Crocetti a Roma con Alemanno:
anche per lui un Futuro Nazionale
CIVITANOVA - Il presidente della commissione Cultura, assente ieri in consiglio comunale, compare a un'iniziativa per raccogliere adesioni al partito di Vannacci. Da tempo circolano voci sul suo ingresso

La foto pubblicata da Gianni Alemanno a casa di Calogero Zito. Alla sua sinistra Gianluca Crocetti
di Laura Boccanera
Che ci fa Gianluca Crocetti fianco a fianco con Gianni Alemanno? Il presidente della commissione cultura di Civitanova, assente ieri in consiglio comunale (dove si doveva approvare il bilancio dei TdC e quindi discutere anche di cultura) era in realtà a Roma in un percorso di avvicinamento al partito di Vannacci attraverso l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, recentemente uscito dal carcere dopo aver scontato la condanna per traffico di influenze illecite, nell’inchiesta di “Mafia Capitale”.

A sinistra Gianluca Crocetti allo Shada con Roberto Vannacci e Fabrizio Ciarapica
La prova dell’avvicinamento è proprio in uno scatto fotografico comparso sul profilo social di Alemanno e Crocetti si trova proprio seduto vicino all’ex esponente del Movimento sociale e tra i fondatori di Alleanza nazionale prima dell’inchiesta che lo ha poi condotto agli arresti domiciliari e poi in carcere. «Comincia casa per casa il proselitismo per Futuro Nazionale. A casa di Calogero Zito al Tiburtino per raccogliere iscritti per Futuro nazionale. Entusiasmo e determinazione!» – scrive Alemanno.
Che Crocetti stesse avvicinandosi a Futuro Nazionale era nell’aria: era presente all’incontro dello Shada e da più voci lo davano per certo già dentro il partito. E chissà se quella di cui parla Alemanno sarà la casa definitiva di Crocetti che in 4 anni è passato dal partito di Sgarbi Rinascimento alla lista civica Civitanova Unica, per poi transitare in Fratelli d’Italia e rientrare recentemente in Civitanova unica, come uomo di fiducia del sindaco Fabrizio Ciarapica.
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L’anello dei vannacciani è un monile distintivo riservato ai fedelissimi del generale Roberto Vannacci, decorato con i simboli del fascio littorio e della X Mas e la scritta “Memento audere semper”. Il cerchio ristretto che lo indossa viene soprannominato “La compagnia dell’anello”.
Caratteristiche e Distribuzione
• Simboli: Riporta due fasci littori, il logo della Decima Mas e il motto dannunziano.
• Costo e produzione: Realizzato da un orafo artigiano di Arezzo, ha un prezzo di 50 euro.
• Regole d’acquisto: Non è liberamente in vendita; per ottenerlo serve l’autorizzazione dei vertici del comitato “Il mondo al contrario”.
• Reazioni: La diffusione pubblica dell’oggetto e delle relative foto di gruppo ha suscitato forti polemiche politiche e la condanna ufficiale dell’ANPI.
A sfoggiare pubblicamente l’anello sono stati i membri del direttivo e i fedelissimi del comitato politico “Il mondo al contrario”.
La cerchia ristretta (composta da sette persone ritratte nella celebre foto diffusa sui social dal generale in persona) comprende:
• Fabio Filomeni: tenente colonnello in congedo e presidente del comitato.
• Cristiano Romani: coordinatore del comitato per l’Italia centrale.
• Bruno Spatara: segretario del movimento.
• Gianluca Priolo: tesoriere del comitato.
• Andrea Romiti: vicepresidente del movimento.
Un dettaglio importante: nella foto ufficiale in cui il gruppo incrocia le dita per mimare il simbolo della Decima Mas, Roberto Vannacci non indossa l’anello. Il monile è stato infatti ideato e indossato esclusivamente dalla sua cerchia di “fedelissimi” (da loro definiti “camerati”) come regalo e segno di affiliazione in occasione del compleanno del generale.
(Gemini AI)
Dimenticavo, le risposte dell’AI potrebbero contenere errori.
Il mondo è fatto di yin e yang. Un partito senza yin, le quote rosa, non è equilibrato, non si sviluppa, non è credibile.
Ahahahah. . . Si, è proprio una barzelletta!
Per il sig. Anzellotti. A quanto da lei scritto aggiungo che sul palazzo della Civiltà Romana, cd Colosseo Quadrato, di epoca fascista, sito a Roma (all’EUR), è riportato il seguente passaggio tratto da un discorso di Benito Mussolini del 1935: ‘Un popolo di navigatori, di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori’. Non v’è traccia dei pregiudicati.
Ci sono gli estremi per l’applicazione della legge Scelga, della legge Mancino e della XII disposizione transitoria e finale della costituzione.
L’episodio dell’anello con i simboli della Xª MAS e del fascio littorio indossato dai fedelissimi di Roberto Vannacci — ma non direttamente da lui nella foto scattata in occasione del suo compleanno — rappresenta un caso classico ed emblematico di applicazione della plausible deniability (negabilità plausibile) nella comunicazione politica e nella gestione dell’immagine.
Come si articola la tecnica in questo contesto
La sanzione dell’appartenenza senza l’esposizione diretta: I cerchi ristretti dei sostenitori più fedeli indossano un oggetto esplicitamente carico di rimandi storici al Ventennio (il fascio littorio, la Xª MAS) e sfoggiano gesti evocativi (come la “X” fatta con le mani). Questo serve a cementare l’identità del gruppo, a lanciare un segnale inequivocabile al proprio zoccolo duro e a presidiare un determinato spazio politico ed elettorale.
Il margine di distacco (il “vantaggio del passo indietro”): Non indossando l’anello in prima persona nella foto ufficiale, il leader mantiene uno spazio formale di manovra e di difesa. Nel momento in cui divampa la polemica mediatica o politica, la tattica consente di replicare sollevando eccezioni formali: «Io non lo indosso», «Non è un mio simbolo ufficiale», «Ognuno è libero di portare ciò che vuole».
La comunicazione a doppio binario: Questo approccio permette di comunicare contemporaneamente su due piani diversi:
Un piano interno/identitario: Si invia un messaggio chiaro, forte e riconoscibile alla base più radicale, fidelizzandola attraverso simboli condivisi.
Un piano esterno/istituzionale: Si conserva una patina di ambiguità difendibile di fronte al pubblico generalista, ai media tradizionali e agli avversari politici, riducendo l’impatto di eventuali accuse formali di apologia o di estremismo, pur beneficiando politicamente della polarizzazione generata.
La plausible deniability in questo schema non serve a nascondere un messaggio, ma a consentire al mittente di trarre i vantaggi politici ed elettorali di un’evocazione radicale, preservando al contempo la facoltà di prenderne le distanze letterali in caso di critiche o conseguenze pubbliche.
(Gemini AI, le risposte dell’AI potrebbero contenere errori)