e i revisori hanno detto che non potevate. Perché il risarcimento dei danni dal terremoto deve essere destinato a quello. Oggi dal fondo rischi la giunta tira fuori gli 800mila euro e non gli altri 2 milioni, perché se tirasse fuori i 3 milioni di euro come vorrebbe la condanna, il fondo sarebbe incapiente per tutto il resto del contenzioso ancora in essere. È una questione sostanziale. I revisori lo dicevano il 31 maggio 2019, cioè prima del lodo».

Questione che per l’assessore al Bilancio Marco Caldarelli (un vero tour de force per lui questo Consiglio dato che tutte le delibere lo riguardavano la sua delega), non esiste: «Quel debito di 2 milioni non esiste più», spiega. E sul risarcimento danni sisma: «Sono somme che non impediscono la ricostruzione dei beni, che è stata coperta dall’ufficio sisma. Quindi il risarcimento è in più rispetto alla ricostruzione ed è una somma totalmente fungibile. Essendo un risarcimento una tantum va destinato a un potenziale esborso di un’unica occasione e non una spesa periodica. Cosa c’è di meglio del fondo rischi? Quindi la questione è risolta nella maniera più lineare e razionale possibile», aggiunge Caldarelli.

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Maurizio Del Gobbo

Dal Pd il capogruppo Maurizio Del Gobbo augura ancora che si possa trovare un accordo con il privato: «Il primo problema è stata la mancata realizzazione della bretella che ha reso non commerciabile l’edificio c, con un danno quindi economico. E poi la consegna dell’area ex Vam, consegnata solo nel 2011. Vorrei però vedere cosa c’è di positivo nel lodo. A pagina 78 il lodo prevedeva la possibilità di regolarizzare l’edificio c e poneva le basi per una futura trattativa. Al Comune si prospettano due strade: la prima è fare ricorso, ma al momento mi pare ancora non sia stato notificato il lodo quindi non si è aperta quella finestra. Oppure tentare di raggiungere un accordo, che è il mio personale auspicio. L’ipotesi di accordo mi sembra più saggia. Il ricorso, per me, avrebbe dei costi rilevanti. Già abbiamo pagato tanto per il lodo e anche per il ricorso in cassazione. Qui si tratta di valorizzare un bene della città, di sistemare un’incompiuta».

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Anna Menghi

Anna Menghi, omonimo comitato, dall’opposizione incalza sul fatto che «Nuova via Trento rappresenta il fallimento del centrosinistra che governa da un ventennio. Riuscire a entrare in contenzioso con i privati che si volevano favorire è il massimo dell’incapacità di un’amministrazione. L’opposizione non è mai stata ascoltata, adesso a ognuno le sue responsabilità. Il Pd in questi anni è stato fagocitato dal sindaco Carancini e questo ha indebolito l’intero centrosinistra». E le fa eco Paolo Renna di Fratelli d’Italia: «Per non fare una bretella ci ritroviamo a pagare 6 volte tanto senza avere la bretella».

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Paolo Micozzi

Paolo Micozzi. Pd, ricorda inoltre che «se bisogna trovare una soluzione, consideriamo che al momento siamo in parte soccombenti. Noi non siamo stati fagocitati da nessuno – risponde a Menghi -. Si tratta di normale dialettica che è alla base della crescita del partito stesso. Se poi ha aggiunto anche toni aspri tanto meglio».

Dal Movimento 5 stelle Roberto Cherubini, esibendo alle spalle un vecchio rendering del progetto Nvt, spera in un cambio di passo sull’urbanistica della città: «Piazza Pizzarello, via Trento e Valleverde rappresentano scelte urbanistiche non dettate dal bene comune.

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Roberto Cheubini

Sono anni che lo penso e in quegli anni il Consiglio era pieno di personaggi “curiosi” e interessati all’urbanistica. Era folle anche allora. Discutere oggi di danni fatti da altri è imbarazzante. È ora di dire basta al consumo di suolo e di valutare insieme le devastazioni che abbiamo perpetrato per decenni nel territorio».

Il sindaco Romano Carancini fa chiarezza poi su alcuni aspetti: «Credo non ci si debba sottrarre al tema delle responsabilità e raccontare tutti gli aspetti. Marchiori racconta solo una parte e mistifica le cose. Questa non è una storia di dispetti. Non c’è una questione che riguarda vicende personali. Prima del 2017 non c’era nessuna contrapposizione. Quando viene avviato un ricorso, senza avvisare l’amministrazione, con una richiesta di 8,5 milioni di danni, un sindaco ha il dovere di difendere la città, perché i soldi vengono richiesti ai cittadini. Poi c’è la vicenda penale relativa alle mie dichiarazioni ma su questo c’è un ordine del giorno.

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Romano Carancini

Ricordo a Marchiori, che si è scordato di dirlo nel suo spettacolo su Facebook (leggi l’articolo), che già nelle indagini preliminari la querela è stata archiviata. E si dimentica di dire che i provvedimenti amministrativi per regolarizzare quel pezzo di immobile non è stato impugnato da Nvt. Quando Nvt ci ha chiamato per verificare una soluzione transattiva, abbiamo subito detto sì. Ma c’è bisogno del rispetto delle norme. Abbiamo una serie di obblighi che non possono essere superati. Dobbiamo trovare una soluzione tecnicamente e giuridicamente sostenibile, non regaliamo nulla a nessuno, dobbiamo preservare l’interesse pubblico. Ma se si pensa di poter regalare qualcosa a qualcuno non lo vogliamo fare e non lo possiamo fare. Perché una transazione va verificata attraverso una serie di passaggi che non decide solo la politica. Vogliamo trovare una soluzione e mi pare sia anche lo spirito della Nuova Via Trento. Se la fattibilità non sarà possibile ognuna delle parti farà la propria strada».

Il Consiglio di ieri è stato segnato anche dal botta e risposta tra Marchiori e il presidente dell’assise Luciano Pantanetti. Prima per non avergli concesso il “fatto personale” in seguito alle dichiarazioni di Lina Caraceni (leggi l’articolo), e in serata per aver ritenuto non ammissibile l’ordine del giorno presentato dalla Lega. La decisione se discuterlo o meno è stata rimessa al Consiglio (Carancini ha invitato la maggioranza a votare per discuterla) ma tra astenuti e contrari la proposta non è passata.

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