Pettinari: “Trent’anni con le mani pulite,
 in Regione nel nome della provincia”

VERSO IL VOTO - "Lo Stato ha tagliato ogni risorsa all'ente che presiedo mettendo a rischio, con continui prelievi forzosi e Patto di stabilità, scuole e strade. La legge finanziaria ha provocato il dissesto delle province. Nonostante ciò siamo riusciti ad inaugurare il maggior numero di opere pubbliche nelle Marche. Orgoglioso per concertazione, ambiente, infrastrutture e per aver sbloccato tanti lavori"
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Antonio Pettinari

Antonio Pettinari

di Maurizio Verdenelli

Scusi, dottor Pettinari, ma come fa ad essere lei presidente della Provincia di Macerata ed insieme candidato al Consiglio regionale? Non c’è incompatibilità tra le due cariche elettive?

Certamente. Tuttavia come presidente della Provincia sono eleggibile. Salvo a dovermi dimettere se, in forza del voto popolare, dovessi passare in Consiglio regionale.

Scusi, ma chi glielo fa fare? Una campagna elettorale è un rischio, una sfida difficile sopratutto in questi momenti di calo della politica…

Giuste considerazioni. Siamo in un momento di Grande Curva, non si sa quello che ci aspetta. Le previsioni sono davvero difficili in ogni settore della vita pubblica ed amministrativa…ad eccezione della provincia. Qui siamo ad una stazione dalla quale è difficile ripartire”.

pettinari di fabio macedoniE lei sale su un altro treno?

Il punto non è questo. Se si vuole che il territorio maceratese voglia e possa continuare a contare, se decisioni importanti siano ancora a favore, non è solo necessario ma indispensabile andare ad Ancona. Lo Stato con il prelievo forzoso non ci permette neppure di tenere accesi i termosifoni d’inverno, né pagare le utenze delle scuole, impedendo anche la semplice manutenzione delle strade. Ci ha tagliato i fili del gas come ad un utente moroso. Le provvidenze, i trasferimenti e le uniche risorse disponibili sono quelle europee e regionali. Allora mi chiedo: non è abbastanza per un amministratore tentare di fare questa battaglia per la propria comunità, lasciando un ‘forte’  dove i ‘Nostri’ non arriveranno più?


Lei si sente pronto per una nuova battaglia? Perché?

Guardi. Sono in Provincia eletto ininterrottamente da 30 anni. Sia all’opposizione come capogruppo (sempre lo stesso partito, che mai ho abbandonato) sia in maggioranza, come assessore a trasporti, viabilità, lavori pubblici, edilizia scolastica e protezione civile. Poi vice presidente con le stesse deleghe ed ora da 4 anni come presidente ho sempre lavorato, ogni giorno, per questa terra di cui mi sento profondamente parte. Che amo con tutto me stesso. Non è retorica. Chi mi conosce, lo sa.

Pettinari_Foto LB (2)Su quali punti ha incardinato la sua campagna elettorale?

Tre, chiarissimi. Molto impegnativi ma che non mi schiacciano certo e che posso dichiarare con orgoglio. Sono: onestà, competenza e serietà. Qualcuno che s’affaccia ora alla politica li può esprimere come ottimi propositi in vista di un futuro impegno. Io che nell’amministrazione pubblica sono da tre decenni posso ben inserire questi tre valori nel mio curriculum. senza tema di smentite. La Giustizia non si è mai interessata alla mia attività, sia amministrativa, sia personale. C’è da dire che lavoro ogni giorno su ‘materie’ incandescenti, impegnato in decisioni che riguardano la comunità. Per me scuole, trasporti, strade, ambiente non sono nomi sui quali ‘imbastire’ una campagna elettorale, ma servizio quotidiano su cui io e miei colleghi di giunta ci mettiamo la faccia, ogni giorno”.

A proposito di campagna elettorale, che risponde a Nazareno Agostini il quale ha paragonato lei a Schettino e la Provincia alla ‘Concordia’ abbandonata ed affondata sotto il peso del dissesto finanziario e degli alti costi della politica?

“Che pensavo dopo decine di conferenze stampa e comunicati, d’essere risultato noioso ripetendo all’infinito che le attuali ‘secche’ sono dovute ai prelievi forzosi dello Stato e alla legge di Stabilità che ci costringono a tagliare servizi pagati, tra l’altro, con soldi nostri: le tasse. Quali dissesti sarebbero stati da noi provocati? quali gli alti costi della politica? Avevamo invece l’occasione di cambiare la faccia alla nostra provincia con strade, scuole nuove e via elencando. Questa in realtà è una grande occasione perduta, un enorme rimpianto. Credevo tuttavia d’avere abusato della pazienza dei maceratesi nel chiarire, confermare, sottolineare una verità che risplende sotto il cielo della crisi nazionale, della quale le province stanno pagando costi gravosissimi. Invece mi sbagliavo. Stavolta ‘repetita non juvant’: le cose ripetute non hanno giovato alla comprensione. Almeno di quella del consigliere Nazareno Agostini. A disposizione comunque per un ripasso: non ho fretta”.

Ci parli delle spese di rappresentanza come presidente della provincia?

“Nessuna spesa di rappresentanza, nessuna consulenza, nessuna progettazione esterna, nessuna pubblicazione, nessun convegno, nessun viaggio…”

Antonio Pettinari all'inaugurazione della Raci

Antonio Pettinari all’inaugurazione della Raci

L’auto blu?

Uso limitatissimo. Pochissimi chilometri quelli percorsi dall’auto di servizio utilizzata esclusivamente per motivi istituzionali fuori provincia (Regione e Stato)”.

E il suo staff (compreso l’uficio stampa), di quante persone è composto? E in giunta quanti siete?

“Appena da tre, due sono dipendenti della Provincia. Il terzo è il professor Fabio Macedoni. Per quanto riguarda la giunta, a suo tempo ho nominato un numero inferiore di assessori previsto per legge legge. Ora sono quattro”.

Ha fatto promesse elettorali non mantenute? Prima di diventare presidente, garantì che avrebbe costituito un tavolo di concertazione per lavorare ‘insieme’ con tutte le forze attive della provincia, ed inoltre annunciò che sarebbe stato ‘il presidente del fare’. Che è rimasto di quelle buone intenzioni?

“Tutto! E parto dall’ultimo suo ricordo riferito a 4 anni fa. Sono stato così tanto l’uomo del fare che la Provincia di Macerata, nonostante il Patto di Stabilità, è stato l’ente che ha inaugurato il maggior numero di opere pubbliche nelle Marche. Sbloccando inoltre tanti lavori ‘incagliati’ nei tagli massicci e costanti dei trasferimenti statali.

Inoltre il ‘ tavolo istituzionale per lo sviluppo economico’ è stato subito costituito. Da me presieduto, ne fanno parte sindaci, i rappresentanti dei due atenei, dell’accademia di Belle Arti, della Camera di Commercio, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Legacoop, Confcoop, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Cia, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fondazione Carima, Abi ed Unci”.

Già, le università, lo Sferisterio…

Ascrivo a mio merito l’aver inserito i due rettori e pure il presidente della Camera di Commercio nel CdA di Macerata Opera in un tavolo tecnico a fianco della direzione artistica nel quadro di un progetto stabile di collaborazione e supporto attivo e costante. Questo significa, al di là di tante belle parole, aver dato un ruolo concreto a favore del territorio in direzione di Macerata Opera, che è il nostro brand in Italia e all’estero, alle nostre prestigiose università anche in un percorso di reciproco dialogo. Unimc ed Unicam sono ormai diventate veri punti di riferimento di crescita e sviluppo”.

Sia sincero: si può davvero incidere positivamente a favore del territorio senza avere più un euro?

“Lei ha compreso il senso di quello che dicevo prima: l’ultimo avamposto è rimasto Ancona. Tuttavia il ‘miracolo’ cui accenna, è possibile. Parlo della Raci, appena agli archivi. La Provincia non ci ha potuto mettere un euro, come noto, ma passione, volontà, caparbietà e spirito di sacrificio, quelli sì! E la gente ha capito: sono venuti in due giorni e mezzo in 60.000 ad ammirare un’edizione bella, ricchissima, scelta dalla Regione come manifestazione di lancio per l’Expo. Vuol sapere una cosa? La 31. Raci che non doveva andare in scena s’è trasformata in una forte promozione del territorio”.

Tiene a qualche altra cosa in particolare?

“Sono in realtà, molte in questi quattro anni di ‘fatica’ e pure di tante arrabbiature e momenti di sconforto, oppressi dal Patto di Stabilità e carenza di risorse, oggi quasi azzerate. Utilizzando fondi diversi e prendendoci la nostra buona dose di responsabilità perché altrimenti non si sarebbe fatto niente, possiamo dire d’aver fatto un buon lavoro.  A partire dalla banda larga con una copertura tra le più alte d’Italia…”.

L’Ambiente?

“Abbiamo risolto uno dei problemi centrali di questo territorio, togliendolo dai titoli quotidiani dei giornali che lo legavano abituale all’etichetta ‘caos’ se non a definizioni ancora peggiori ancora. Con l’impegno dei sindaci, delle aprti sociali e del Cosmari abbiamo costituito l’Assemblea territoriale d’ambito attraverso la quale è stato affidato come gestore unico per i prossimi quindici anni alla stessa società del Consmari l’intero servizio del ciclo integrato dei rifiuti urbani. Garantendo per lo stesso lungo periodo i livelli occupazionali, per i quali mi sono battuto”.

I lavori pubblici per ‘l’uomo delle scuole e delle strade’, così com’è stato una volta definito?

“Ritengo che senza viabilità e collegamenti adeguati, la ‘battaglia’ per la nostra terra sarà sempre più difficile. E con questi chiari di luna, abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Ecco allora che grazie ai fondi del terremoto abbiamo realizzato a Camerino in tempi record  il campus scolastico. Poi, disincagliato da un ‘fallimento’ e diventato un modello di bellezza, abbiamo inaugurato a settembre il ponte sul Potenza che ricorda nel nome la presenza di san Giovanni Paolo II°  al pellegrinaggio Macerata-Loreto”.

C’è altro?

“Eccome! Il Ponte dell’Annunziata a Montecosaro che unisce i territori di Macerata e Fermo su un asse strategico in direzione di lavoro, commercio e scambi; a San Severino Marche la tanto attesa variante del Glorioso ormai in dirittura d’arrivo; a Colbuccaro la rotatoria per l’Abbadia di Fiastra e l’imminente ultimazione del ponte sul torrente Fiastra e molte altre opere di ammodernamento, consolidamento e recupero delle scuole superiori. Nell’elenco inoltre tanti sono gli interventi sulle strade colpite dalle calamità, sui fiumi e sulle scuole con interventi di miglioramento energetico. A giorni le procedure d’appalto per i laboratori dell’Itis di San Severino Marche (1,7 mln di euro). Ed inoltre sono pronti i cantieri per la palestra del liceo Scientifico di Recanati, dell’Ipia di Sarnano, del liceo Classico, dell’Itc e dell’Agraria di Macerata. Inoltre sono terminati da poco i lavori per gli uffici dell’ente, a Piediripa”.

Pensiero finale…

“Penso ancora alla Raci. Che è stata la vetrina maceratese nell’anno dell’Expo. Un biglietto multicolore che viene da una terra meravigliosa tanto ancora da scoprire in Italia e nel mondo”.



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