Ceriscioli incontra il comitato:
“A San Severino l’ospedale unico?
Dite al sindaco di candidarlo”

SANITA' - Il governatore accoglie la sfida dei sostenitori del punto nascita che oggi gli hanno consegnato 20mila firme a tutela del Bartolomeo Eustachio. Poi risponde a Corvatta su Ematologia e Pediatria: "Non posso chiudere Pesaro, è stata la prima a trattare le staminali. Si andrà verso un unico reparto nascite per provincia"
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Ceriscioli comitato San Severino 2

La consegna delle firme in Regione al presidente Luca Ceriscioli

 

Comitato San Severino mamme

Le mamme

 

di Monia Orazi

«L’ospedale di San Severino candidato a diventare l’ospedale unico». Il comitato a difesa della chiusura del punto nascite incontra il presidente della Regione Luca Ceriscioli e lancia questa sfida subito accolta dal governatore. «E’ una struttura imponente – ha risposto Ceriscioli – dite al sindaco che bisogna candidarlo». Complice la consegna delle 20mila firme raccolte dai cittadini contrari alla chiusura del punto nascita settempedano, i rappresentati del comitato sono saliti in Regione dove il governatore ha dato risposte anche al sindaco di Civitanova Tommaso Corvatta, risentito della perdita di due reparti del nosocomio costiero in vista del riordino delle reti cliniche (leggi l’articolo): Ematologia e Pediatria. Corvatta ha dichiarato di essere pronto anche a dimettersi. «Tre unità complesse di Ematologia in regione non si reggono – ha detto Ceriscioli – per via dei parametri sanitari previsti dalla legge. Quella di Pesaro è la seconda delle Marche per la quale ha ottenuto di diventare azienda ospedaliera. Non posso chiuderla, è stata la prima a trattare le staminali quando ancora non se ne parlava. Riguardo a Pediatria si andrà verso un unico punto nascita per provincia, non possono esserci due primari pediatri in un unico ospedale». Ieri pomeriggio era toccato alla mamme salire in Regione per chiedere garanzie sempre sull’ospedale.

OSPEDALE UNICO E FIRME – «San Severino può candidarsi a diventare ospedale unico provinciale, alla luce della proposta della bretella di collegamento tra San Severino e Tolentino, dell’ampiezza della struttura, disponibilità di parcheggi, la presenza della pista per eliambulanza abilitata al volo notturno». Così una delegazione del comitato per la difesa dell’ospedale Bartolomeo Eustachio si è rivolto questa mattina al presidente della Regione Luca Ceriscioli, durante l’incontro a palazzo Raffaello, consegnandogli le ventimila firme di protesta, raccolte contro la chiusura del punto nascita. Presente la consigliera di fiducia del presidente Sara Giannini, che secondo voci ricorrenti potrebbe diventare il prossimo assessore alla sanità. Per il comitato il vicepresidente Marco Massei, il segretario Mario Chirielli, Simona Barbini e Samuela Rotili. L’incontro è iniziato così: «Presidente, visto che la viabilità è favorevole, perché non ampliamo l’ospedale di San Severino?», ha chiesto Simona Barbini. Ed il presidente nella sua analisi ha risposto: «Macerata con il completamento della strada statale 77 sarà la prima provincia delle Marche ad avere una strada a quattro corsie che la attraversa. Considerando anche il termine dei lavori lungo la statale 76 e la Pedemontana, le condizioni non sono le stesse di 15 anni fa, ciò agevola nella collocazione dell’ospedale unico, che può essere inserito in una zona più baricentrica. Quando sono venuto ho visto che l’ospedale di San Severino è imponente, all’interno è enorme. Dite al sindaco che bisogna candidarlo, in questo quadro la candidatura mi sta benissimo». Poi le rassicurazioni. «L’ospedale di San Severino non è in discussione – ha detto il governatore – non diventerà ospedale di comunità, il punto di primo intervento resterà così come è, il pronto soccorso è a Camerino. Per la week surgery se servono atti li facciamo e ve ne daremo notizia, partirà e sarà l’attività primaria della struttura. Sono previsti 60 posti letto complessivi nell’accordo da me firmato, oggi sono occupati al 50 per cento, contiamo di portarli al parametro finale dell’85 per cento di utilizzo, se ne serviranno altri li faremo». Rimarcata dal comitato la differenza di trattamento con il punto nascita di Fabriano che ha ottenuto l’Afoi, pur avendo meno parti di San Severino. «Ci sono scelte di fondo che poi portano delle conseguenze, l’ospedale a metà tra Camerino e San Severino non l’ho fatto io – ha detto Ceriscioli – un ospedale funziona bene quando è assieme, pensiamo a rianimazione e chirurgia h24. L’Inrca ed Osimo sono inquadrati in un’unica struttura, e mancavano certe condizioni. A Fabriano si tratta di un ospedale unico, che rispetta tutti i criteri di sicurezza, manca soltanto la numerosità dei parti, che si può recuperare, a San Severino non c’erano tutti i parametri rispettati». Gli esponenti del comitato hanno chiesto garanzie per i servizi dell’ospedale settempedano, denunciando le carenze attuali, per Pediatria ed il punto di primo intervento ed i reparti, chiedendo al presidente di rivedere la riforma sanitaria regionale, concertandola con i territori su cui si sta applicando.

LE MAMME – Ieri pomeriggio anche il gruppo delle mamme “Associazione Help” è stato ricevuto in Regione. Cristina Marcucci. “Abbiamo presentato un verbale protocollato in Regione – ha riferito Cristina Marcucci – in cui parliamo di quattro punti con presentazione della situazione attuale: il reparto ostetric0-ginecologico a livello di personale, visti i futuri pensionamenti e trasferimenti, i posti letti che andrebbero aumentati e la week surgery che a settembre ripartirà regolarmente così come previsto nella riorganizzazione, ovviamente la pediatria spiegando da mamme l’importanza di avere un punto di riferimento in ospedale senza sempre dover lottare con i numeri di accessi ed infine il potenziamento dell’organico del punto primo intervento». A settembre  nuovo incontro con i vertici Asur e regionali per verificare la situazione.



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