“L’Ateneo gode di ottima salute”
Unimc tranquillizza la Cgil

In una nota le risposte alle sollecitazioni dei rappresentanti sindacali e del segretario provinciale Aldo Benfatto

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Il rettore Luigi Lacchè

L’Università di Macerata risponde nel merito alle critiche mosse dalla Cgil nel corso di una conferenza stampa (leggi l’articolo)alla quale ha preso parte anche il segretario Aldo Benfatto che ha chiesto alla governance un rapporto più stretto con i rappresentanti sindacali.

«L’Università di Macerata è sempre pronta al dialogo  – si legge in una nota – con i sindacati e i propri dipendenti, nell’ottica di tutela primaria degli interessi degli studenti, che in questi giorni affollano le segreterie, un segnale ulteriore del buono stato di salute dell’Ateneo. Per questo l’Amministrazione dell’Ateneo sente la necessità di tranquillizzare circa le questioni sollevate dalla Cgil in sede di conferenza stampa e riportate dagli organi di informazione.

Per quanto riguarda il Diploma supplement – una certificazione integrativa della laurea che rende trasparente le qualifiche accademiche e professionali anche all’estero – l’Ateneo è nella fase finale del progetto: il Centro linguistico interno ha completato la traduzione di ben 10.621 insegnamenti, che ora dovranno essere allineati all’interno del sistema informatico, un procedimento complesso e molto delicato. In caso di necessità, gli interessati possono comunque, come sempre, richiedere la traduzione del proprio diploma di laurea valevole per l’estero.
I certificati richiesti dagli iscritti e dai laureati vengono regolarmente rilasciati dalle Segreterie Studenti.
I servizi informatici sono in costante miglioramento: lo dimostra la realizzazione del nuovo sito e la progressiva totale informatizzazione delle procedure, dall’iscrizione al libretto universitario on line.
Già lo scorso giugno, l’Ateneo ha riconosciuto gli arretrati e l’adeguamento retributivo a ricercatori e docenti per un totale di circa 600 mila euro. Per quanto riguarda il riconoscimento ai fini della carriera degli assegni di ricerca, si rileva che la questione è ancora controversa e l’Ateneo stesso è in attesa di un pronunciamento definitivo da parte degli organi competenti.
Relativamente ai buoni pasto, l’Università ha semplicemente scelto di non applicare pedissequamente la norma di riduzione degli stessi a 7 euro, ma sta ricercando la soluzione più idonea proprio con il coinvolgimento diretto del personale.»


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