Duplice omicidio di Montelupone
Sotto torchio i presunti assassini

Fermati un macedone di 24 anni e un marocchino di 40 anni che abita non distante dalla casa dove sono stati uccisi Ada Cerquetti e Paolo Marconi. Trovati indumenti con macchie di sangue, oltre a un'arma compatibile con quella utilizzata per il duplice delitto
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La casa dove il macedone abita in affitto assieme a diverse altre persone

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di Filippo Ciccarelli

Sono sotto torchio ormai da diverse ore il marocchino di 40 anni, ed il suo complice macedone di 24, sospettati di aver barbaramente ucciso Paolo Marconi ed Ada Cerquetti tra le ore 6 e le 8 del mattino di domenica (leggi l’articolo). I carabinieri hanno bussato alla casa di contrada Molino nel primissimo pomeriggio, poco prima delle 16. Qui, a 2 km dal casolare di contrada Fonte Ianni dove i due anziani coniugi sono stati massacrati, i militari dell’Arma hanno trovato indumenti insanguinati ed un coltello, probabilmente l’arma del delitto. I carabinieri guidati dal Capitano Candelli hanno raccolto gli elementi con una celerità impressionante, anche grazie al supporto dei colleghi romani del Racis che sono accorsi per rilevare tutte le impronte e le tante tracce lasciate dopo l’efferato delitto poche ore dopo che è stato scoperto.

IL CACCIATORE – L’allarme è scattato intorno alle 10 di domenica, perché un cacciatore di passaggio, Reno Piolo, ha visto Paolo Marconi esanime di fronte all’uscio di casa. Piolo ha avvertito subito i carabinieri, che giunti sul posto hanno trovato priva di vita anche Ada Cerquetti, per tutti Dina, moglie di Marconi. La donna era riversa in una pozza di sangue: dalle ultime ricostruzioni, pare che abbia cercato di difendersi dalla furia omicida dei suoi assassini chiudendosi in cantina e bloccando la porta con un bastone, ma il suo tentativo disperato non è servito e l’anziana signora è stata finita almeno con tre coltellate, quella mortale sferrata alla gola, le altre sul petto. Il marito 83enne è stato ucciso con almeno 8 fendenti. Perché tanta furia? Si ipotizza che il killer sia stato riconosciuto da una o da entrambe le vittime e per questo abbia infierito sui loro corpi. Intorno alle ore 6 un altro cacciatore era passato nella zona di contrada Fonte Ianni, senza notare però nulla di strano; per questo motivo si restringe il range in cui collocare l’ora della morte, stimata dal medico legale Antonio Tombolini tra le 5 e le 8 del mattino.

omicidio-montelupone-nuova“CI SONO I LADRI” – I presunti responsabili del delitto, dunque, sono residenti in zona, come ipotizzato inizialmente dagli inquirenti. Ma il colpo non sarebbe stato preparato in modo accurato, perché intorno alle 4.30 del mattino il marocchino avrebbe suonato in una casa vicina a quella di Marconi, dicendo di voler entrare per controllare la situazione, in quanto era stata effettuata una rapina poco prima. I proprietari, però, non hanno abboccato ed hanno chiesto all’uomo di andarsene, nonostante le sue insistenze. Sembrerebbe proprio che l’autore di questo tentativo fosse il marocchino, che si è poi allontanato a bordo del suo scooter di colore bordeaux. E’ probabile che la casa successiva ad essere stata visitata fosse quella dei coniugi uccisi: Paolo Marconi ed Ada Cerquetti, secondo il loro vicino e confinante Orlando Stortini, erano “persone riservate ma disponibilissime, più che squisite”. E’ possibile dunque che abbiano aperto ad una persona conosciuta, o che si è presentata come bisognosa d’aiuto. Non sono stati infatti trovati segni d’effrazione nell’ingresso della loro abitazione, in cui era presente il cane dei due coniugi, legato con una catena.

 

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La camicia insanguinata trovata davanti all’abitazione del marocchino, sotto a un tronco

L’ORRORE E GLI ERRORI – Quella domenica mattina Ada sarebbe dovuta andare insieme al marito nella vicina Potenza Picena, dove vive la sorella, per partecipare alla festa del grappolo d’oro. Il loro destino si è invece compiuto in un modo che nessuno avrebbe potuto immaginare. I presunti carnefici, però, hanno commesso una serie di errori e maldestri tentativi di coprirli che hanno messo subito i carabinieri sulla buona strada. Ed è proprio la strada polverosa che da contrada Fonte Ianni conduce al bivio asfaltato di contrada Molino il filo che i militari seguono dopo aver raccolto impronte e rilevato tracce. Chi ha ucciso i due anziani coniugi ha provato ad appiccare un rogo per distruggere gli indizi, o forse per depistare le indagini: ma il principio d’incendio si è spento da solo, e le tracce di scarpe e di pneumatici non sono state cancellate nemmeno dalla pioggia che nella notte ha bagnato ad intermittenza le campagne del Maceratese. Sul terreno il segno del passaggio di uno scooter, come quello ritrovato in contrada Molino. Il mezzo sarebbe usato dal marocchino per i suoi spostamenti più frequentemente della vecchia station wagon grigia, ferma ormai da settimane nel cortile della casa perquisita dai carabinieri, e che a volte il 40enne aggiustava e rimetteva in moto. Pare che anche alcune telecamere delle aziende vicine (contrada Molino è nella zona industriale di Montelupone) abbiano registrato gli spostamenti dei presunti assassini.

IL RITROVAMENTO– Testimonianze, riscontri dalle analisi dei reparti scientifici e un territorio battuto palmo a palmo da decine di carabinieri. Poco dopo le ore 16, dall’incavo di un tronco abbattuto e adagiato orizzontalmente sul terreno, i militari rinvengono un indumento di colore bianco macchiato di sangue. Le ricerche proseguono, si controllano i fossi, si scava a mani nude la

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Il ritrovamento dell’arma

terra arata dei campi vicini. Poco dopo alcuni uomini trovano un coltello, cercato per ore anche con l’utilizzo di due metal detector. Potrebbe essere compatibile con l’arma del delitto, anche se per la conferma è necessario attendere i riscontri delle analisi scientifiche. Nella minuscola contrada Molino, che si trova nella frazione monteluponese di Torrione, i residenti vengono ascoltati uno ad uno dai carabinieri. Qui vivono infatti  famiglie straniere che potrebbero avere un ruolo di complicità con i presunti assassini. Ormai sembra solo una questione di tempo perché gli elementi che compongono questa tragica storia, una rapina finita male, tornino al loro posto.

LE REAZIONI – Il sindaco di Montelupone, Giuseppe Ripani, è  allibito al pari dei suoi concittadini: “Un’efferatezza inaudita, mai vista da queste parti” ha dichiarato, commentando il duplice omicidio “Il paese è sotto choc, il dolore per i familiari di due persone stimatissime, conosciute a apprezzate da tutti”. Il movimento dell’ultradestra Forza Nuova ha diffuso una nota stampa chiedendo rastrellamenti ed espulsioni di massa, ed ha organizzato un corteo previsto per il prossimo 6 ottobre a Macerata, al fine di chiedere più sicurezza per i cittadini.

(foto Cronache Maceratesi, vietata la riproduzione)

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Il coltello trovato dai carabinieri nel giardino della casa. Dovrebbe essere l’arma del delitto

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Sul posto Domenico Candelli, capitano della compagnia Carabinieri di Civitanova

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