Del caldo e dei lavori in superstrada:
l’incongruenza di aprire cantieri d’estate.
A Pioraco 3 anni per sistemare pochi metri
IL NODO 77 - Gli incidenti sono continui, lo stesso era successo l'anno scorso. Si parte a giugno, poi arriva, giustamente, lo stop al lavoro nelle ore più calde e i tempi si allungano. Sulla provinciale 361 sempre code per "l'annoso" semaforo in galleria

Il semaforo in galleria a Pioraco
di Fabrizio Cambriani
“Stiamo lavorando per voi” è lo slogan che campeggia spesso nei cantieri stradali. Eppure, a giudicare dai risultati dei recentissimi, innumerevoli sinistri che stanno accadendo ultimamente sulla superstrada (l’ultimo ieri mattina), sembrerebbe più verosimile che l’Anas stia palesemente lavorando per la lobby dei carrozzieri.
Si è perso il conto dei tamponamenti che quotidianamente accadono a causa dei lavori su di un senso di marcia. Così come dei chilometri di coda di veicoli bloccati sotto la calura. Niente di nuovo sotto il sole di luglio, in quanto già l’anno scorso si erano verificati episodi simili. Prudenza e buon senso avrebbero dovuto suggerire un diverso atteggiamento.

Un incidente in superstrada
Progettare, pianificare e realizzare lavori stradali nel periodo da giugno ad agosto francamente non è una trovata ingegnosa. Intanto perché chiudere la corsia monti-mare quando tutti se ne vanno sul litorale, da un punto di vista statistico, aumenta i rischi di incidenti. E soprattutto espone i lavoratori ai 104 gradi Fahrenheit che il buon Dio ultimamente ci recapita, ai quali va aggiunto il calore dell’asfalto bollente da stendere e lavorare. Condizioni di lavoro irrispettose.
Meno male che qualcuno, nel corso del tempo se n’è accorto – anche perché non passava giorno che operai stramazzassero a terra, disidratati e privi di sensi – e ha stabilito il divieto di lavoro sotto la canicola. Provvedimento lodevolissimo, ma che – ahimè – prolunga a dismisura i lavori in corso e con loro i relativi rischi. In sintesi – e il dato è ormai consolidato – si iniziano i lavori e si chiudono corsie sapendo già, sin da subito, che i lavori dovranno essere interrotti per tutelare la salute di chi ci opera. E tuttavia, dobbiamo essere fiduciosi nei confronti del futuro. Magari con l’aiuto dell’intelligenza artificiale (che se fosse per quella umana staremmo freschi), tra una dozzina di anni si arriverà a vietare i lavori stradali, salvo quelli di somma urgenza, nei mesi che vanno da giugno ad agosto.

Code a Pioraco
Ma, se volessimo affrontare specificamente la questione della superstrada le cose da dire sarebbero, in realtà altre. Tipo del perché invece di allargare e potenziare il tratto più trafficato, quello che va da Tolentino a Civitanova, si è voluto realizzare il segmento Sfercia- Foligno. Tra l’altro con un dispendio inedito di risorse. Che nelle previsioni sarebbero dovute arrivare, copiose, dalla proliferazione di industrie sorte nelle adiacenze del percorso, così da far impallidire Silicon Valley. In verità la tratta Foligno – Sfercia è moderatamente trafficata solo nei fine settimana estivi e praticamente deserta il resto dell’anno. In quanto alla fantasticata Silicon Valley occorre registrarne il totale fallimento, tanto che pure i venditori ambulanti della patata di Colfiorito sono stati costretti ad andar a vendere altrove il loro tubero.
Se la 77 piange, la 361 non ride. A Pioraco, per esempio sono tre anni che c’è un semaforo per lavori in galleria. D’estate, quando fa caldo quel punto è un delirio: anche quattro o cinque chilometri di coda. Più di tre anni per realizzare qualche decina di metri di mezza galleria. Con la ditta che, nel terzo millennio, per ogni settimana che lavora, se ne sta poi ferma un mese. Per scavare (anche con le mani) il canale di Suez, quasi duecento anni fa, ci misero appena dieci anni.
Scendendo da Pioraco a Castelraimondo abbiamo la sventura di incrociare sei semafori. Venticinque minuti per percorre appena otto chilometri. Roba che manco sulla Tiburtina, a Roma, nell’ora di punta. Manco a dire che le code sono di centinaia di metri; che ogni tanto i semafori non funzionano; che il traffico si blocca; che debbono intervenire le forze dell’ordine.
Da ultimo dobbiamo amaramente registrare il disinteresse degli amministratori locali, accompagnato da un assordante silenzio. Non si sa se per mera rassegnazione o colpevole complicità. Sempre pronti a presenziare, fascia in spalla anche alle inaugurazioni di tolettature per cani, sì da rendere immortale l’evento sui social di ogni ordine e grado, non alzano un dito per la viabilità di pertinenza, nell’interesse vero dei loro concittadini.
I lavori stradali si concentrano in estate per motivi tecnici e logistici. Il caldo e l’assenza di piogge permettono al bitume di aderire e compattarsi al meglio,
Ecco i motivi principali per cui questo periodo è l’ideale:
Lavorabilità del bitume:
I materiali bituminosi necessitano di temperature ottimali per essere stesi (tra 130 e 150 °C). Il caldo estivo evita che l’asfalto si raffreddi troppo velocemente durante la posa, garantendo una migliore compattazione.
Assenza di umidità e pioggia:
L’asfalto teme l’acqua. L’asciutto estivo evita che l’umidità venga intrappolata negli strati, prevenendo la formazione precoce di buche e crepe.
Inoltre, le giornate più lunghe permettono agli operai di lavorare più a lungo.
I divieti regionali legati alle ondate di calore incidono pesantemente sulla pianificazione dei cantieri, ma confermano l’estate come stagione ideale per una questione puramente chimica e strutturale.
(Da un’AI forse non ancora evoluta)
L’inaugurazione di tolettature per cani farebbe supporre che alcuni amministratori locali non sono in realtà umani.
Caro commentatore Fabrizio non condivido la tua critica, opportunistica, sulla valenza del tratto Sfercia/Foligno che io come tanti Romani, con radici marchigiane, hanno aspettato per anni, poi il terremoto del 2016 ha quasi ridotto il flusso turistico delle colline , paesi limitrofi,la tua è una critica molto superficiale, e non pensare solo alle patate
Però quando eravate tutti renziani prendervi in giro per la Sfercia-Foligno era sacrilego, e non era mica tanto tempo fa.