Punti nascita, Pioli sciopera con la febbre
Martini si appella a Laura Boldrini
Secondo “alt” del Tar alla chiusura

SAN SEVERINO - Il giovane prosegue la sua battaglia. Il sindaco alla presidente della Camera: " Faccia ravvedere i decisori, serve una struttura dove non solo poter partorire ma anche trovare cure e risposte alle emergenze sanitarie di tante e tante mamme". Il tribunale amministrativo accoglie la sospensiva richiesta dal Comune, dopo aver dato l'ok a quella del comitato
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La visita di Laura Boldrini questa mattina a Macerata

La visita di Laura Boldrini questa mattina a Macerata

La protesta di Roberto Pioli

La protesta di Roberto Pioli

 

di Monia Orazi

Sta male Roberto Pioli, il 23enne in sciopero della fame dal 26 gennaio scorso. Sul punto nascita il sindaco Cesare Martini ha consegnato una lettera accorata alla presidente della Camera Laura Boldrini, oggi a Macerata (leggi l’articolo), chiedendogli di intervenire. Il Tar delle Marche ha accolto anche la richiesta di sospensiva del Comune di San Severino notificata venerdì e depositata sabato dall’avvocato Simona Tacchi, legale dell’ente, rinviando la trattazione della richiesta di sospensiva collegiale, al prossimo 19 febbraio.

PIOLI CONTINUA LO SCIOPERO DELLA FAME – Pioli oggi ha accusato febbre, emicrania, continua a perdere peso ormai 2 chili e 700 grammi, ma non si ferma. Questo pomeriggio sono andati a trovarlo di nuovo il sindaco Cesare Martini, l’assessore Giampaolo Muzio, alla presenza del consigliere provinciale Pietro Cruciani. Martini, molto preoccupato per la salute del giovane, gli ha di nuovo insistentemente chiesto di smettere lo sciopero della fame, continuando la sua lotta con altre forme. “Io continuerò ad andare avanti, sino a quando dalla Regione non mi ascolteranno – spiega Roberto Pioli – chiedo al presidente Luca Ceriscioli di aprire un tavolo tecnico per rivedere tutta la riforma sanitaria, la mia battaglia è per tutto il territorio”. Domani mattina il suo caso sarà discusso durante il consiglio regionale, dove è inserita all’ordine del giorno l’interrogazione presentata dal consigliere regionale Sandro Bisonni.

Il sindaco Cesare Martini questa mattina ha incontrato Laura Boldrini

Il sindaco Cesare Martini questa mattina a Macerata ha incontrato Laura Boldrini

MARTINI SI APPELLA A LAURA BOLDRINI PER IL PUNTO NASCITA – “Confido fiducioso in una soluzione che possa restituire alle nostre popolazioni, soprattutto alle giovani mamme che abitano in questi nostri territori, uno di quei diritti costituzionalmente garantiti, il diritto alla salute, di cui oggi esse sono state private”, scrive Martini nella lettera a Laura Boldrini, “nella nostra Regione viene oggi fortemente minacciato da una determina del direttore generale dell’Asur, siglata alla Vigilia dello scorso Natale, con cui si è deciso, senza ascoltare i territori, di mettere mano a una modifica profonda dell’organizzazione ospedaliera con l’annuncio della chiusura di diversi punti nascita”. Martini lancia con le sue parole un appello alla presidente della Camera, affinché si faccia portavoce delle richieste dei cittadini con Ceriscioli: “La prego di voler prendere in considerazione ogni ulteriore tentativo che possa far ravvedere i decisori, chiudere i punti nascita oggi esistenti, significherebbe privare un’ampia fascia dell’entroterra marchigiano, che va di fatto dal Pesarese fino all’Ascolano, di una struttura dove non solo poter partorire ma anche dove trovare cure e risposte alle emergenze sanitarie di tante e tante mamme”. Martini si riferisce poi alle difficoltà in tema di viabilità: “Quanto può impiegare un’ambulanza a raggiungere un ospedale con una partoriente cui si è distaccata la placenta? La sensibilità da Lei dimostrata agli argomenti che riguardano il mondo delle donne, le minacce che da questa scellerata decisione potrebbero attentare alla salute e alla vita di tante mamme e dei loro nascituri, mi suggeriscono di rivolgermi nuovamente a Lei perché possa intervenire a riguardo”. La lettera si riferisce anche al decreto Lorenzin sui punti nascita degli ospedali montani e afferma che il ricorso al Tar, con la recente sospensiva alla chiusura, non può dare certezze per il futuro.

SECONDO “ALT” DEL TAR – Per la seconda volta, il presidente del Tar Marche Maddalena Filippi ha accolto richiesta di sospensiva sulla chiusura del punto nascita di San Severino, a seguito del ricorso definitivamente depositato sabato scorso per conto del Comune. Se non ci fosse stato il ricorso del comitato, oggi il punto nascita di San Severino sarebbe stato chiuso e domani avrebbe dovuto riaprire. Il provvedimento del Tar rinvia alla camera di consiglio del 19 febbraio 2016, già fissata “per la trattazione collegiale dell’istanza”, stessa data in cui saranno discussi i ricorsi del comitato di San Severino e del comune di Fabriano, in cui i giudici in seduta collegiale, potranno confermare o respingere la sospensione della chiusura del reparto, in vista dell’udienza in cui saranno esaminati nel merito gli atti con cui la Regione, ha stabilito la chiusura dei punti nascita. “E’ un altro punto a favore della nostra battaglia – commenta il sindaco Cesare Martini, che sottolinea – il ricorso presentato dal Comune ha chiesto un intervento del legislatore contro l’applicazione della nota e sciagurata determina natalizia, dalla quale continua a dipendere la salvezza del nostro materno infantile e quella di altri punti nascita di altri Comuni. La chiusura determinerebbe il blocco di un sicuro servizio senza alcuna garanzia di alternative funzionanti, semmai il contrario. Alla scadenza del 31 gennaio, nessuno si è preoccupato di proporre presidi e rimedi alternativi che pure gli atti impugnati imponevano. Quale sarebbe stata l’alternativa che si sarebbe offerta alle partorienti? Che cosa avrebbe fatto l’Asur per mamme e nascituri? La situazione dell’unica strada, la provinciale 361 “Septempedana” è pessima, e anche questo è sotto l’occhio di tutti”. Nelle cinquanta pagine di ricorso, firmate dall’avvocato Simona Tacchi dello studio Cavallaro, sono spiegate le violazioni ad una serie di norme. “Abbiamo impugnato a trecentosessanta gradi tutto l’impianto che ha portato alla decisione da parte dell’Asur regionale, speriamo in un pronunciamento favorevole il 19 febbraio prossimo”, è il commento dell’avvocato Simona Tacchi, che assiste il Comune nella sua battaglia legale.



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