Saltamartini difende l’ospedale Eustachio:
“Anche se voi non ci avete aiutato”

SAN SEVERINO - Il primo cittadino di Cingoli sostiene il corteo di sabato 30 per la salvaguardia dell'ospedale. L'ex senatore: «Sono con voi, anche se non ci avete aiutato quando potevate farlo»
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L'ospedale Eustachio di San Severino

L’ospedale Eustachio di San Severino

di Monia Orazi

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli, “benedice” la manifestazione a difesa dell’ospedale Eustachio di San Severino. Il corteo si terrà sabato 30, con partenza alle 16 da piazza del Popolo, per poi spostarsi verso l’ospedale. «Cari amici di San Severino – ha scritto l’ex senatore di Forza Italia sul suo profilo Facebook – quella che voi programmate è una vera e propria manifestazione politica. Alla base della politica, infatti, vi è il conflitto sociale derivante dalla spartizione delle scarse risorse disponibili. E’ la prosecuzione della guerra con mezzi pacifici, non vergognatevi di fare politica, se non si ruba, si violenta o si truffa il prossimo. Se i cittadini non fanno politica, questo ruolo “della ripartizione delle poche risorse disponibili” lo assumono “quelli della costa” o le elite delle greppie delle grandi inchieste sulla sanità. E noi paghiamo tasse fino al 60 per cento del reddito».

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

Il battagliero “sindaco pro-tempore”, come si definisce firmando il messaggio, ha già attuato clamorose iniziative di protesta, come la manifestazione sotto la Regione a difesa del nosocomio di Cingoli (leggi l’articolo), o quella più recente a Macerata per chiedere maggiore sicurezza (leggi l’articolo). «Scendere in campo – prosegue Saltamartini – è prima di un diritto, un nostro dovere. E penso che si possa dire a San Severino: meglio tardi che mai, oggi che tutti o quasi i partiti sono destrutturati, non basta più votare o non votare, come ha scelto qualcuno. Oggi, occorre scendere in campo. Io sono con voi da cittadino e da sindaco, perchè quando abbiamo avuto bisogno a Cingoli, voi amici di San Severino non ci siete stati. Anzi, i vostri rappresentati politici ci irridevano». Il rischio di cittadini con trattamento differente tra costa ed entroterra, emerge nelle parole di Saltamartini: «Decide chi parla e le maggioranze silenziose nell’entroterra se non parleranno, saranno sul tema dei servizi pubblici soccombenti rispetto a 1 milione di persone che vivono lungo la costa, da Pesaro a San benedetto, su un milione e 400mila abitanti delle Marche. Noi dell’entroterra siamo e saremo una minoranza silenziosa e quindi non conteremo nulla sulla qualità della vita e dei servizi pubblici se non ci ribelliamo di fronte all’ineguaglianza. Questa vostra iniziativa vale tanto, quanto l’intero ospedale di San Severino, non solo il reparto di maternità».



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