Picchia il vecchio amore della figlia,
dopo una lite tra ex
Denunciate due donne
MACERATA - Sono accusate di lesioni personali aggravate. Per loro si è aperto il processo in tribunale. A far partire tutto è stata la presunta vittima, un operaio di 35 anni
Una lite tra ex fa intervenire la madre di lei che picchia lui aiutata poi anche dalla figlia. Denunciate per lesioni personali e aggravate le due donne. Per loro oggi prima udienza al tribunale di Macerata davanti al giudice Ilaria Maria Pia Maupoil, pm Francesca D’Arienzo. A far partire tutto è stata una denuncia della presunta vittima, un operaio di 35 anni, residente a Macerata ma originario del Brasile. I fatti risalgono al 19 luglio del 2013, fuori dalla sala di biliardo di Macerata, in via Severini. Erano passate le 23 quando l’uomo, che ha denunciato poi i fatti in questura, stava intrattenendosi con la sua fidanza e alcuni amici con un gioco consistente nell’individuare chi colpiva la mano dell’altro stando girati. Nel locale si trovavano anche la sua ex, una 23enne di origine cubana, e il ragazzo di quest’ultima. Stando all’operaio in quel contesto sarebbe entrata la madre della sua ex, una donna di 40 anni, che le avrebbe dato uno schiaffo cercando anche di colpirlo con una sedia e rimproverandolo che le donne non andavano picchiate. Alle 21 il 35enne aveva avuto una discussione con la ex, stando alla ricostruzione fatta nella denuncia dall’operaio stesso, perché la giovane avrebbe riferito ad altre persone che lui continuava ad importunarla. Si erano visti, insieme all’attuale compagna di lui, per un chiarimento. Tra l’operaio, la cubana e la fidanzata del 35enne è nata però una discussione con tanto di spintoni. La cubana lo avrebbe colpito anche con una palla da biliardo, ferendolo. Chiamato il 118 prima dell’arrivo dell’ambulanza è giunta sul posto anche la madre della ex che avrebbe inveito contro l’operaio. Così la denuncia per entrambe difese dall’avvocato Fernando Froldi. Il processo è stato rinviato al 30 giugno 2016 quando verranno sentiti il 35enne e altri teste della parte offesa.
(Mar. Ve.)
