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Maxi risarcimento per via Trento
«Tre milioni pignorati al Comune»

MACERATA - E' stata Ubi Banca, creditrice nei confronti della società Nvt, a bloccare parte della somma dovuta dall'ente
giovedì 12 Settembre 2019 - Ore 15:19 - caricamento letture
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Le palazzine di via Trento

 

«Le somme dovute alla Nuova Via Trento per effetto del lodo arbitrale del 24 luglio scorso, fino alla concorrenza di 3 milioni di euro circa, sono state pignorate da un creditore della società al Comune». E’ quanto si legge in una nota dell’amministrazione guidata dal sindaco Romano Carancini in merito alla questione della riqualificazione di Via Trento e del conseguente lodo arbitrale che ha condannato il Comune ad un maxi risarcimento da 2,8 milioni, al netto degli interessi.

Nel nuovo capitolo dell’annosa vicenda ha fatto ingresso quindi un creditore della società di cui azionista di riferimento è l’imprenditore Domenico Intermesoli, in particolare Ubi Banca. Come aveva spiegato proprio il primo cittadino, infatti, la Nvt ha un’esposizione debitoria con le banche di circa 8,5 milioni di euro. Per questo l’istituto di credito per rientrare di parte della somma ha notificato al Comune il pignoramento dei soldi che l’ente dovrebbe dare alla Nvt. Il punto è che il Comune al momento non intende sborsare un euro per diversi motivi, seppur – come aveva specificato l’assessore al Bilancio Marco Caldarelli – quei soldi sarebbero già stati accantonati nel fondo rischi e quindi il risarcimento non rappresenterebbe un problema per il bilancio.  «In merito alla vicenda è utile ricordare – sottolinea infatti l’amministrazione – che il lodo stesso sarà oggetto di impugnazione nei termini stabiliti dalla legge, oltre che del giudizio di verifica di giurisdizione dinnanzi alla Corte di Cassazione la cui udienza è già fissata per il prossimo 24 settembre». In altre parole, innanzitutto per il Comune ci sarebbe stato un difetto di giurisdizione: la materia del contendere si sarebbe dovuta discutere al Tar e non in un lodo arbitrale. E su questo punto la Cassazione si pronuncerà entro fine mese. Poi l’amministrazione ha deciso di impugnare anche nel merito il lodo stesso, perché considerato contraddittorio. Terzo, in ogni caso, per le pubbliche amministrazioni il pignoramento non può diventare esecutivo prima di 120 giorni. Quindi al momento la questione risulta di fatto ancora sospesa.

(ultimo aggiornamento alle 17)

 



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