Salvataggio Banca Marche,
Patuelli (Abi): “Due miliardi per le crisi”
Il Fondo si prepara al piano B

Il presidente dell'Associazione bancaria italiana conferma la disponibilità di risorse da parte del sistema e la volontà di chiudere entro l'anno. La prossima settimana il Fondo Interbancario approverà il nuovo statuto. Tra le modifiche più importanti, "la costituzione di uno schema volontario di intervento in situazioni di crisi", cioè l'opzione per superare le obiezioni europee
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Antonio Patuelli (Abi)

Antonio Patuelli (Abi)

 

di Marco Ricci

“Le banche italiane sono determinate al salvataggio di quattro istituti di credito italiani e decise a destinare risorse per circa 2 miliardi di euro. Vogliamo fare tutto entro la fine dell’anno”. Così si è espresso oggi Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, il quale nei giorni scorsi aveva vivacemente polemizzato con la Commissione europea sull’eventualità che gli interventi del Fondo Interbancario (Fitd) nei salvataggi di Banca Marche, Carife, Carichieti e Popolare dell’Etruria possano essere considerati alla stregua di aiuti di Stato. Appare  probabile a questo punto – come avevamo scritto qualche giorno fa – che il nodo venga superato attraverso il piano B, cioè la creazione di un apposito comparto all’interno del Fondo Interbancario dove le banche italiane farebbero confluire le loro risorse per le gestioni delle crisi in modo volontario e non attraverso versamenti obbligatori. Il piano non sarebbe molto diverso dall’intervento originale se si eccettua il nodo della modalità di contribuzione. Nel caso di versamenti volontari ci si allontanerebbe però da quell’area pubblica contestata da Bruxelles. Se l’ipotesi non è esattamente la più gradita alle banche italiane – oltre ai 2 miliardi per i salvataggi dovranno versare al Fitd altri 400 milioni come fondi obbligatori per il 2016 – oggi appare lo scenario probabile, a meno che il Governo non decida di sfidare i niet europei o non si giunga prestissimo a un chiarimento con l’Europa.

Giuseppe Feliziani, uno dei tre commissari di Banca Marche

Giuseppe Feliziani, uno dei tre commissari di Banca Marche

Dopo l’approvazione delle nuove norme sui salvataggi da parte del governo, i tempi per la soluzione delle crisi stanno subendo comunque una brusca accelerazione. Se solo pochi giorni fa uno dei commissari alla guida di Banca Marche, Giuseppe Feliziani, aveva dichiarato come la soluzione sia stata individuata e sarà comunicata a breve,  la prossima settimana si avrà l’approvazione del nuovo statuto da parte del Fondo Interbancario, condizione considerata un prerequisito per intervenire in Banca Marche e nelle altre situazioni di crisi. Per il 26 novembre è stata infatti convocata l’assemblea che dovrà ratificare il nuovo testo. Tra le modifiche più importanti anche “la costituzione di uno schema volontario di intervento in situazioni di crisi”. Il piano B, insomma.

Il quartier generale della Banca delle Marche a Jesi

Il quartier generale della Banca delle Marche a Jesi

Piano A o piano B, contributi volontari o meno, l’intenzione di Abi, Fondo Interbancario e Banca d’Italia è di chiudere i dossier entro breve per riportare le banche in condizione di dissesto alla piena operatività. Per Banca Marche – lo ricordiamo – l’intervento di massima – stimato dal Fitd in 1.25 miliardi di euro – prevederebbe da una parte la ripatrimonializzazione della banca attraverso un comparto del Fondo o un ente ponte, dall’altra la cessione di crediti deteriorati a una bad bank o a una società veicolo, il tutto con il possibile coinvolgimento in qualche misura di azionisti e obbligazionisti subordinati.

Non è ancora chiaro se la Banca d’Italia intenda o meno aprire per Banca Marche una vera e propria procedura di risoluzione, ovvero una delle particolari forme tecniche di intervento in caso di crisi previste dalle nuove norme. Questo scenario avrebbe il vantaggio di accorciare i tempi per la chiusura del dossier, con i commissari a cui potrebbero venire concessi, oltre ai poteri degli amministratori, anche quelli dei soci. Cioè eviterebbe la convocazione delle assemblee per la ratifica degli aumenti di capitale e il risparmio di una ventina di giorni. Domani, da quanto trapela, i commissari delle banche in crisi saranno di nuovo in Banca d’Italia e non si può escludere a questo punto che le novità importanti (e definitive) possano arrivare presto.

 



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