Lettera al Gabibbo
per salvare il punto nascita

SAN SEVERINO - Una mamma fa partire l'iniziativa. Ha scritto un testo che ora verrà mandato via mail anche alle più note trasmissioni televisive con l'intento di intasare le caselle di posta e attirare così l'attenzione sulle Marche. "Aiutateci per favore, non sappiamo più cosa fare, intervenite e cercate di convincere con noi il presidente a rivedere i piani"
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Il Gabibbo

di Monia Orazi

Una lettera al Gabibbo di Striscia la Notizia e alle trasmissioni tv, per salvare il punto nascita e la pediatria di San Severino. Per spedirla la formula di inviare tante mail simultaneamente per intasare le caselle di posta elettronica dei vari programmi e richiamare così l’attenzione sull’ospedale cittadino. A scrivere il testo è stata una giovane mamma settempedana Cristina Marcucci, che spera in un intervento del popolare pupazzo rosso, paladino di chi subisce le ingiustizie. La stessa lettera sarà inviata per protesta da tante persone anche alle mail di Barbara D’Urso, Indignato Speciale, Quinta colonna, Virus il contagio delle idee ed altre popolari trasmissioni giornalistiche. «Vorrei raccontare cosa sta accadendo al nostro efficiente ospedale. Da qualche tempo ormai, la giunta regionale capitanata dal governatore Luca Ceriscioli, professore di matematica ce ha la delega alla Sanità, ha deciso di portare avanti alcuni tagli. Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che alcuni di questi tagli non porteranno ad alcun risparmio» si legge nella lettera. «Nel mirino della FacebookRegione Marche ci sono, al momento, i punti nascita e relativo reparto di Pediatria, con meno di 500 parti all’anno (700 per le zone dell’entroterra) e i 118 h24 – continua la lettera – a San Severino, il mio paese, 540 parti annui, ad esempio il 6 marzo dovrà chiudere i battenti uno dei punti nascita più famosi di tutta la regione. Qui vengono a partorire donne non solo della provincia di Macerata, ma anche da tutte le altre province, da Pesaro-Urbino ad Ascoli Piceno. Si tratta di un vero e proprio fiore all’occhiello, con tanto di riconoscimenti da parte del ministero della Sanità, che purtroppo la Regione ha deciso di chiudere per ragioni politiche sconosciute. Questo reparto è anche l’unico punto nascita per tutto l’entroterra regionale, dalla città di Cagli fino ad Ascoli. Se chiuderanno questo, le mamme marchigiane che hanno la sfortuna di non abitare lungo la costa saranno costrette a rivolgersi agli ospedali dell’Umbria».

L'ospedale Eustachio di San Severino

L’ospedale Eustachio di San Severino

Cristina Marcucci ricorda i motivi per cui l’ospedale di Macerata «Non è assolutamente a norma per ricevere tutta l’utenza dell’entroterra. Ad oggi, ad esempio, di due sale parto che dovrebbe avere ne ha solo una. Aggiungiamoci che non tutte le camere hanno il bagno, come richiesto per legge, e che troppo spesso, le partorienti devono condividere la camera con persone malate, cosa assolutamente illegale perché si espongono i nascituri a malattie che non sono ancora pronti a combattere». La giovane mamma ricorda poi il ricorso al Tar e quello al consiglio di Stato del comitato e come di fronte alle proteste la giunta regionale non abbia voluto sentire ragioni, anche dopo lo sciopero della fame di Roberto Pioli. «Il presidente Ceriscioli non è mai uscito dal suo palazzo e ha delegato tecnici dell’azienda sanitaria regionale, coinvolti in indagini per corruzione, di visionare l’ospedale di Macerata e di valutare se il reparto maceratese è a norma – scrive la mamma – dalle loro perizie emerge un reparto in regola, ma dalle perizie esterne emerge tutto il contrario. Insomma si tratta di una situazione tutta all’italiana. È come avere una casa bellissima, sognare di averne un’altra e per questo motivo abbattere la casa bellissima senza attendere che la casa dei propri sogni sia pronta e funzionante. Il risultato è lasciare in mezzo alla strada migliaia di persone che dalla montagna saranno costretti ad andare a partorire in Umbria per via dei pessimi collegamenti stradali con Macerata o peggio ancora con Civitanova». Alla fine l’appello con la richiesta di aiuto: «Perché questo non è l’inizio ma nemmeno la fine dello scempio, entro fine anno ci toglieranno anche il punto di primo intervento. Abbiamo una struttura bellissima con parcheggio e pista per atterraggio eliambulanza, perché fare ciò se non ha risparmio economico? Aiutateci per favore, non sappiamo più cosa fare, intervenite e cercate di convincere con noi il presidente a rivedere i piani». La lettera è riportata sul gruppo di sostegno Facebook, creato per il reparto di pediatria dell’ospedale di San Severino.



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