Duplice omicidio di Montelupone,
ergastolo confermato in appello

DELITTO DEI CONIUGI MARCONI - Nessuna sorpresa al processo di secondo grado che si è svolto questa mattina al tribunale di Ancona: medesima condanna per Abdul Alili così come deciso in primo grado

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Il macedone Abdul Alili

Il macedone Abdul Alili

di Gianluca Ginella

La corte d’appello conferma la condanna all’ergastolo per il muratore macedone Abdul Alili, il killer dei coniugi Marconi di Montelupone. Respinte tutte le richieste del difensore del 30enne, che chiedeva, tra l’altro, una perizia sulla capacità di intendere e di volere del suo assistito.

Non c’è stata nessuna sorpresa oggi nel processo di secondo grado, che si è svolta al tribunale di Ancona, per i delitti di Paolo Marconi, 83 anni, e di sua moglie Ada Cerquetti, 73. Per i giudici dell’Appello di Ancona Abdul Alili è colpevole e merita l’ergastolo, così come deciso in primo grado nel processo che si è svolto con rito abbreviato al tribunale di Macerata (la sentenza era stata emessa il 26 giugno del 2013). Questa mattina, dopo un’ora di camera di consiglio, i giudici della corte d’appello di Ancona hanno confermato in toto la sentenza di primo grado. Così come chiesto oggi in udienza dal procuratore generale Vincenzo Macrì. Il difensore di Alili, l’avvocato Alessandro Trofino del foro di Ascoli, aveva chiesto integrazioni istruttorie. Per il legale era necessaria una perizia sul telefono di Alili (già nel processo di primo grado venne sollevata la questione di un sms che il macedone avrebbe ricevuto sul cellulare da uno dei componenti della banda di albanesi che disse lo spinsero a uccidere i coniugi) e in particolare era necessaria una perizia sulla capacità di intendere e di volere del giovane macedone. Nessuna di queste richieste è stata però accolta dai giudici. Una sentenza che è stata presa con soddisfazione da Aldesina Marconi, figlia dei coniugi uccisi, e che oggi era presente in udienza. La donna è parte civile, assistita dagli avvocati Maria Psalidi e Giuliano Stracci. Assente invece l’altra figlia, Orietta, parte civile con l’avvocato Paolo Carnevali.

Alili Abdul indica ai carabinieri il nascondiglio degli indumenti insanguinati

Abdul Alili indica ai carabinieri il nascondiglio degli indumenti insanguinati

Il delitto dei coniugi Marconi risale alle 4 del mattino del 30 settembre del 2012. La coppia venne assassinata nella loro casa di contrada Fonte Ianni, a Montelupone con 38 coltellate. Secondo la ricostruzione di quanto avvenuto, Alili giunse alla casa della coppia con un motorino che si era fatto prestare da un vicino di casa. Giunto all’abitazione dei coniugi, prima aveva attirato fuori Ada, chiedendole se avevano della benzina da dargli per il motorino. La donna, scese le scale, era entrata in una legnaia per dare ad Alili quanto gli chiedeva e lì l’uomo l’aveva uccisa. Poi Alili aveva attirato fuori casa anche Marconi, e sulle scale lo aveva colpito con alcuni fendenti. Fatto questo aveva frugato nella casa rubando una collana di Ada e pochi altri gioielli e aveva cercato di incendiare la casa, senza però riuscirci. Nel giro di pochi giorni dal delitto, grazie alle serrate indagini condotte dai carabinieri della Pg della procura di Macerata, del Reparto operativo e del Nucleo operativo della Compagnia di Macerata e della Compagnia di Civitanova, Alili era stato arrestato.

 

Paolo Marconi e Ada Cerquetti

Paolo Marconi e Ada Cerquetti

 

 


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