La privacy tra i banchi

Ventesima puntata della rubrica dedicata al mondo della scuola

- caricamento letture


grande-quaderno

di Maria Luisa Lasca

Il Grande Quaderno evidenzia una tematica spesso tenuta sottotraccia, che in realtà talora mette in crisi chi organizza le attività didattiche e rende vigili i genitori. Si tratta dell’equilibrio da ricercare, in ambito scolastico, tra due opposte esigenze, il principio della trasparenza e quello della riservatezza, ambedue sanciti dall’ordinamento giuridico. In Italia la cultura della privacy,  consolidata nei paesi anglosassoni, si è affermata lentamente e tardivamente. Con la legge 675/96 per la prima volta sono state dettate disposizioni organiche sulla privacy. Attraverso modifiche e integrazioni in atti normativi emanati a seguito si è giunti al Decreto legislativo 196/03, il Codice in materia di protezione dei dati personali che, entrato in vigore il 1 gennaio 2004, abrogando la precedente legge 675/96, costituisce attualmente il Testo Unico vigente sulla privacy. Il Garante per la protezione dei dati personali è un organo collegiale, composto da quattro membri eletti dal Parlamento, i quali rimangono in carica per un mandato di sette anni non rinnovabili. Si tratta di un’autorità amministrativa indipendente, complessa nella sua organizzazione, articolata in dipartimenti e servizi. I compiti del Garante sono definiti dal Codice della privacy e da altri fonti normative nazionali e comunitarie. Il Garante si occupa di tutti gli ambiti, pubblici e privati, nei quali occorre assicurare il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti delle persone connessi all’utilizzo delle informazioni personali.

 

PRIVACYNell’imminenza dell’inizio delle lezioni del corrente anno scolastico, il Garante per la privacy e la protezione dei dati personali, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, ha ritenuto utile fornire a professori, genitori e studenti alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy. La protezione dei dati personali (quelli che identificano una persona e quant’altro può servire a rendere riconoscibile qualcuno) e sensibili (quelli che rivelano qualcosa di  più, cosa pensa una persona in materia di religione, politica, sindacale, come sta in salute, e altro) è garantita attraverso misure di sicurezza riferite alle varie situazioni rinvenibili nel contesto scolastico. Il Garante lo ha fatto con il comunicato stampa del 6 settembre: La privacy a scuola. Dal tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare. L’opuscolo è rinvenibile sul sito, di recente rinnovato e assai curato nella sua articolazione (www.garanteprivacy.it). Se le scuole non hanno avuto modo di consegnarne copia ai genitori, è opportuno che gli stessi ne prendano comunque visione.

Gli organi di stampa hanno dato rilievo al documento, chiamandolo decalogo per la privacy. Effettivamente il testo si presenta come un decalogo da rispettare per non violare la sfera privata degli alunni, degli insegnanti e dei genitori. In esso sono affrontati i vari aspetti della vita scolastica come  temi in classe,  gite scolastiche, uso di cellulari e tablet, rette e servizi mensa, telecamere, inserimento professionale, questionari,  registri online, voti e scrutini, trattamento dei dati personali. Il documento per la privacy nella scuola è corretto e condivisibile, riflettendo le regole del vivere civile e del buon senso. Impressiona tuttavia il fatto che sia oggi necessario ribadire norme elementari sulle relazioni e  il rispetto  tra  le persone, come se sia sempre in agguato il pericolo di disguidi e violazioni.

garante_privacyIl Grande Quaderno ha sempre creduto nel valore dell’adulto, del minore, del docente e di chi apprende. Sa che le risorse non si sommano, ma si moltiplicano (si pensi per un attimo alle dinamiche in classe, tra docente e alunni e tra gli alunni stessi o alle grandi opportunità in un gruppo di docenti o docenti e genitori, che progettano insieme per gli studenti). Perciò ben vengano istruzioni per il rispetto delle persone, anche se alla fine ciò che farà la differenza sarà l’atteggiamento, la sostanza oltre la forma. Di ciò si ricorderanno gli studenti, anche dopo decenni di uscita dalla scuola, ripensando allo sguardo del docente che li ha seguiti nel modo giusto.

 Esaminiamo le indicazioni date per i temi in classe. Scrive il Garante: Non lede la privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell’insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l’equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati. A questo proposito, risulta che gli insegnanti, a partire dalla scuola dell’infanzia e  primaria,  facciano anche di più. Evitano di toccare argomenti che possano urtare la sensibilità del bambino che sanno trovarsi in particolare condizione psico-affettiva, ricercando le modalità giuste affinché le esigenze didattiche non abbiano mai a pesare sull’equilibrio di  ragazzi in crescita.

SCUOLARelativamente a retta e servizio mensa, scrive il Garante: E’ illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull’accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate. Su questo aspetto ci sono osservazioni da fare. Dentro il servizio mensa si ripropongono varie situazioni: alunni che non possono consumare determinati pasti, per intolleranze alimentari e malattie più gravi, o per tradizioni culturali-religiose; alunni i cui genitori sono esonerati dal pagamento della mensa, per condizioni economiche particolari; alunni i cui genitori non versano la quota dovuta e i cui figli non debbono risentire di ciò. La mensa è il momento e il luogo in cui si toccano con mano le differenze che fanno parte della privatezza delle persone e che sono sacre. A meno che non siano gli studenti stessi a volersi sentire tutti uguali, ognuno con le proprie differenze, superando la regola della privacy a favore della regola della comunicazione, in cui si scopre che ognuno è diverso a modo suo, e tutti sono uguali, nelle differenze. Come la somma di informazioni non fa la conoscenza, né tantomeno la cultura, non sarà la somma delle diversità di una persona a definirla, ma le caratteristiche ne faranno la specificità da  rispettare e  amare.

La distanza di cortesia, a tutela dell’altrui privacy, non si realizza, a scuola, con righe sul pavimento da non oltrepassare, come avviene in prossimità degli sportelli di pubblici uffici. L’equilibrio fra  informazione e riservatezza, ognuna delle due tendenzialmente esclusiva dell’altra, in ambito scolastico, si colora di attenzione, civiltà, buon senso. L’essere adulto o il minore possiedono caratteristiche che possono evidenziare o tenere riservate, a seconda del carattere e degli obiettivi che vogliono raggiungere. Dovrebbero essere le persone, in ultima  istanza, a decidere, con il loro stile di vita, quale uso fare del diritto alla  privacy e quale parte svelare o celare del proprio mondo personale e interiore.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X