Poche donne in giunta:
le consigliere di Parità
diffidano Ciarapica
CIVITANOVA - Con due rappresentanti su otto non è raggiunto il limite di legge del 40%. A dirlo Patrizia David e Paola Petrucci. Chiesto il riequilibrio di genere anche a Porto San Giorgio e Sant’Elpidio a Mare
Una diffida firmata dalle consigliere di Parità della Regione Patrizia David e Paola Petrucci ha raggiunto sindaci e consigli dei comuni di Civitanova, Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, perchè non è stato raggiunto il limite minimo di donne nella composizione delle giunte. «La legge Del Rio dispone – scrivono le due consigliere – che nella giunta dei comuni con popolazione superiore a 3mila abitanti, “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento con arrotondamento aritmetico”. A tale proposito il ministero dell’interno ha chiarito che occorre lo svolgimento da parte del sindaco di una preventiva e necessaria attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili da parte di persone di entrambi i generi. La necessità del rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità nella composizione della giunta locale è stata affermata sia dalla giurisprudenza amministrativa (Tar Puglia, Tar Lazio, Tar Campania) ed anche ribadito con una sentenza del Consiglio di Stato che conferma il carattere inderogabile della percentuale di presenza del genere meno rappresentato costituendone un ineludibile parametro di legittimità delle nomine»
Patrizia David e Paola Petrucci in particolare hanno contestato a Fabrizio Ciarapica sindaco del comune di Civitanova di aver nominato una giunta composta da sei uomini (compreso il sindaco) e due sole donne. La questione era stata sollevata durante il primo consiglio comunale da Pier Paolo Rossi. Unitamente alla Consigliera di Parità per la provincia di Fermo Barbara Ermini, hanno contestato a Nicola Loira, sindaco di Porto San Giorgio, ed ad Alessio Terrenzi, sindaco di Sant’Elpidio a Mare – ed ai rispettivi Consigli comunali – di aver nominato Giunte composte da cinque uomini (compreso il sindaco) ed una sola donna. Gli amministratori hanno 15 giorni di tempo per l’annullamento degli atti di nomina delle attuali giunte al fine di ripristinare le dovute condizioni di garanzia così come dalla legge e ribadite nelle sedi giudiziali preposte.















