I Cani al Mind 14 anni dopo:
l’unica vera nostalgia che avevamo
(Foto/Video)

MONTECOSARO - Nel 2012 il primo concerto all'allora Festa della birra: la band di Niccolò Contessa ha ritrovato ieri sera il pubblico che li aveva consacrati. Un ritorno che racconta come I Cani siano diventati, quasi senza volerlo, il simbolo di un'intera generazione

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di Alessandro Vallese (foto di Alessandro Stronati)

Era il 2012 quando un gruppo romano, reduce dall’uscita del suo “Sorprendente album d’esordio”, saliva sul palco di quella che era ancora la Festa della Birra di Montecosaro. Di lì a poco, grazie al lavoro di un’associazione locale, quella manifestazione sarebbe diventata il Mind Festival, uno degli appuntamenti musicali più importanti del Centro Italia. Quel gruppo erano I Cani. Quello era il loro primo passaggio a Montecosaro. Quattordici anni dopo, I Cani sono tornati.

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Niccolò Contessa, I Cani

Nel frattempo è successo di tutto. E soprattutto non è successo niente. Per dieci anni Niccolò Contessa è rimasto praticamente in silenzio, alimentando un’assenza che ha finito per trasformarsi in mito. Un vuoto che ha reso ancora più evidente quanto la trilogia composta da “Sorprendente album d’esordio”, “Glamour” e “Aurora” abbia inciso sull’immaginario di un’intera generazione e influenzato gran parte del cantautorato e dell’indie italiano venuti dopo. Molti hanno provato a raccoglierne l’eredità, nessuno è riuscito davvero a replicarne lo sguardo, quell’equilibrio tra ironia, malinconia e disincanto. Poi è arrivato “Post Mortem”. Un disco meno immediato, più cupo, più stratificato, che vuole scavare ancora più a fondo. Ma soprattutto un disco che certifica una cosa: I Cani sono ancora vivi. E, dopo tutto quel silenzio, era una notizia di cui avevamo quasi bisogno.

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Così chi nel 2012 aveva vent’anni oggi sfiora i trentacinque, chi ne aveva trenta guarda ormai ai quarantacinque. Sono cambiate le vite, i lavori, le città, forse anche le persone. Ma certe canzoni sembrano aver aspettato tutti nello stesso punto. Per questo il concerto del Mind più che una semplice data del tour, è stato un ritrovo generazionale, il momento in cui una nostalgia che per anni era rimasta sospesa ha finalmente trovato il modo di trasformarsi in presente.

La seconda serata del festival è stata aperta dal duo calabrese Amore Audio, capace di scaldare il pubblico con un set costruito su elettronica, ritmiche spezzate e melodie sognanti. Poi il prato del campo sportivo Mariotti si riempie definitivamente. Qualche minuto di attesa — come se dieci anni non fossero già bastati — e le luci si abbassano. Niccolò Contessa compare quasi in controluce insieme alla band. L’apertura è affidata a Buio, uno dei brani più intensi di “Post Mortem”, seguita da Buco nero e Nella parte del mondo in cui sono nato. Le scenografie sono essenziali ma suggestive, costruite soprattutto su luci e visual, mentre il concerto prende rapidamente quota.

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Amore Audio aprono il conerto de i Cani al Mind Festival

L’esplosione arriva quando il tempo torna improvvisamente al 2011 con “Wes Anderson”. È il primo boato della serata. Poi spazio a “Questo nostro grande amore”, “Hipsteria”, “Le coppie”, fino all’inedito “Squalo Balena”, che conferma una scrittura ancora unica e riconoscibilissima.

Con “f.c.f.t.” il concerto rallenta per un momento, quasi una tregua nella continua lotta tra sé stessi e il mondo. Ma è solo una parentesi. “Post Punk” riaccende il prato del Mind, “Aurora” emoziona, mentre “Corso Trieste” diventa inevitabilmente il punto più alto della serata. Contessa canta “L’unica nostalgia che ho” e il pubblico la urla con lui. E forse è proprio questa la forza de I Cani: aver raccontato una generazione senza mai indulgere nella nostalgia, finendo però per diventarne uno dei simboli più autentici.

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Niccolò Contessa

Dopo Velleità e I Pariolini di 18 anni, la band lascia per qualche minuto il palco per poi rientrare con Sfortuna. Sparire è probabilmente il momento più intenso del concerto: un brano doloroso, accompagnato da una scenografia che si spegne lentamente insieme alle ultime note. Il finale è affidato a Lexotan, quasi una chiusura inevitabile. «Questa mancava», si sente dire tra il pubblico. Adesso sì. I Cani sono tornati. E, a giudicare dalle facce all’uscita del concerto, forse avevamo davvero bisogno di riascoltarli. Intanto Contessa nel salutare: «Stavolta speriamo di rivederci prima che passino 14 anni».

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La serata si è conclusa con il dj set di Notti Indie, mentre il Mind Festival continua a confermarsi non solo per la qualità della proposta musicale, ma anche per l’atmosfera che riesce a costruire attorno ai concerti, tra area relax, gaming, podcast e spazi dedicati alle attività. Oggi sarà la volta di Ditonellapiaga e Camoufly, sabato saliranno sul palco Benny Benassi e Mauro Repetto, mentre domenica il festival si chiuderà con Sayf e Mind Enterprises.


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