Delitto Sarchiè, due ergastoli
Rabbia e lacrime in tribunale
Jennifer: “Giustizia è fatta”

LA SENTENZA - Nessuno sconto per Giuseppe e Salvatore Farina, incredulo dopo aver sentito la condanna. Tanti i momenti di tensione e il dolore oggi in udienza: dalle urla al momento dell'arrivo degli imputati ai pianti e agli abbracci quando il processo si è concluso. Yuri Sarchiè ha cercato di raggiungere Farina junior: "Bastardo, hai ucciso mio padre". I difensori: "Faremo appello"
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In alto da sinistra: Giuseppe Farina, l’abbraccio di Jennifer Sarchiè con i cugini, Salvatore Farina, uno degli striscioni esposti questa mattina in tribunale, Jennifer con la t-shirt per chiedere giustizia, gli abbracci a fine processo e il procuratore Giovanni Giorgio

 

Pietro Sarchiè è stato ucciso il 18 giugno 2014 a Sellano di Pioraco

Pietro Sarchiè è stato ucciso il 18 giugno 2014 a Sellano di Pioraco. Aveva 62 anni

 

di Gianluca Ginella

(foto di Lucrezia Benfatto)

Doppio ergastolo per l’omicidio di Pietro Sarchiè. La sentenza è arrivata alle 14,35 di oggi quando il giudice Chiara Minerva del tribunale di Macerata è uscita dalla camera di consiglio e ha letto il dispositivo accolto dalla commozione dei familiari di Sarchiè ma anche da quella degli investigatori che hanno condotto per mesi le indagini sul brutale assassinio del commerciante di pesce (leggi). I due imputati, Giuseppe Farina e il figlio, Salvatore Farina, entrambi catanesi, sono invece apparsi quasi increduli tanto che il 20enne si è voltato verso una guardia carceraria e ha chiesto: «Ma l’ergastolo anche per me?».

La "pernacchia" di Farina un anno fa

La “pernacchia” di Farina un anno fa

«Giustizia è fatta» ha commentato Jennifer Sarchiè, che questa mattina all’arrivo dei furgoni con a bordo i due imputati ha urlato tutta la sua rabbia: «Falla adesso la pernacchia» ha detto rivolgendosi a Giuseppe Farina che la scorsa estate aveva rivolto quel gesto ad un operatore di Vera Tv. Davanti al tribunale i parenti di Sarchiè e alcuni amici hanno messo cartelli e striscioni chiedendo la condanna all’ergastolo degli imputati. Indossavano magliette con la foto di Sarchiè e la scritta: «Giustizia per Pietro Sarchiè. Ergastolo per gli assassini». Ed ergastolo è stato. Nessuno sconto. Il giudice è andato oltre a quanto richiesto dalla procura di Macerata: che, considerando il rito aveva chiesto l’ergastolo per Giuseppe Farina e 20 anni per il figlio Salvatore, considerando che gli potessero venire concesse le attenuanti generiche.

 

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Salvatore Farina

Salvatore Farina

 

E’ stata una giornata carica di emozioni e di tensione al tribunale di Macerata. Iniziata con le urla di Jennifer Sarchiè contro le persone accusate di aver ucciso suo padre il 18 giugno del 2014 in un agguato a Sellano di Pioraco, e che si è conclusa con le lacrime e gli abbracci dentro e fuori dall’aula una volta sentita la sentenza. Alle 9 di questa mattina Jennifer Sarchiè e altri parenti hanno raggiunto lo spazio verde che sovrasta la zona recintata dove vengono fatti scendere gli arrestati e all’arrivo dei furgoni si sono messi a urlare la loro rabbia. Davanti al tribunale è stato steso uno striscione in cui si chiedeva l’ergastolo per Giuseppe Farina, 41 anni, e per Salvatore, 20.

Yiuri Sarchiè stringe la mano al suo legale Mauro Gionni all'uscita del tribunale

Yiuri Sarchiè stringe la mano al suo legale Mauro Gionni all’uscita del tribunale

L’udienza è iniziata verso le 9,45. Presenti i difensori dei due imputati, gli avvocati Marco Massei e Mauro Riccioni, i pm Stefania Ciccioli e Claudio Rastrelli, il procuratore Giovanni Giorgio, i figli di Sarchiè, Jennifer e Yuri, e la moglie Ave Palestini accompagnati dai loro legali, gli avvocati Mauro Gionni e Orlando Ruggeri. Il pm Ciccioli ha ribadito alcuni punti sulle indagini, poi ci sono state le repliche di parte civile e accusa. Quando il giudice si è ritirata per la sentenza Jennifer Sarchiè ha cercato di raggiungere gli imputati ma è stata fermata. E’ poi iniziata l’attesa per la sentenza in un primo momento prevista per le 13,30. Diverse persone hanno regalato dei cioccolatini a Jennifer.

Alle 14,35 il giudice Chiara Minerva è uscita dalla camera di consiglio: condannando all’ergastolo i due imputati, ritenendo per Farina junior non si potessero concedere le attenuanti generiche. Lo ha assolto dall’accusa di detenzione della pistola e di vilipendio di cadavere (su questo ha assolto anche il padre) e ha ritenuto il reato di occultamento di cadavere assorbito da quello di distruzione di cadavere. Poi ha disposto un risarcimento di 280mila euro per Jennifer e per la vedova di Sarchiè e di 260mila euro per il figlio perché non convivente con la famiglia. Alla lettura della sentenza Yuri Sarchiè si è lanciato verso Salvatore Farina: «Bastardo, hai ucciso mio padre» gli ha detto. Anche lui, come la sorella, è stato fermato.

Il procuratore Giovanni Giorgio con Ave Palestini, vedova di Pietro Sarchiè

Il procuratore Giovanni Giorgio con Ave Palestini, vedova di Pietro Sarchiè

«Il giudice è andato oltre a quanto avevamo richiesto e ne prendo atto – ha commentato a caldo il procuratore Giovanni Giorgio uscendo dall’aula –. Questa comunque è la prima tappa, poi immagino verrà fatto appello. Devo ringraziare i miei due sostituti per l’impegno e il lavoro svolto. E tutti gli investigatori. Inoltre ci hanno dato una mano eccezionale le testimonianze delle persone, a dimostrazione del senso civico che c’è in questa provincia». «Giustizia è fatta» ha detto Jennifer uscendo dall’aula con gli occhi gonfi di lacrime: ha abbracciato parenti e amici che la attendevano e il procuratore. «All’inizio non mi sembrava vero che gli avessero dato l’ergastolo – ha detto la ragazza –. Quando ho sentito la sentenza mi sono detta: “meno male, babbo mi ha ascoltato”. Nelle ultime settimane ho chiesto a mio padre di mettere una mano sulla testa del giudice perché decidesse con una sentenza giusta. Ora mi auguro che rimangano in carcere a vita e di riacquisire serenità».

Marco Massei e Mauro Riccioni, avvocati dei Farina

Marco Massei e Mauro Riccioni, avvocati dei Farina

«E’ una sentenza dura, per il figlio sicuramente non ce lo aspettavamo. Ci sembra una condanna eccessivamente punitiva. Faremo sicuramente appello. Dagli elementi processuali ci si poteva aspettare una sentenza più lieve» dice l’avvocato Massei. Il legale, insieme al collega Riccioni, ha fatto tutto il possibile per garantire la migliore difesa ai Farina. Una impresa non facile visto il modo in cui è stata condotta l’indagine da procura e carabinieri che hanno analizzato minuziosamente ogni particolare. Una inchiesta modello che oggi si è chiusa con la doppia condanna all’ergastolo.

 

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