Punto nascita operativo fino al 29
I problemi sanità secondo i sindaci

RIFORMA - Ultimi giorni per nascere a San Severino. Dal 1 marzo il reparto chiude. Intanto si va verso il varo definitivo della delibera che ridisegna la fisionomia di tredici piccoli ospedali destinati a diventare ospedali di comunità. La recente conferenza dei sindaci di area vasta è stata l'occasione per i primi cittadini di fare presenti al direttore generale dell' Area vasta 3, Alessandro Maccioni, le problematiche sui propri territori
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L'ospedale Eustachio di San Severino

L’ospedale Eustachio di San Severino

 

Giuseppe Pezzanesi

Giuseppe Pezzanesi

 

di Monia Orazi

Il punto nascita dell’ospedale di San Severino sarà pienamente operativo fino al prossimo 29 febbraio, come disposto dalla direzione generale dell’Area Vasta 3, per poter garantire tutte le emergenze. Dal primo marzo non si potrà più nascere nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale settempedano. Intanto è previsto nella prossima riunione della giunta regionale, il varo definitivo della delibera 1183, che ridisegna la fisionomia di tredici piccoli ospedali, destinati a diventare ospedali di comunità, provvedimento che interessa Tolentino, Treia, Matelica, Recanati e Cingoli, con alcune delle modifiche richieste dai sindaci e già concordate. In attesa invece di novità riguardo all’ospedale unico provinciale, la recente conferenza dei sindaci di area vasta (leggi l’articolo), è stata l’occasione per i primi cittadini di fare presenti al direttore generale dell’ Area vasta 3, Alessandro Maccioni, le criticità sui propri territori. Romano Carancini ha affermato che Macerata attende con grande ansia il primario di radiologia interventistica. «Speriamo che questa riforma porti stabilizzazione ed equilibrio nel territorio – ha affermato Giuseppe Pezzanesi, sindaco di Tolentino – il presidio di Tolentino e gli altri sono a supporto di quello di Macerata che ha i suoi problemi strutturali, il punto di primo intervento è necessario per salvare la vita dei nostri cittadini e di quelli dell’entroterra. Noi abbiamo accettato l’idea della casa della salute, ma serve l’accordo con i medici di base, che non è ancora garantito». Pezzanesi è anche tra i sindaci che ha presentato il ricorso al Tar  per tutelare l’ospedale della sua zona.

Alessandro Maccioni, direttore Area vasta 3

Alessandro Maccioni, direttore Area vasta 3

Maccioni ha fornito ampie rassicurazioni a tutti, in particolare sui servizi per le zone interne, assicurando la piena efficienza del servizio di emergenza e urgenza. «Vorrei avere la certezza, che di fronte ai tagli annunciati, i servizi per il territorio siano invece potenziati con nuovi investimenti – ha affermato Mauro Falcucci, primo cittadino di Castelsantangelo sul Nera – da noi sono state tagliate le guardie mediche, vorrei sapere se la montagna rischia di perdere il poco che ha». Il sindaco di San Severino Cesare Martini ha rilevato come a fronte dei tagli annunciati, gli investimenti siano superiori di un milione di euro: «Occorre essere espliciti sui tagli per evitare la mannaia che arriva all’improvviso ed avere poi difficoltà a confrontarsi con i cittadini. In un momento di carenza strutturale dell’ospedale di Macerata, occorre guardare al territorio senza farne questione di campanile, ma dare risposte di offerta sanitaria, alle richieste sempre più pressanti. E’ importante il ruolo dell’ospedale, la week surgery a San Severino è in sinergia con Macerata, questa è la logica evitando così le liste di attesa». Critico il primo cittadino della città leopardiana. «Su Recanati registro un percorso che non è stato rispettato – ha affermato il sindaco Francesco Fiordomo – restano da capire i contenuti, ho l’impressione che l’ospedale diventerà un grande poliambulatorio. Si sarebbe potuto fare un presidio unico Civitanova-Recanati, le cose sarebbero andate diversamente. E’ evidente che San Severino che perde il punto nascita è ricompensata togliendo pezzi a Recanati e Tolentino. La chirurgia a ciclo breve era un fiore all’occhiello, non ho capito cosa andremo a fare. La Regione deve recuperare, rispetto alle attese tradite, i percorsi non rispettati. Non vorrei che tra due anni, sia il sindaco di San Severino a dire le stesse cose». Il direttore Maccioni ha spiegato che è in programma un incontro con Fiordomo a Recanati giovedì prossimo per parlare del futuro dell’ospedale cittadino, destinato a diventare ospedale di comunità, è previsto l’acquisto di una Tac o risonanza magnetica, di attrezzature endoscopiche ed ecografo, sarà effettuata chirurgia ambulatoriale. «Da ex tecnico della sanità, mi pongo dubbi su questo – ha affermato Luigi Monti sindaco di Pollenza – se le zone montane siano fornite adeguatamente di servizi, altrimenti andiamo inesorabilmente verso lo spopolamento, non parliamo solo di ospedali, ma anche di guardie mediche ed assistenza domiciliare». Pienamente d’accordo con Monti si è detta Luisella Tamagnini, sindaco di Pioraco. Il commissario di Porto Recanati Mauro Passerotti ha chiesto garanzie sul mantenimento della guardia medica tutto l’anno. Luca Maria Giuseppetti sindaco di Caldarola ha rilevato come la guardia medica sia un servizio essenziale per chi vive nelle aree interne: «Non vorrei che tutti i tagli, anche agli ospedali, comportino lo svuotamento delle aree interne, perché le giovani coppie scelgono di abitare dove trovano i servizi, non vorrei che noi, dove sono rimasti solo i lupi, tra poco siamo tutti costretti a scendere al mare», ha ironizzato. «Qui i tagli dell’1 per cento si susseguono ogni anno, ogni anno si parla di riforma, ma vorrei sapere se c’è un limite a questi tagli, altrimenti non chiamiamola riforma sanitaria – ha detto Reano Malaisi, primo cittadino di Montecosaro – tra i cittadini una parte sempre maggiore fa fatica a curarsi per motivi economici». Per il sindaco di Belforte, Roberto Paoloni, con il paese rimasto privo di medico di base perché in pensione ed in attesa di nomina da parte dell’Asur «Il concetto di area vasta provinciale è superato, dobbiamo puntare ad avere punti di eccellenza, nelle aree interne serve un investimento per il volo notturno che manca, inoltre amici e conoscenti mi segnalano carenze per l’assistenza domiciliare a Tolentino».



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