Legge sugli spettacoli dal vivo,
“Un salto in avanti
per Musicultura e Sferisterio”
MACERATA - Il testo è stato approvato dalla Camera, soddisfatta la deputata Irene Manzi: "Un provvedimento che vale un'intera legislatura, un'opportunità per l'aumento di risorse a disposizione"


Irene Manzi
La nuova legge quadro sullo spettacolo dal vivo aprirà grandi opportunità per Musicultura e lo Sferisterio di Macerata. Ne è convinta Irene Manzi, dopo l’approvazione del testo alla Camera. “Si tratta di un provvedimento che vale un’intera legislatura – ha commentato la deputata Pd -. Grazie agli emendamenti introdotti, frutto di una concertazione importante svolta con i soggetti dello spettacolo dal vivo del nostro territorio, prevede il riconoscimento della canzone popolare d’autore e la promozione di realtà di spettacolo dal vivo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale. Con entrambe le previsioni generali finalmente realtà come lo Sferisterio e Musicultura trovano spazio in un testo di legge tematico. Un’opportunità che, grazie anche all’aumento delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo, consentirà un salto in avanti importante per entrambe le realtà è per lo spettacolo dal vivo marchigiano”. Si tratta di “un traguardo importante per un settore che aspetta ormai da troppi decenni una riforma ed una legislazione organica”, spiega Manzi. Il provvedimento incrementa sensibilmente le risorse del Fondo unico per lo spettacolo dal vivo, conferma lo stanziamento di 4 milioni di euro per le attività culturali realizzate nei territori colpiti dal sisma del centro Italia, stabilizza il tax credit musica (beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti), estende l’Art bonus a tutti i settori dello spettacolo dal vivo, garantendo anche alle orchestre, ai teatri nazionali e di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione di avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.