Duplice omicidio di Montelupone
Condannato all’ergastolo Abdul Alili

La sentenza è stata emessa oggi pomeriggio dal tribunale di Macerata. Ai familiari di Paolo Marconi ed Ada Cerquetti oltre un milione e mezzo di euro di risarcimento

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Abdul Alili dopo la condanna all’ergastolo

 

di Gianluca Ginella

Duplice omicidio di Montelupone, condannato all’ergastolo, con rito abbreviato, il macedone Abdul Alili, 29 anni. La sentenza è stata emessa pochi minuti dopo le 17 di oggi dal giudice Enrico Zampetti del tribunale di Macerata, dopo due ore di camera di consiglio. Per Alili anche il pm Andrea Belli aveva chiesto l’ergastolo.

La sentenza di condanna all’ergastolo per il muratore macedone Abdul Alili, per gli omicidi dei coniugi Paolo Marconi, 83 anni e Ada Cerquetti, 73, è arrivata al termine di una udienza che era cominciata questa mattina alle 9,30. L’avvocato difensore di Alili, il legale Domenico Biasco, ha cercato di dimostrare come dietro i delitti dei coniugi ci fosse una banda di albanesi. A dirlo, nel corso del processo, è stato lo stesso Alili. Che ha riferito al giudice che la notte dei delitti (avvenuti nelle prime ore del mattino del 30 settembre 2012) la banda di albanesi “è passata a prendermi a casa. Mi hanno detto di seguirli con il motorino” ha riferito Alili. L’obiettivo della banda, a suo dire, era di metterlo nei guai, quella notte. Alili ha detto di aver cercato di entrare nella casa dei Brasca, vicini dei coniugi uccisi, per poter usare il telefono e chiamare i carabinieri per avvertirli che c’era una banda che voleva compiere dei furti. “La stessa cosa volevo fare dai coniugi Marconi, ma lì hanno voluto che li uccidessi. Siccome non volevo, mi hanno preso la mano e mi hanno fatto accoltellare prima lei e poi il marito”. Così ha detto Alili oggi.

IL DUPLICE OMICIDIO DI MONTELUPONE - nel riquadro in basso a destra i coniugi Paolo Marconi e Ada Cerquetti

IL DUPLICE OMICIDIO DI MONTELUPONE – nel riquadro in basso a destra i coniugi Paolo Marconi e Ada Cerquetti

Alili ha inoltre detto che la banda di albanesi ce l’aveva con lui perché era un confidente della Pg. L’avvocato Biasco al giudice aveva chiesto che venisse eseguita una perizia sul cellulare sequestrato ad Alili. Nel quale compare un sms, del 2 ottobre 2012, che gli scrive uno dei presunti componenti della banda cui fa riferimento Alili. Il testo del messaggio è sconosciuto. E solo una perizia potrebbe riportarlo a galla. Il giudice Enrico Zampetti si è opposto alla richiesta. Il pm Andrea Belli nella requisitoria ha detto ch eil movente del delitto era quello di fare una rapina ai coniugi, perchè Alili, avva bisogno di denaro in quanto consumatore di cocaina. Alla fine della sua requisitoria il Pm ha chiesto l’ergastolo per Alili. Biasco sul movente ha detto che “non regge, se aveva bisogno di soldi non sarebbe andato a fare una rapina a casaccio e per di più ubriaco” e per Alili ha chiesto il minimo della pena. Il giudice, dopo due ore di camera di consiglio, ha deciso di condannare all’ergastolo, senza isolamento diurno, Abdul Alili. Sentita la sentenza, Alili si è rivolto al suo legale chiedendo di non dire nulla alla sua famiglia dell’esito del processo. Una sentenza che l’avvocato Biasco impugnerà: “L’appello sarà incentrato sulla negata richiesta di esaminare adeguatamente il telefono. Poiché solamente dai dati del telefono possiamo trovare elementi che avvalorano la versione dell’imputato, che dice: mi hanno incastrato”. Il giudice ha anche disposto il risarcimento di 500mila euro a testa per le due figlie dei coniugi uccisi, e di 180mila euro per ognuno dei 4 nipoti di Paolo e Ada (in totale un milione e 720mila euro). Oggi erano presenti in udienza una delle figlie, Aldesina, insieme alle sue figlie (sono parte civile, assistite dagli avvocati Maria Psalidi e Giuliano Stracci). Dopo la sentenza non hanno voluto dire niente, ma l’avvocato Psalidi ha detto “siamo soddisfatti”. Parte civile al processo è anche l’altra figlia dei coniugi, Orietta, assistita dall’avvocato Paolo Carnevali. Il legale dice che la famiglia “ha sofferto perché dopo il funerale dei coniugi nessuno delle istituzioni si è più fatto vivo”. Alili uccise i due coniugi tra le 4,20 e le 5,30 del mattino del 30 settembre scorso. Li massacrò con 38 coltellate dopo averli attirati fuori dalla loro casa in contrada Fonte Ianni, a Montelupone. In seguito ha portato via, dice l’accusa, un collier di Ada (che ha poi rivenduto per mille euro) e un paio di orecchini e un paio di anelli (dalla cui vendita ha ottenuto 700 euro). Il Pm contestava ad Alili il duplice omicidio volontario dei coniugi Marconi, aggravato dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla minorata difesa. Inoltre, Alili era accusato anche di rapina e di porto abusivo del coltello usato per uccidere.

(Ultimo aggiornamento ore 20,50)

(Foto Cronache Maceratesi)

 

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