Nvt, centrodestra e Lega coro a due voci:
«A Macerata costerà cara
la gestione ideologica di Carancini»

AMICI DIVISI - Il Carroccio non partecipa alla conferenza organizzata da sei esponenti politici, il neoentrato Marchiori manda un comunicato insieme al supercommissario Arrigoni. Interventi separati ma accomunati dalle dure critiche al sindaco e al Pd dopo la condanna al risarcimento milionario che il Comune dovrà pagare alla Nuova Via Trento
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Francesca D’Alessandro, Anna Menghi, Riccardo Sacchi, Paolo Renna, Mattia Orioli e Simone Livi

 

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

«I soldi per la bretella di via Trento, che sarebbe costata 880mila euro, c’erano. Per il solito modo rancoroso, testardo e personalistico di amministrare ora invece abbiamo altri 4 milioni di euro di spesa per i maceratesi». Riccardo Sacchi, consigliere di Forza Italia, ha rimarcato così l’attacco alle scelte dell’amministrazione guidata da Romano Carancini per la causa milionaria persa contro la Nuova via Trento. Una vicenda su cui le versioni già appaiono discordanti, tra cifre e conseguenze per i bilanci comunali, ma che di sicuro accelera drasticamente il clima pre elettorale in vista delle urne nel 2020. Tanto che il tavolo di oggi ha visto insieme a Sacchi anche Anna Menghi (dell’omonimo comitato), Parolo Renna (FdI) e poi fuori Consiglio Francesca D’Alessandro, Mattia Orioli e Simone Livi. Assenti “giustificati”, Maurizio Mosca, Gabriele Mincio,Francesco Luciani, Deborah Pantana e anche Andrea Marchiori, che i presenti hanno assicurato concordare su tutta la linea. Tuttavia Marchiori, fresco di ingresso in Lega, ha preferito intervenire sulla faccenda con una nota firmata assieme al senatore e supercommissario del Carroccio Paolo Arrigoni.

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Riccardo Sacchi e Paolo Renna

«Avevamo detto che le piscine erano la madre di tutti i fallimenti ma ora la “madre” ha anche un figlio – ha incalzato Sacchi -. Un risultato catastrofico frutto di un governo personalistico. Questo arbitrato, immediatamente esecutivo, comporta una spesa di circa 4 milioni di euro: tra i 2,8 di risarcimento più oneri, interessi e così via. Io aggiungerei anche una serie di spese che ancora dobbiamo quantificare. Ma risulta che il Comune abbia già speso tra avvocato, arbitro e consulente altri 200mila euro. Più circa 20mila euro di Ctu cioè per il consulente imparziale. Siamo quindi già a circa 300mila euro. Questo fallimentare modo di amministrare ha già comportato negli ultimi nove anni almeno 10 milioni di euro di costi. Penso alla piscina già costata più di 2 milioni, i costi per il ricorso al Tar sul tema rifiuti: un altro milione e mezzo. Più altri casi che ora non ricordo». Tornando alla bretella: «Era prevista da due convenzioni del 2002 e del 2004 – ricorda Sacchi -. Una bretella di poche decine di metri che sarebbe costata 880mila euro, per cui il Comune nel 2009 aveva già accantonato la metà della somma: quindi i soldi c’erano. Ora invece spendiamo 4 milioni e la bretella non ci sarà comunque». Sacchi contesta anche la scelta di rivolgersi a tecnici esterni: «C’era la possibilità, confermata dal sindaco, di utilizzare tecnici interni. Mentre è stato affidato un incarico che sarà costato altri 70mila euro. Comunque – conclude il consigliere -, potevamo sederci con il privato e ragionare in termini più costruttivi. C’è evidentemente un danno erariale per cui mi riservo di leggere attentamente il lodo e di dare incarico a un legale per presentare un esposto alla Corte dei conti. Anche Bruno Mandrelli (consigliere di maggioranza che poi si è dimesso e si è anche autosospeso dal Pd, ndr), aveva detto che l’arbitrato poteva costarci molto».

Paolo Renna ricorda che «alla votazione del bilancio consuntivo non ho partecipato al voto per i 14 euro di mutui fino al 2040 che ha stipulato l’amministrazione. Qui si buttano letteralmente via i soldi e l’amministrazione non amministra da buon padre di famiglia. Se fai quei mutui per asfaltare una strada c’è qualcosa che non funziona. La qualità di un amministrazione si valuta anche in base a come spende i soldi dei cittadini. Milioni di euro buttati per ripicche personali, decisioni personali avallate dalla maggioranza tranne Mandrelli e forse Micozzi. E oggi ci troviamo a essere condannati tutti noi cittadini fino a che la Corte dei conti non dirà che c’è un danno erariale. Oggi – aggiunge Renna -, si concretizza il fallimento totale di una linea politica che ha pensato solo a propri interessi. Il Piano casa è stato un fallimento totale, dovevano cambiare volto della città e invece abbiamo solo asfalti elettorali. Chiediamo le dimissioni del sindaco perché come nel calcio chi paga è l’allenatore. Se ha un minimo di onestà intellettuale dovrebbe fare un passo indietro per chiedere scusa alla città».

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Mattia Orioli e Simone Livi

Mattia Orioli sintetizza i problemi dell’amministrazione di centrosinistra in tre concetti: «Gestione ideologica, danno ai cittadini e perdita di credibilità. Esprimo piena solidarietà nei confronti del privato e degli imprenditori. In questi anni è stata applicata una politica ostile nei confronti del privato. E la responsabilità è anche del Pd che sostiene il sindaco. Il sistema Pd è fallimentare e questo significa che le prossime elezioni non vorrei vedere un soggetto che prende le distanze dal sindaco ma poi applica lo stesso sistema. Perché governano con una politica ideologizzata. Come pensiamo di attirare investitori se la città non rispetta i propri impegni? Vogliamo liberare la città. Oggi la vera questione che unisce è la voglia di liberare la città da questo sistema. Questo unirà non solo il centrodestra ma tutte le forze di buon senso. Oggi – rimarca -, parliamo di liberazione di Macerata». Anche per Simone Livi i danni da pagare per la bretella «fanno il paio con l’indebitamento per le opere da campagna elettorale. Secondo me le dimissioni devono essere di tutta la Giunta. Si deve azzerare il governo della città, che ha dimostrato di essere incapace. Da 20 anni è sempre la solita storia. Il centrodestra è coeso e vuole arrivare dritto all’obiettivo di liberare la città».

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Francesca D’Alessandro e Anna Menghi

Francesca D’Alessandro esplicita ulteriormente il concetto: «Prima Meschini, poi Carancini e ora si profila all’orizzonte Ricotta. Altro che nuova storia, è la solita storia. Non si è levata una voce dissonante dalla maggioranza su questa situazione veramente incresciosa. Abbiamo una Giunta capacissima a provocare danni alla collettività. Un sindaco che adotta due pesi e due misure. Si sono fatte transazioni per tutto tranne su questa questione dove invece era opportuna. E i revisori avevano messo nero su bianco la questione e nonostante questo la maggioranza ha approvato il bilancio. Abbiamo di fronte un sistema compatto dove non c’è nessuna dialettica per il bene della collettività. Si esegue pedissequamente quello che dice il sindaco. Via Trento sarà l’ennesima zona degradata che sta diventando un non luogo. Cambiamo pagina». Infine Anna Menghi, soddisfatta «di vedere un’unità in Consiglio che non si vedeva da tempo. Il centrodestra è convinto che la città abbia bisogno di un cambiamento radicale, anche se questo Comune non sarà facile per chi lo erediterà. Un’alternativa però è possibile».

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Paolo Arrigoni e Andrea Marchiori

Per conto loro Marchiori e Arrigoni, cogliendo l’occasione del caso della bretella, hanno invece lanciato la campagna elettorale della Lega senza nominare nemmeno una volta, al contrario dei colleghi maceratesi, la presunta unità del centrodestra: «La Lega comincia simbolicamente la campagna elettorale per la rivoluzione del buonsenso per Macerata ora che il Pd tenta il tutto per tutto per restare in sella inscenando una resa dei conti interna – dice Arrigoni –. Al partito del sindaco Carancini che si riserva “48 ore per riflettere” la Lega ricorda che chi governa deve riflettere prima, non dopo che ha fatto il misfatto. In ballo ci sono i soldi dei cittadini e il rispetto delle istituzioni democratiche, ripetutamente calpestate da una politica che invece di costruire ha distrutto». La critica di Marchiori è a tutto tondo: «Dopo le beffe si contano i danni in milioni e milioni di euro. Ai maceratesi l’ennesima vergognosa prova di amministratori arroganti, supponenti, responsabili di danni irreparabili per la comunità. Altro che brochures trionfalistiche: l’eredità di Carancini e del suo Pd mostra la sua vera essenza di degrado amministrativo e morale. Con la Lega la rivoluzione del buonsenso si può e si farà anche a Macerata – ribadisce il consigliere -. La Lega raccoglie l’appello dei maceratesi stufi di un degrado che è andato crescendo e pervade ogni settore. Gli effetti sono devastanti e frutto della pervasiva distorsione del concetto stesso di amministrazione da parte del Pd maceratese. Macerata è diventata una centrale dello spaccio frequentata da criminali di ogni sorta e colore che sono arrivati a squartare una ragazza, la città della pace in cui i negozianti, per le manifestazioni pro-migranti, sono stati costretti a barricarsi letteralmente nei loro esercizi? Carancini continua a giustificare la scellerata e redditizia politica di accoglienza gestita con quel Gus che ora è sotto inchiesta. Macerata in quasi vent’anni non riesce a costruire le nuove piscine già appaltate? Pronto il risarcimento all’appaltatore il cui avvocato, coincidenza, è la moglie del sindaco. Macerata festeggia il 25 aprile ancora carica di tensione, paura e dolore per l’efferata morte di Pamela Mastropietro? L’amministrazione fa finta di non vedere che, per far divertire i bambini, in piazza si inscena una piccola Piazzale Loreto con tanto di fantoccio appeso a testa in giù. È il segno estremo di un’amministrazione abituata a chiudere gli occhi al bisogno, specie se degli amici. Vogliamo ricordare come all’ex rettore Corradini, astro nascente del Pd sonoramente sconfitto dal candidato leghista Tullio Patassini nella corsa alla Camera dei Deputati, si sia offerta ogni deroga per la ricostruzione della sua casa nei pressi di una storica fonte sotto lo Sferisterio? La Lega lo ha documentato con un blitz il 14 agosto dello scorso anno e sta ancora aspettando la risposta su come siano andate le cose».

 

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