Terremoto sul gruppo Cerolini,
sequestri per 8 milioni di euro

MACERATA - Il provvedimento riguarda cinque bar, sei ristoranti, distributori di carburante, attività che restano aperte. Dieci le persone indagate che farebbero parte di una presunta associazione per delinquere. Contestate frodi fiscali perpetrate, tra l'altro, con fatturazioni per operazioni inesistenti. Il patron della Civitanovese: "E' un copia e incolla delle confische del 21 gennaio. Al processo sono sicuro di stravincere" - VIDEO
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L'operazione della guardia di finanza

 

Istantanea video 75

 

di Gianluca Ginella

Evasione fiscale, indagine bis sul gruppo Cerolini: sequestri per 8 milioni di euro, confische per diversi bar, ristoranti, distributori che fanno capo a diverse società. L’operazione è della Guardia di finanza e fa seguito all’inchiesta che a gennaio aveva già portato a sequestri per 13 milioni di euro. Una associazione per delinquere, con dieci persone coinvolte, tra cui il patron della Civitanovese Giuseppe Cerolini, per evadere le imposte e poter proporre prezzi concorrenziali sul mercato.

Il colonnello Andrea Magliozzi che comanda il Nucleo di polizia tributaria di Macerata

Il colonnello Andrea Magliozzi che comanda il Nucleo di polizia tributaria di Macerata

Il teorema della procura di Macerata e del sostituto Enrico Riccioni che sta coordinando le indagini del Nucleo di polizia tributaria di Macerata e delle Fiamme gialle della Compagnia di Civitanova, parla di una presunta frode fiscale commessa in particolare con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la fraudolenta dichiarazione dei redditi, l’uso di fatture o altri documenti falsi, l’omessa dichiarazione, l’occultamento o distruzione di scritture contabili, l’indebita compensazione con debiti d’imposta. Sotto la lente della Finanza le imprese riconducibili a Cerolini, tra cui la Effemme srl società cui fanno capo svariate attività commerciali: dalla gestione di punti di distribuzione di carburante alla gestione di noti locali come bar e ristoranti. In tutto sono stati sequestrati, per equivalente, 8 milioni e 300 mila euro nei confronti di Cerolini e di Cornel Moldovan (che aveva amministrato tra il 2010 e il 2011 la Effemme).

Il pm Enrico Riccioni

Il pm Enrico Riccioni

Il provvedimento di sequestro è stato disposto dal gip Domenico Potetti, ne fanno parte undici beni immobili tra fabbricati (8) e terreni (3), un negozio di calzature, una macelleria, una pizzeria, sei ristoranti, 5 bar (tra questi il Venanzetti di Macerata), 4 distributori di carburante, un centro estetico, 16 veicoli. Le attività commerciali sono aperte e continuano a lavorare. Le società colpite che fanno capo a Cerolini e raggiunte dal provvedimento di sequestro sono la Cerolini srl con sede a Roma (che si occupa di ristorazione), la Cerolini gestione e commercio srl con sede a Civitanova (che si occupa anch’essa di ristorazione), la Meg srl con sede a Civitanova, che si occupa di commercio all’ingrosso di macchine e attrezzature, la Sole srl con sede a Montemurlo (Po) che si occupa di commercio all’ingrosso di calzature, la Verardo group srl, con sede a Monte San Giusto, che si occupa di commercio all’ingrosso di cuoio e pelli. Le società Meg srl e Cerolini Srl sono quelle che detengono la proprietà della Civitanovese (la società non è sotto sequestro). I finanzieri hanno operato le confische in diverse province: Macerata, Ancona, Fermo, Foggia, Firenze, Prato, Crotone, Roma, Terni, Ravenna e Chieti. In precedenza, il 21 gennaio scorso, i finanzieri avevano eseguito un primo decreto di sequestro per equivalente, in quel caso riguardava verifiche fiscali avviate nei confronti di una società operante nel commercio all’ingrosso di calzature e accessori (Mangusta srl) ed erano proseguite nei confronti di  altre società operanti nei settori del pellame, della plastica, della distribuzione di carburanti e di locali nel settore ristorazione (Raf 28, Srl, Mat.P. srl, la Dpr di Roberta Secchiari) che avevano portato alla contestazione di numerose  violazioni fiscali e penali tributarie e addebito di tributi evasi di svariate decine di milioni di euro.

L'imprenditore Giuseppe Cerolini, presidente della Civitanovese

L’imprenditore Giuseppe Cerolini, presidente della Civitanovese

Dopo le confische, Giuseppe Cerolini precisa, tramite un suo portavoce: «I miei locali sono tutti aperti e stanno lavorando regolarmente». In merito al nuovo sequestro: «Secondo me è “un copia incolla” di quello del 21 gennaio 2016. Praticamente hanno sequestrato attività già precedentemente sequestrate, cioè le hanno sequestrate due volte. Sono sicuro che davanti al magistrato, alla luce dei fatti e della documentazione probatoria che sarà prodotta, la vicenda si chiarirà positivamente per il sottoscritto. Sono sicuro che quando ci sarà il processo “ne vedremo delle belle”. Ho il massimo rispetto per la magistratura e per mia esperienza visto com’è l’indagine sono sicuro di stravincere. Auguro buona pasqua a tutti i miei dipendenti, a tutti quelli che hanno bisogno, alla guardia di finanza, al dottor Riccioni.  Nella mia vita ho avuto sempre il massimo rispetto per chi mi vuole bene e per chi no».

finanza cerolini

 

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