Terremoto e droga, Gratteri a Macerata:
«La ‘Ndrangheta arriva prima di tutti»
BATTAGLIE - Aula magna dell'Itc sold out per l'incontro sui soldi sporchi della cocaina e le infiltrazioni nell'edilizia con Giuseppe Bommarito, Gaetano Angeletti, Antonio Nicaso e il super magistrato che da 30 anni vive blindato per la sua battaglia senza confine contro la ’ndrangheta. «Il sisma è terra di coltura delle mafie». Una ricetta? «Fare effettivamente lavorare la ditta aggiudicataria»

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso con al centro l’avvocato Giuseppe Bommarito, autore di diverse inchieste su Cronache Maceratesi sulle infiltrazioni mafiose
di Maurizio Verdenelli
Ha lacrime silenziose Giuseppe (Bommarito) mentre parla a platea e galleria ‘sold out’ dell’Itc Gentili (pure il sindaco Carancini in piedi): “Nicola e Manolo sarebbero contenti di noi, di tutti noi”. Ha lacrime vere, a stento contenute dietro le spesse lenti, Gaetano Angeletti (‘La Rondinella’) che poco prima aveva ‘interrogato’ il procuratore anti-‘ndrangheta, Nicola Gratteri.
Esplode l’auditorium nella standing ovation, l’ennesima nonostante le raccomandazioni del magistrato di ‘evitare di far perdere tempo prezioso al dibattito’. Angeletti – uno degli eroi quotidiani contro un esercito di businessmen senza coppola e lupara che s’introduce sul mercato, in breve conquistandolo- aveva criticato la sostanziale inutilità dei professionisti dell’antidroga come, in molteplici casi, scuola e clero. Il nemico numero uno (da vent’anni sotto scorta) dell’associazione mafiosa più pericolosa nel mondo, presente nei cinque continenti, gli aveva dato ragione: “E’ vero, come dice questo signore: la scuola è diventato un progettificio con incontri ai quali viene invitato il relatore mediaticamente più in voga. E, peraltro, non basta più, soltanto pregare in chiesa. Prima che parlare di legalità, genitori e docenti dovrebbero interrogarsi sulla salute mentale e fisica dei ragazzi”.
Legalizzare la droga? Gli ha chiesto il dottor Gianni Giuli rivelando come ormai dalle urine dei giovani sottoposti a controllo presso il Sert emergessero già da anni, tracce sempre più consistenti di cocaina (ora all’80% dei casi) di cui la ‘Ndrangheta è leader mondiale. “La marijuana, mutata geneticamente è diventata pericolosissima. Cattivi amministratori ed un corteo di altri ‘referenti’ di scarsa conoscenza del problema, vorrebbero legalizzarla ma sarebbe un’autentica rovina. Come il caso delle slot machine, origine di una malattia ora diffusa: la ludopatia seppure…abbia apportato qualche miliardo nelle casse dello Stato” ha detto il PM catanzarese. Perché non è diventato ministro della Giustizia nel governo Renzi? Gli ha chiesto poi l’ex assessore Giovanni Di Geronimo. La risposta di Gratteri è stata una scudisciata, breve ma tracciata nell’aria densa ed attentissima dell’uditorio: “Questo dovete chiederlo al Presidente Napolitano”.
Lo Stato, già. Ha fatto capolino ed una pessima figura. Perché dopo la cocaina, l’altra grande specialità della ‘ndrangheta, è l’edilizia. E quale migliore occasione dei terremoti? “Gli affiliati arrivano sul posto prima della Protezione civile” ha detto Gratteri. Così è stato, storicamente nella ricostruzione di Catanzaro dopo il terremoto di Messina, dove ha operato la ’picciotteria’. Ed è andata pure così in altre regioni: Umbria ed Emilia-Romagna. Nelle Marche? La ‘Ndrangheta calabrese non dovrebbe fare molta strada in realtà, ‘incistata’ lungo il litorale maceratese ormai da anni, come Giuseppe Bommarito ha chiarito. E’ stato il suo un angosciante ‘rosario’, letto con voce piana come quella di un anatomo-patologo. Un dolente elenco che i lettori di CM ben conoscono con nomi di clan e di boss, fatti, ‘tesori’ non ‘tesoretti’ (in milioni d’euro) e date. A Civitanova Marche e dintorni operano i clan crotonesi, business apparentemente legali, sbarchi dall’Albania con gommoni dove sono stipate tonnellate di coca, ha aggiunto Giuseppe. Il quale ha chiarito più volte: “Le Marche non sono più un’isola felice’ ed ha citato l’ex procuratore di Pesaro Manfredi Palumbo: ‘Chi la pensasse diversamente, crederebbe alle favole”.

Antonio Nicaso, scrittore, docente universitario, giornalista, uno dei massimi esperti a livello internazionale della ‘ndrangheta
“Il sisma è terra di coltura delle mafie” ha sottolineato il procuratore capo di Catanzaro e le ‘White list’ per rendere trasparenti gli appalti vengono in realtà aggirate con prestanome e subappalti. Una ricetta? “Fare effettivamente lavorare la ditta aggiudicataria”. “La ‘ndrangheta non è infatti un modo di essere ma di fare” ha detto Antonio Nicaso giornalista e docente, anch’egli calabrese, il quale ha preferito emigrare in Canada: “tristezza e rabbia quando torno in Calabria e mi sento chiedere: ‘a chi appartieni?”. Come operano le ‘ndrine? “All’imprenditore offrono servizi, materiali, mano d’opera con uno sconto del 40%. La finalità è quella di riciclare i soldi sporchi del narcotraffico –non a caso gli imprenditori ‘ndranghetisti pagano le tasse in modo esemplare a differenza degli altri – e poi di acquistare completamente un’impresa pulita: loro infatti non mollano mai il business”. Nicaso: “Intendiamoci, ‘loro’ non riciclano denaro, lo fa quella zona grigia di professionisti, avvocati, commercialisti, broker che ne amministrano gli sconfinati fondi. Le intercettazioni sono chiare al riguardo. Ce n’è una in cui si sente un mafioso dire alla moglie: ‘Abbiamo contato con due macchinette per tutta la notte i soldi (provenienti dall’attività primaria di supermercati ndr) senza poter comunque finire…”.
Poi, ancora sull’edilizia nella zona calda del ‘cratere’, ad una domanda, il Pm calabrese ha sollecitato i sindacati ad andare oltre al semplice articolo-denuncia sui giornali, ma a presentare esposti all’autorità giudiziaria “perché se lo sfruttamento della mano d’opera diventa sistemico, non solo casuale e temporaneo, allora c’è l’ombra della cosca mafiosa”.
Sollecitato dallo stesso Gratteri, (“una parola da paesano”) un renitente rettore Unimc, Francesco Adornato, calabrese di Cittanova è intervenuto: “Siamo dirimpettai seppure da comuni diversi” ha detto salutando il Pm, calabrese di Gerace. “La ‘ndrangherta è un fatto culturale-formativo, antropologico, ‘di sangue’”. “Si, ma è diventato mondiale ed è un modo per conquistare i mercati internazionali con i fiumi d’ora della cocaina. Ormai le ‘ndrine hanno imparato a fare squadra a non spararsi tra loro, non più sanguinose faide…” ha risposto Nicaso. Adornato, soddisfatto, si è rimesso a sedere chiedendo a Gratteri di condividere con lui a Catanzaro un “caffè in piazza Di Tocco”. Il magistrato ha sorriso: “Accordato”.
Molte, in conclusione, le domande. Il Pm di Catanzaro ha rassicurato una signora angosciata per le minacce ricevute dopo una denuncia/segnalazione in merito a fatti di droga nelle scuole maceratesi. “Avrei bisogno di una scorta, tuttavia non vengo ascoltata…”. “Vada dal mio conterraneo, il vicequestore di Macerata o dal comandante dei Carabinieri (presente in sala ndr): vedrà che esamineranno a fondo la richiesta”. E ad un portorecanatese che additava lo spaccio ormai en plein air da parte di stranieri sul lungomare: “Ecco la massa di manovra più appetita dai clan: contattabile ed esperta della zona. Un rischio in più per i nostri ragazzi”.
Tra gli interventi programmati anche quelli di Andrea Foglia (Citanò alla droga), Giorgio Barbatelli (Sentinelle del mattino) e Maurizio Gennari (Comunità civile) che insieme con Unimc, Asur, ‘Per Nicola oltre il deserto di indifferenza’ e ‘La Rondinella’ hanno organizzato l’evento come da anni non si vedeva nel capoluogo sul fronte della droga, in quell’Itc (a due passi dalla ‘polveriera’ dei Giardini Diaz). Fronte esposto al rischio-stupefacenti, la storica scuola dei ‘ragionieri’ come gli altri istituti scolastici dopo le recentissime statistiche che pongono Macerata al centro di una situazione a dir poco esplosiva
Erano attesi un anno fa, stesso periodo più o meno (fine ottobre) stessa città (Macerata), stesso posto (Itc), Gratteri e Nicaso, autori del libro ‘Fiumi d’oro’ indagine choc sui soldi sporchi del narcotraffico, ma poi il terremoto tra il 26 e il 30 ottobre aveva rinviato ma non annullato il prezioso appuntamento. Riproposto grazie all’impegno delle associazioni che con Bommarito, hanno perseverato nel ‘problematico’ invito. Ed hanno avuto ragione. Soddisfatto infatti il magistrato per la grande affluenza (che “non si aspettava ma che lo rendeva felice”) e pure gli organizzatori perché hanno ottenuto risposte a domande che il terremoto ha posto sul pericolo ‘infiltrazione mafiosa’. Anche se a Macerata il caso cocaina è al momento il primo pensiero di genitori ed insegnanti. Ed allora l’auditorium strapieno questa sera al ‘Gentili’ (sino alle fine: ore 20), se ha sorpreso i due oratori d’eccezione, è frutto di quella preoccupazione che la storia dell’ex isola felice Macerata non aveva mai conosciuto dal dopoguerra ad oggi.
(foto di Fabio Falcioni)









Ha perfettamente ragione.
A nome anche degli altri organizzatori ringrazio tutti i cittadini che hanno partecipato al dibattito con Nicola Gratteri e Antonio Nicaso.
Una partecipazione enorme, che cozza con l’indifferenza di molte istituzioni, che fanno finta di non vedere la lenta, ma continua avanzata della droga (che uccide sempre di più) e della criminalità organizzata nella nostra provincia e nella nostra regione.
Grazie Giuseppe,grazie Gaetano, sempre in prima linea a lottare contro l’indifferenza. Indifferenza o paura? O nascondersi dietro un dito? O “tanto non è il mio caso”?No
Magistrati, Avvocati, Giornalisti, ecc. oramai gli esperti in edilizia non si contano più! Il Cratere sismico come la Nazionale Italiana ha sessanta milioni di allenatori con risultati identici…. un fallimento totale!!!
Una grande serata ed una grande partecipazione a dimostrazione che il grande impegno delle associazioni che operano da tempo sul territorio è riuscito a sensibilizzare i nostri concittadini. Il quadro che ne è uscito riferito anche al nostro territorio è allarmante e dovrebbe farci mettere da parte l’indifferenza che è il vero problema. Una sola precisazione relativa al bellissimo articolo di Verdenelli. Gratteri alla mia domanda non ha risposto ” non ha voluto Napolitano ” ma ” bisognerebbe chiederlo a Napolitano ” anche se poi il senso è lo stesso. Grazie Peppe per il coraggio che hai dimostrato anche in questa occasione e grazie ai tuoi amici delle Associazioni.
Dai pochi commenti di ringraziamento intravedo ancora la paura di molti ad esporsi. Un grazie al giudice Grattieri, all’avv.to Bommarito e a Gaetano per il coraggioso e pressante invito ad uscire dall’indifferenza.
Coi dottori Gratteri e Nicaso, e gli altri convenuti, ringrazio particolarmente l’Avv. Bommarito, della cui amicizia siamo onorati, per l’invito a partecipare, con l’intera famiglia, a questa importantissima iniziativa.
Post scriptum (2)
1 marijuana=alcol? Hanno chiesto al dottor N. Gratteri. “Assolutamente no. Non c’ e’ equazione. Chi beve vino non vuole sballarsi, chi si droga, si!” e’ stata la risposta.
‘Ndrangheta & business. “I boss diventano pure imprenditori agricoli acquistando, sempre tramite finanziarie perche hanno per strategia conti in rosso, terreni agricoli. Serve loro per intercettare i fondi UE. Anche nel Maceratese”. Parola di Nicola Gratteri ed Antonio Nicaso.
NB.Nel Maceratese negli anni 50-60, l”agricoltura rappresentava il 63% ca del reddito complessivo provinciale.
Pur non avendo potuto partecipare, insieme a coloro che ancora hanno a cuore le sorti di questa città e di questa provincia, sento il dovere di ringraziare Giuseppe Bommarito e gli altri organizzatori di questo lodevole evento, servito, sicuramente, a focalizzare l’attenzione sui problemi della droga e delle infiltrazioni malavitose che, giorno dopo giorno, in mancanza di una seria ed efficace politica di contrasto, diventano sempre più preoccupanti.
Anch’io ringrazio gli organizzatori della serata. Vorrei aggiungere un commento sulle responsabilità delle forze politiche nelle recenti elezioni siciliane e su tutti gli impresentabili nelle amministrazioni locali e nel parlamento. Purtroppo oltre le droghe come accennato c’è il gioco d’azzardo che prospera legalizzato dallo Stato. Spesso la Massoneria è implicata con tutte queste forme di mafie. I Radicali, insieme con altre forze politiche, spesso sono stati i promotori di diritti incivili come la liberalizzazione delle droghe, cosidette leggere, dopo aver legalizzato l’aborto, il divorzio e le unioni omosesussali, distruggendo di fatto la famiglia, culla della vita e della società. La cultura della morte avanza incontrastata insieme alle sofferenze della violenza imperante sotto tutte le forme ideologiche inventate, non ultima il gender, per sottomettere e schiavizzare l’umanità. Il Male c’è e l’Inferno incomincia già su questa terra. Che Dio ci salvi!
Bommarito ce la mette tutta , nella lotta alla criminalità, ma i nostri governanti ?
Bommarito ce la mette tutta, nella lotta alla criminalità, ma i nostri governanti?
Da (giornalista) perugino, ed anche se GIUSEPPE ha scelto di vivere in un’altra citta, vorrei BOMMARITO Sindaco di Macerata, in questo lungo momento dove i giovani maceratesi appaiono cosi tanto gravemente minacciati dalla droga.
Per me l’avvocato Bommarito deve rimanere il più lontano possibile dalla politica cittadina perché gli farebbero perdere quella lucidità e indipendenza che gli servono per i suoi articoli o iniziative.
Per Maurizio Verdenelli e Sauro Micucci
Ringrazio Maurizio e Sauro Micucci dell’attestato di stima (ampiamente ricambiato) che mi hanno riservato, ma, come già avvenuto nel corso della precedente “consigliatura”, devo far presente che non è mia intenzione candidarmi o essere candidato.