Punto nascita,
nuove proteste del comitato:
manifestazioni a Roma e Ancona

SAN SEVERINO - I cittadini contrari alla chiusura sono stati a Cagli, dove erano presenti anche gli altri comitati delle Marche. Tutti nella capitale il 22, da definire l'appuntamento nel capoluogo di regione. Intanto Ceriscioli e Maccioni hanno incontrato il sindaco fornendo rassicurazioni sul futuro dell'ospedale
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L'incontro a Cagli

L’incontro a Cagli

Rosa Piermattei

Rosa Piermattei

di Monia Orazi

Incontri e proteste. Al centro l’ospedale di San Severino. In difesa del punto nascita il comitato annuncia nuove clamorose iniziative. La prima per il 22 luglio a Roma. Seguirà poi una grande manifestazione ad Ancona per chiedere a Ceriscioli di riscrivere da capo il piano sanitario regionale. Intanto il presidente della Regione e il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni hanno incontrato il sindaco Rosa Piermattei fornendo rassicurazioni sul futuro dell’ospedale.

IL COMITATO – Proseguirà nei prossimi mesi la protesta contro il piano sanitario regionale. I comitati delle Marche, riuniti a Cagli, hanno deciso una serie di azioni comuni. Presente anche una delegazione del comitato di San Severino formata da Marco Massei, Mario Chirielli, Simona Barbini, Barbara Cacciolari, Gabriele Pacini e Mauro Paoli. «L’incontro di Cagli è stato molto positivo – sottolinea Simona Barbini del comitato settempedano – è stato deciso di vedersi a livello nazionale il 22 luglio a Roma, abbiamo contatti con tutta Italia, per portare avanti la protesta a livello nazionale, oltre che regionale». Entra nel dettaglio l’avvocato Marco Massei: «Il coordinamento ha deciso diversi passi in avanti, ci rincontreremo a breve a Chiaravalle, sarà portata avanti un’azione comune, anche a livello giudiziario, l’obiettivo è quello di fare massa critica a livello politico, per costringere la Regione a rivedere le sue posizioni». Prosegue Massei: «Sarà fatta una manifestazione nazionale a Roma, inoltre i comitati marchigiani stanno preparando una grande manifestazione ad Ancona, sarà portato all’attenzione dei consigli comunali un documento comune da approvare, per agire a livello istituzionale e politico in Regione, andando avanti con una protesta unificata». Nel documento si contesta la mancanza di programmazione a livello regionale in materia sanitaria, in quanto non esiste uno studio sulle patologie di maggiore incidenza nelle Marche che accompagni i vari provvedimenti, in modo da rispondere alle effettive esigenze della popolazione. Un altro punto specifica che negli anni è aumentata di un miliardo la spesa pubblica regionale sanitaria, a fronte di una diminuzione del 22 per cento dei posti letto e della riduzione dei servizi. I comitati dicono di voler lottare contro la corruzione e gli sprechi.

Luca CeriscioliCERISCIOLI E PIERMATTEI – Si sono visti il 20 giugno in Comune anche con Maccioni. Presenti il direttore sanitario dell’ospedale Giovanna Faccenda ed il geometra Marco Sabbatini dell’ufficio tecnico Asur. Nell’ospedale stanno per terminare i lavori al quarto piano, che ospiterà la week surgery, il reparto di chirurgia programmata dal lunedì al venerdì, presidio unico per tutta la provincia. Si stanno ultimando anche gli ambulatori per l’attività “intramoenia” di oculistica. A breve partiranno i lavori per il primo stralcio dell’adeguamento del sistema di prevenzione antincendio, finanziati con un milione di euro. Il primo stralcio, per l’importo complessivo di 572 mila euro, sarà eseguito dall’azienda Elettrostella di Monsampolo del Tronto. Terminati i lavori di restauro della facciata dell’ospedale, di sistemazione dello spazio viario davanti agli spazi per le emergenze e del blocco operatorio sopra l’ingresso dell’ospedale, rifatti le centrali e tutti gli ascensori. «Stiamo investendo denaro su San Severino, dove presto arriverà anche la nuova Tac, non per chiudere ma per tenere aperta questa struttura», ha detto Maccioni. Contestato dal sindaco Piermattei il piano ferie, il primo cittadino ne ha chiesto il rinvio e la rassicurazione della ripresa di tutti i servizi a settembre. Ha risposto Maccioni: «Dal 1 luglio tutta l’attività chirurgia programmata sarà dirottata sul Bartolomeo Eustachio. Ci sarà una sospensione dell’attività dettata dall’impossibilità di garantire i turni edettata soprattutto dalla carenza di personale infermieristico». Lo scorso 23 giugno il sindaco Piermettei si è recata in Regione, dove oltre a Ceriscioli erano presenti Maccioni, il direttore sanitario Asur Nadia Storti, il vicesindaco Giovanni Meschini. Rassicurazioni sono giunte da Ceriscioli: «Gli atti che chiudevano il punto nascite del Bartolomeo Eustachio sono del 2012. A San Severino portiamo la week surgery che corrisponde all’80 per cento dei bisogni dei cittadini e una serie di altri servizi che ho indicato di persona in un atto siglato il 24 maggio». Maccioni ha annunciato che saranno introdotti tre figure di vertice per coordinare la week surgery, l’unità dipartimentale di ginecologia e quella di oncologia. Maccioni e Ceriscioli hanno rassicurato il sindaco Piermattei sul futuro dell’ospedale, ricordando che è già stata spostata oculistica e che a breve saranno attivati in Medicina, dieci posti di lungodegenza.

 

 



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