La beata Mattia in sogno,
così aiutò nell’indagine Sarchiè

OMICIDIO - Nuovi dettagli emergono dalle indagini sul delitto del commerciante di pesce, anche la religiosa avrebbe fornito il suo aiuto. Tante le testimonianze, da chi ha visto una pistola a casa Farina a chi riferisce di essere stato intimorito, a chi riporta dichiarazioni del principale imputato sui suoi concorrenti
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Giuseppe Farina

Giuseppe Farina

di Gianluca Ginella

Da chi dice che la beata Mattia gli è apparsa in sogno per rivelare dove erano nascoste alcune parti del furgone di Pietro Sarchiè, ad una donna che dice di aver visto una pistola a casa dei Farina, da testimoni che sarebbero stati intimoriti, ad altri che raccontano di aver sentito colpi di pistola la mattina del 18 giugno, alle prime dichiarazioni fatte ai carabinieri da Giuseppe Farina. Frammenti che emergono dall’indagine sul delitto di Pietro Sarchiè a distanza di circa un mese dall’udienza chiave del processo con rito abbreviato, che si svolgerà il 14 ottobre prossimo e in cui sono sotto accusa Giuseppe Farina e il figlio Salvatore: entrambi devono rispondere di omicidio volontario.

Salvatore Farina

Salvatore Farina

Il padre nel frattempo ha confessato di essere lui l’autore del delitto. Una cosa ben diversa l’aveva detta ai carabinieri il 22 giugno 2014 quando riferì di conoscere Pietro Sarchiè solo di vista perché come lui faceva il commerciante ambulante di pesce. Sempre nel corso di quell’interrogatorio, che in seguito aveva destato i sospetti della procura, Farina ricostruisce con precisione i suoi movimenti. Da quando si è alzato a quando, tra le 7,30 e le 7,45 dice di aver portato i cani a fare una passeggiata a quando esce di casa con il figlio in un orario tra le 8 e le 9. Per la procura la cosa sospetta era che fosse stato così preciso con orari e ricostruzione della giornata, era parsa una cosa preparata. Ma è stata una indagine che si è concentrata molto anche sulla ricerca di parti del furgone di Sarchiè. E a dare una mano sarebbe stata anche la beata Mattia. Almeno a detta di una donna di 66 anni di Matelica, che nel periodo in cui la reliquia della santa aveva sanguinato, andò dai carabinieri a dire che la religiosa le era venuta in sogno. La santa le avrebbe detto che non stava piangendo, ma che in località Sant’Anna di Matelica avrebbe trovato parti del furgone di Sarchiè.

Santo Seminara

Santo Seminara

Cosa che in effetti è accaduta. Come più volte sottolineato dal procuratore Giovanni Giorgio, è stata una indagine a cui la popolazione ha partecipato. Ci sono nel fascicolo testimonianze di chi dice di aver sentito due colpi di pistola venire esplosi la mattina del 18 giugno 2014 (quella del delitto) in località Sellano di Pioraco e ci sono altri che dicono di aver visto Farina senior bruciare qualcosa il 20 di giugno del 2014. Ma alcuni testimoni avrebbero ricevuto pressioni psicologiche da Farina senior. Uno di questi avrebbe ricevuto una telefonata in cui l’uomo gli diceva: «Respiri ancora?». Tra le carte di indagine emergono anche i precedenti degli indagati. Giuseppe Farina ha delle sentenze passate in giudicato per 3 furti e un tentato furto tra il 1992 e il 1995. Santo Seminara, imprenditore edile che vive a Castelraimondo (che è indagato per favoreggiamento, ricettazione e riciclaggio) ha sentenze passate in giudicato tra cui una del tribunale di Camerino, per un patteggiamento per due rapine che era accusato di aver compiuto una il 19 luglio 2006 a Camerino, l’altra il primo settembre 2006 a Matelica, e per due furti, uno sempre il primo settembre 2006 a Matelica, l’altro il 19 luglio 2006 a San Severino. Aveva patteggiato a 1 anno e 10 mesi. Altri particolari che emergono dal fascicolo sono la testimonianza di una giovane donna che riferisce di un episodio che riguarda Salvatore Farina. La donna ai carabinieri aveva riferito che un giorno il giovane, mentre si trovava a casa sua, le aveva mostrato una pistola di colore nero. Ci sono poi altre circostanze che sarebbero connesse al movente del delitto. Farina infatti in due occasioni si lamenta di chi gli fa concorrenza. Nel maggio 2014 avrebbe detto, secondo un testimone, questa cosa: «Questi mi stanno rovinando la piazza, perché vendono a prezzi bassi». Nel giugno avrebbe detto: «Questi mi hanno rotto i c…, vado là li prendo a mazzate e ci brucio il furgone». Secondo gli investigatori il delitto è connesso proprio alla concorrenza per la vendita ambulante di pesce. Il processo con rito abbreviato proseguirà il 14 ottobre dopo una prima udienza in cui era stata respinta la richiesta di perizia su Farina senior e c’era stato il patteggiamento a 1 anno e 11 mesi (per favoreggiamento e riciclaggio) di Domenico Torrisi.



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