L’Archivio di Stato trasloca
ma tavoli e armadi non si buttano:
finiranno al Centro del riuso
MACERATA - L'idea nasce da un accordo tra direzione, Comune e Cosmari: il materiale sarà a disposizione dei cittadini. Lo spostamento a Villa Potenza criticato dal candidato consigliere del Pd Daniele Staffolani

Il Centro del riuso
Il trasferimento dell’Archivio di Stato, duramente criticato dal candidato consigliere del Pd Daniele Staffolani (leggi l’articolo), dalla storica sede di corso Cairoli ai nuovi spazi in un ex opificio a Villa Potenza si trasforma in un’operazione di sostenibilità. Grazie a un accordo che vede protagonisti la direzione dell’Archivio di Stato, il Comune di Macerata e il Cosmari, gli arredi non finiranno tra i rifiuti, ma saranno messi a disposizione della collettività.
L’iniziativa nasce dalla volontà comune di dare concretezza alla prevenzione della formazione dei rifiuti. Nello specifico, il trasloco dell’Archivio permetterà di recuperare tavoli, sedie, scrivanie, scaffali e armadiature, oltre a condizionatori portatili e oggetti vari. Tutti questi beni verranno presi in carico dal Centro del riuso di Macerata, che in questo mese festeggia i primi 10 anni di attività essendo stato aperto nel maggio del 2016, evitando così che un elevato quantitativo di materiali ancora perfettamente utilizzabili entri nel ciclo dello smaltimento, con evidenti vantaggi sia per l’ecosistema che per l’economia del territorio.
Per qualsiasi informazione, è possibile rivolgersi al Centro del riuso in contrada Fontescodella (vicino al palasport), aperto lunedì, mercoledì e sabato, dalle 8 alle 13; martedì, giovedì e venerdì, dalle 15 alle 19. Telefono: 0733 237877 – Email: centroriusomacerata@gmail.com – https://centroriusomacerata.blogspot.com/.
«Archivio di stato a Villa Potenza, in 5 anni uffici in centro depauperati»
SE il centro storico di Macerata ancora vede un po’ di gente è solo perchè c’è l’università e qualche museo. Levate i servizi e le scuole, e il centro storico di Macerata, come quello di Corridonia, moriranno. Questa mania di decentramento, favorendo pure le abitazioni nel fondovalle, ha reso sterili i centri storici. Quindi, le promesse elettorali per i centri storici sono aria fritta.