Salvare il punto nascita:
mamme pronte a scendere in piazza

SAN SEVERINO - Ieri sera all'incontro del comitato annunciate nuove iniziative dopo aver aperto un gruppo Facebook che conta già 2.500 adesioni e aver scritto al papa e a varie trasmissioni tv. Attesa per la decisione del Consiglio di stato
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L'assemblea di ieri sera a San Severino

L’assemblea di ieri sera a San Severino

 

 

L'ospedale Eustachio di San Severino

L’ospedale Eustachio di San Severino

 

di Monia Orazi

Volantinaggio nelle piazze e nelle scuole contro la chiusura del reparto di pediatria e del punto nascita di San Severino. Un gruppo di giovani mamme, guidate da Giulia Smerilli e Cristina Marcucci, si sono unite al comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino, dopo aver dato vita ad un gruppo Facebook con oltre 2.500 iscritti. In questi giorni si sono rivolte al Gabibbo, al Papa, a Barbara D’Urso, alle principali trasmissioni di intrattenimento giornalistico (le Iene, la Gabbia, Virus, Indignato Speciale e altre), fanno la corte all’allenatore Fabio Castori, al giocatore del Milan Jack Bonaventura, al cardinale Edoardo Menichelli, a tutti coloro che in qualche modo possano richiamare l’attenzione sull’ingiustizia che sta subendo l’ospedale cittadino, che si ripercuote su tante mamme e coloro che sono bisognosi di cure, presto alcuni striscioni compariranno in città.

“Il 29 febbraio mia figlia si è sentita male e l’ho portata in pediatria, mi hanno detto che era l’ultimo giorno. Mi sono chiesta, come farò la prossima volta? E se è una cosa grave? Dovrò andare altrove, per questo insieme ad altre mamme abbiamo deciso di dare vita ad un gruppo su Facebook, in cui sensibilizzare le persone sulla chiusura di pediatria e raccogliere idee, è un reparto molto vicino alle mamme, inoltre vogliamo dare supporto al comitato per la difesa dell’ospedale”, ha detto Cristina Marcucci, nell’incontro di ieri sera con il comitato. “Figli e nipoti li hanno tutti, per questo ci siamo focalizzate sul punto nascita”, ha aggiunto Giulia Smerilli. Nella sede del comitato è stato il presidente dottor Marco Marchetti a commentare gli ultimi avvenimenti: “Il sindaco Martini ha fatto bene a nascondersi, io mi vergogno perché la Regione non ha rispettato la legge, per la situazione del punto nascita di San Severino”. Indignato il segretario Mario Chirielli per il tardivo sblocco dei ricoveri, visto che sino a domenica 13, in attesa della decisione del Consiglio di stato fissata per giovedì 10 marzo, si può continuare a nascere, con tutte le attività previste a pieno regime. “A pediatria i ricoveri ci risultano ancora bloccati – ha detto Chirielli – ma il Consiglio di stato dice che tutto deve essere pienamente operativo, siamo contenti del supporto delle mamme, i vertici Asur non pensavano forse che facessimo tutti questi ricorsi, non avevano fatto i conti con la popolazione”. Ha concluso Samuela Rotili del comitato: “Se si salva il punto nascita, si blocca anche la chiusura di pediatria ad esso collegata e a seguire lo smantellamento dell’ospedale visto che i posti letto passeranno dagli attuali 60, lo standard minimo indispensabile dal prossimo gennaio, a 48, consentendo di trasformare in poco tempo il Bartolomeo Eustachio in ospedale di comunità”. Prevede una dura battaglia l’ex sindaco Manlio Rossi: “Sarà difficile spuntarla al Consiglio di stato, ma San Severino ha le carte in regola, questo è un provvedimento criminogeno, abbiamo ancora le stesse strade del Medioevo, solo che sono asfaltate, se giovedì va male, la battaglia deve continuare con forza sul piano politico coinvolgendo il ministero”. “Noi non ci arrenderemo – hanno detto le giovani mamme – vogliamo dare il segnale forte ai politici che non accetteremo supinamente tutto ciò che ci propinano”.



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