ERGASTOLO ALILI
La figlia dei coniugi uccisi:
“E’ stata fatta un po’ di giustizia”

DUPLICE OMICIDIO DI MONTELUPONE - Orietta Marconi interviene in seguito alla sentenza emessa ieri dal tribunale di Macerata: "Dopo i funerali le istituzioni non si sono fatte più vedere"

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montelupone ada e paolo

Le vittime Ada e Paolo Marconi, sullo sfondo la casa dove abitavano

di Gianluca Ginella

“La condanna all’ergastolo mi sembra giusta. E’ stata fatta un po’ di giustizia in terra. Alili deve scontare per i suoi peccati”. A dirlo è Orietta Marconi, una delle figlie dei coniugi uccisi a Montelupone dal macedone Abdul Alili, il muratore 29enne condannato ieri al carcere a vita dal tribunale di Macerata. Orietta ha voluto fare un po’ di chiarezza anche sulla vicenda del maxi risarcimento (leggi l’articolo) deciso dal giudice Enrico Zampetti, nel sentenziare la condanna all’ergastolo per Alili (500mila euro a testa alle figlie e 180mila euro a testa per i 4 nipoti). Su questo punto, dice “sono rimasta malissimo perché si è parlato del risarcimento danni, sappiamo che non verremo mai risarciti, ma la gente, leggendo certe cose, pensa che otterremo tutti quei soldi. Ma non avverrà. Invece continuiamo ad avere spese. Mentre a chi uccide e non ha niente viene anche pagato l’avvocato”. Orietta dice che con la sentenza all’ergastolo per Alili “almeno c’è un po’ di giustizia. Mi ritrovo senza mia madre e senza mio padre e con due bambini da crescere”.

abdul alili montelupone ergastolo 5

Abdul Alili ieri all’uscita del tribunale

Ed è un grande dolore quello che si sente nella sua voce quando ricorda che per il gesto di Alili: “Non c’è una spiegazione. Ha ammazzato due persone a sangue freddo senza un perché apparente. Viene da dire: che uomo sei? Non riesco a dire niente ad Alili, non riesco a immaginarmelo, lui deve espiare per quello che ha fatto, non deve rendere conto a me. Io la mattina mi sveglio e mia madre e mio padre non li ho più. Così non mi vengono le parole da dire a questa persona”. Poi aggiunge che quanto accaduto “sembra un film di fantascienza, quei reality che si vedono in televisione. Simili gesti sono le conseguenze di una informazione troppo basata sulla violenza. Secondo me la gente travisa la realtà con la fantasia e combina cose così efferate”.

A distanza di quasi nove mesi dal duplice omicidio, “Noi cerchiamo di vivere in tranquillità, cerchiamo di vivere serenamente, non è facile. Viviamo in una realtà dove c’è tanta indifferenza – continua Orietta –. Il giorno dei funerali le istituzioni erano tutte lì. Ma poi tutto è volato via come se non fosse successo niente, ci ritroviamo con la casa dei miei distrutta all’interno.

Paolo Carnevali, avvocato di Orietta Marconi

Paolo Carnevali, avvocato di Orietta Marconi

Nessuno si è fatto più vedere”. Difficile anche la vita in un piccolo centro dove i figli di Alili “prendono il pulmino della scuola con mio figlio che ha 10 anni. Cerco di parlargli. Di fargli capire”. Anche il marito di Orietta, Gianni Severini, oggi ha detto alcune parole. “Anche Alili ha dei figli, ha tre bambini e per questo mi rattrista a pensare che non esce più – dice Severini –. Sono umano. Non per lui, ma perché ha tre bambini e non hanno più un padre. Un’ora di pazzia ha rovinato tutto, a noi e a lui. Lui può dire quello che vuole, può parlare di altre persone ma per me il colpevole è lui, almeno secondo le indagini. Dopo può dire quello che vuole”.

 

Domenico Biasco, l'avvocato di Abdul Alili

Domenico Biasco, l’avvocato di Abdul Alili

La sentenza di condanna all’ergastolo per il muratore macedone Abdul Alili, per gli omicidi dei coniugi Paolo Marconi, 83 anni e Ada Cerquetti, 73, è arrivata poco dopo le 17 di ieri. Il suo legale, l’avvocato Domenico Biasco, ha già annunciato farà appello, ritenendo che le indagini siano state incomplete. Alili uccise i due coniugi tra le 4.20 e le 5.30 del mattino del 30 settembre scorso. Li massacrò con 38 coltellate dopo averli attirati fuori dalla loro casa in contrada Fonte Ianni, a Montelupone. Al processo la figlia dei coniugi Orietta era parte civile assistita dall’avvocato Paolo Carnevali. L’altra figlia Aldesina era assistita dagli avvocati Maria Psalidi e Giuliano Stracci.

 

 


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