Civitanova al centrodestra,
da Comi a Silenzi il Pd si lecca le ferite
Corvatta: “Non ho perso per 5 carovane rom”

LE REAZIONI POST BALLOTTAGGIO - Il centrosinistra fa mea culpa. L'analisi di Ghio: "Non siamo riusciti a cambiare il destino segnato della vecchia amministrazione". L'appello del segretario regionale: "Basta personalizzare, basta liti, scambi di reciproche accuse e recriminazioni, caccia alle streghe". Bianchini: "E' saltato il patto politico". Gioisce Carlo Ciccioli (FdI): "Quel 57% di voti, un giudizio dissacrante su l'operato di 5 anni". La soddisfazione di Brini: "Molti si dovranno ricredere"
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L’esultanza di Ciarapica

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L’ex sindaco Tommaso Claudio Corvatta

 

di Laura Boccanera

Da una parte si festeggia, dall’altra ci si lecca le ferite e si fa l’analisi di cosa è andato storto. Per il centrodestra che applaude c’è un centrosinistra che si lecca le ferite e cerca di capire le motivazioni di una sconfitta pesante. Il primo a fare un mea culpa è proprio Tommaso Corvatta che questa mattina, per la prima volta dopo 5 anni non è andato in Comune: «E’ un risultato che nelle dimensioni mi ha sorpreso, lo scarto è tale che effettivamente mi conferma un distacco con la città. Sarebbe da capire il perchè. Ho fatto una mia analisi, ma verrà il tempo per condividerla, al momento non mi sento ancora di esternare queste idee». Una campagna elettorale sulla quale ha inciso probabilmente il martellamento su rom e abusivi: «Ma non credo che abbia perso le elezioni per 5 carovane di rom. Civitanova è storicamente di destra, forse l’anomalia è stata la mia elezione». Sulla scrivania del sindaco ora alcune questioni urgenti da risolvere, eredità e bagaglio di scelte fatte dalla precedente amministrazione, come rotatoria e sottopasso e un tesoretto di 12 milioni di euro derivanti dalla vendita di Gas Marca: «Ciarapica farà la politica che ritiene più giusta, ovviamente ci opporremo all’eliminazione del sottopasso, poi per il resto gli auguro buon lavoro». Già ieri sera in serata si rincorrevano voci di un possibile passo indietro di Corvatta da consigliere comunale, ma al momento l’ex sindaco nega: “no, non mi dimetto”.

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Stefano Ghio

L’accordo con il civico Stefano Ghio non ha apportato benefici in termini di voti al sindaco uscente, anzi forse è stata, sul piano concettuale, un passo falso. «Ha vinto la destra perché la città ha votato a occhi chiusi per il cambiamento, come in genere si fa al ballottaggio – le parole dell’alleato Ghio – la scelta del male minore per coloro che non condividono comunque le proposte in campo. Un voto per cui l’astensione del primo turno è risultata fatale mentre al secondo turno l’astensione ha evitato una debacle anche più sonora. Noi non siamo riusciti minimamente a modificare il destino segnato di questa amministrazione. I cittadini non hanno creduto che il rinnovamento da noi proposto avrebbe potuto garantire un governo più efficiente rispetto a quello uscente. Peccato perché questa destra mi sembra troppo destra e poco moderata. Per quanto ci riguarda proseguiremo nella convocazione di una costituente delle liste civiche perché la città ne avrà bisogno. Con me o senza di me si dovranno mettere le basi per la formazione di una nuova classe dirigente credibile, preparata e propositiva».

 

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Francesco Comi

Ammette la sconfitta nelle Marche il segretario regionale Francesco Comi: «Inutile tergiversare. Il Pd non è andato bene. Meglio al primo turno, dove abbiamo confermato le città in cui governavamo, male ai ballottaggi dove la nostra proposta è rimasta isolata. Il Paese va a destra, prevalgono sentimenti negativi come razzismo, intolleranza, egoismo. Questo mi fa più paura dei presunti nostri fallimenti. Basta personalizzare, basta liti, scambi di reciproche accuse e recriminazioni, caccia alle streghe. Le divisioni si pagano. Renzi ha appena vinto il congresso ed è il nostro segretario, i congressi nei territori si faranno a scadenza. Ora occorre impegnarci in un seria e non strumentale analisi sulle cause di questi risultati, promuovere un serio confronto, ritrovare il senso di appartenenza comune, rafforzare insieme una proposta politica che faccia riemergere il Pd come la vera forza del cambiamento».

 

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Giulio Silenzi

Prende atto della volontà di cambiamento Giulio Silenzi, il più votato del consiglio comunale, un risultato personale che però non ha fatto da traino a tutto il centrosinistra: «Il verdetto delle urne ci consegna una città che ha espresso la volontà di cambiamento rispetto ad una azione amministrativa che, in questi cinque anni, ha valorizzato lo sviluppo di Civitanova – ha detto – e che lascia in eredità al sindaco eletto finanziamenti per la realizzazione di importanti infrastrutture, fondamentali per continuare il processo di crescita perseguito. Sono convinto che alcuni temi della campagna elettorale abbiano intercettato un legittimo sentimento di paura che si è riversato nelle urne e che è stato determinante per il risultato. Ora ci aspetta una politica di opposizione che faremo con serietà e presenza tra i civitanovesi per ricostruire il rapporto con la città e rafforzare il legame con il nostro elettorato, quello che ci ha sostenuto dandoci fiducia al primo e al secondo turno, e quello che non abbiamo saputo coinvolgere al ballottaggio. Infatti un dato su cui tutta la politica è chiamata a una seria riflessione, è quello dell’astensione, con il 52% dei civitanovesi che ha rinunciato all’esercizio del voto. Anche riaprire un dialogo con quei cittadini sarà il compito della politica e della nuova amministrazione che si appresta a governare e a cui faccio gli auguri di buon lavoro nell’interesse della città».

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Ciarapica nella sua sede elettorale (Foto Gasparroni)

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Massimiliano Bianchini

 

«Sono arrivate sconfitte evidenti – rileva Massimiliano Bianchini membro del coordinamento regionale di Uniti per le Marche – dove contano anche le percentuali. Oltre al problema nazionale c’è n’è uno locale. Un problema di relazione con i territori che a Civitanova è enorme. Improvvisamente si è rotta la rete dei soggetti politici che avevano determinato la vittoria alle regionali del 2015 e alle scorse amministrative. E’ stato fatto un errore grave nei confronti del presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna ma non solo. E’ mancata una rete sociale e politica di relazioni e sono nate alleanze sul niente. Il centrosinistra ha perso la confidenza nei rapporti con le associazioni socio-culturali e il terzo settore in generale. Un mondo che è stato marginalizzato. Il centrosinistra ha perso quella confidenza che aveva prima. Riapriamo la questione sui nostri territori.  A Macerata, aldilà delle difficoltà il patto politico non è mai stato messo in discussione. In altre zone è saltato totalmente. Dobbiamo necessariamente riprenderlo. L’idea del Pd maggioritario da solo non esiste, oggi men che meno. Le liste civiche di centrosinistra hanno rappresentato e rappresentano valore aggiunto indiscusso. Un anno fa venivamo additati come quelli che avevano fatto perdere le provinciali al Pd e non ci si rendeva conto che già si era rotto qualcosa. Una situazione che è stata aggravata poi dalla catastrofe del terremoto».

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Carlo Ciccioli con Ciarapica e Fausto Troiani

Nel centrodestra invece c’è un clima di entusiasmo e vittoria. «Il centrodestra non vince alle elezioni comunali, stravince, al disopra delle più rosee previsioni – il commento di Carlo Ciccioli, coordinatore regionale di FdI – Quel 57% dei voti dopo cinque anni di amministrazione del candidato sindaco uscente sono un giudizio dissacrante su tutto l’operato dell’Amministrazione Corvatta. Grandi auguri al nuovo sindaco Fabrizio Ciarapica che con grande tenacia ed equilibrio ha costruito la coalizione e la vittoria per oltre un anno. Grazie a tutti coloro che hanno dato un contributo, anche se debbo rilevare che oggi tutti sono padri del successo mentre fino a qualche mese fa erano ben pochi quelli che si spendevano per Ciarapica. Comunque tutto bene ciò che finisce bene». Dello stesso avviso anche il dirigente nazionale Fdi Andrea Putzu: «la Vittoria a Civitanova del centrodestra con in testa il nuovo Sindaco Fabrizio Ciarapica dimostra che i cittadini non ne possono più del Pd e dei loro rappresentanti. Sono certo che la vittoria di Ciarapica sia da buon auspicio anche per Porto Sant’Elpidio, dove si voterà il prossimo anno, dove il centrosinistra troverà una brutta sorpresa. Il dato elettorale dimostra che quando il centrodestra é unito si vince». Sottolinea il successo elettorale di Ciarapica a Civitanova Alta Ottavio Brini, big del centrodestra e di Forza Italia: «E’ un risultato che va al di là di ogni previsione. Sono soddisfatto per Fabrizio che si merita questo successo. Molti si dovranno ricredere sull’alleanza di tutto il centrodestra. Ora chiedo al sindaco di dare attenzione a Civitanova Alta e di non commettere lo stesso errore di Corvatta». 

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Barbara Cacciolari con Sergio Marzetti (Foto Gasparroni)

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Festeggiamenti nella sede di Ciarapica (Foto Gasparroni)



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