Macerata provincia politica di Fermo
La “crisi” di maggioranza affidata
a Calcinaro, Lucentini e Putzu
PERDITA D'IDENTITA' - Il capoluogo sconta l'assenza di rappresentanti in Regione e subisce le decisioni di chi arriva da fuori. Con il rimpasto in Giunta (Pantana per Piccioni) si è siglata una tregua fragile che sarà subito messa alla prova dal delicato dossier sul centro commerciale Simonetti. Sul fronte delle nomine è annunciato a breve l’arrivo di un Capo di gabinetto: Parcaroli sembra intenzionato a rivolgersi a un fedelissimo

Mauro Lucentini, Andrea Putzu e Paolo Calcinaro
di Luca Patrassi
Di chi è la colpa? Di quelli di prima, ovviamente. La perdita di identità politica del capoluogo, dallo scorso anno per la prima volta senza un solo rappresentante nel Consiglio regionale, ha radici profonde che continuano a fare frutti “esteri”. L’altroieri ci sono state alcune riunioni in serie tra i partiti del centrodestra per cercare di risolvere la grana apertasi con la prevaricazione della Lega che aveva ottenuto tre assessorati (pur avendo già il sindaco) chiudendo di fatto la porta in faccia a Udc e Noi Moderati che insieme fanno il 5,5% dei voti espressi al primo turno.

I leghisti Luca Buldorini e Mauro Lucentini durante il Consiglio comunale di lunedì
Chi ha curato la ritessitura della trama per il centrodestra? Mauro Lucentini da Montegranaro, commissario provinciale della Lega maceratese, autore di battute altisonanti (per esempio la questione delle deleghe che non sarebbero state assegnate in Provincia, fatto poi smentito dal presidente Gentilucci), il referente regionale dei Marchigiani per Acquaroli e assessore regionale alla sanità Paolo Calcinaro (da Fermo) e Andrea Putzu da Porto Sant’Elpidio, capogruppo regionale di Fratelli d’Italia. Poi c’erano il settempedano Tarcisio Antognozzi, segretario provinciale dell’Udc e Maika Gabelleri (Civitanova) segretaria provincia di Noi Moderati. Completano il quadro degli addetti al lavori politici di Macerata l’ex commissario elettorale Lega e consigliere regionale Renzo Marinelli da Castelraimondo, il segretario provinciale di Fdi Massimo Belvederesi (da Civitanova), i consiglieri regionale di Fdi Pierpaolo Borroni (Civitanova) e Mirco Braconi (Potenza Picena), il segretario provinciale e presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui (da Camerino). Se fosse sfuggito qualcuno, è pregato di farsi avanti e segnalarlo.

Il sindaco Sandro Parcaroli con i suoi assessori ieri in aula
Ovviamente la colpa è di chi c’era prima e ha dato l’esempio. Pare di ricordare infatti che il primo esempio di candidato paracadutato da Roma alle politiche sia stato un esponente nazionale dei Verdi che di Macerata probabilmente sapeva soltanto che era una ridente cittadina delle Marche. Oggi Macerata sembra una periferia politica di Fermo che, liberatasi di Ascoli, esporta i suoi più illustri rappresentanti nel silenzio tombale delle segreterie politiche cittadine ed anche del sindaco Sandro Parcaroli (lui residente a Crispiero di Castelraimondo) che subisce la situazione salvo minacciare le dimissioni quando il carico diventa insostenibile.
Ora la maggioranza di centrodestra ha superato, con grande fatica, lo scoglio dell’elezione del presidente del Consiglio comunale concedendo il bis all’esponente della lista dei Maceratesi per Parcaroli Francesco Luciani ma le crepe si sono manifestate in diversi partiti dove già l’ordine di arrivo degli eletti è risultato un chiaro segnale della difficoltà ad imporre una linea condivisa: ordine quasi sparso per la gioia di chi è parso impegnato esclusivamente nella ricerca di assessorati.

Deborah Pantana, Francesco Luciani e Marco Caldarelli durante il Consiglio di ieri
Si tratta di vedere se tiene la tregua armata siglata con l’ingresso di Deborah Pantana (Noi Moderati-Civici Marche) e la repentina fuoriuscita di Oriana Piccioni (Lega) e con la promessa della presidenza dell’Apm all’Udc per Marco Caldarelli. Uno dei prossimi appuntamenti a breve sarà la questione del centro commerciale Simonetti: altro giro, altra corsa ai voti. Cinque anni da vivere in tensione, almeno così sembra. Sul fronte delle nomine è annunciato l’arrivo di un Capo di gabinetto e il sindaco Sandro Parcaroli sembra intenzionato a rivolgersi a un fedelissimo. Riserbo assoluto sulla sua identità, la speranza è che sia di Macerata. Almeno uno.






































Chissà perché sono quasi sicuro che il capo di gabinetto sarà maceratese ma della provincia.
Il capo di gabinetto, figura fino ad ora assente nel Comune di Macerata, viene senza compenso oppure….
L’altro ieri commentando un articolo, avevo scritto scherzosamente che sarebbe stato facile dire Macerata ai maceratesi e sono stato, altrettanto ironicamente “rimbrottato” per aver fatto riferimento alla cd prima repubblica ed ai politici con la “P” maiuscola. Chiaramente la cd prima repubblica e gli allora politici, non sono stati scevri da errori, ma vanno riconosciute le conquiste sociali, grazie alle leggi favorevoli degli allora Governi, con il tacito assenso del maggior partito di opposizione. Non muovo critiche alla politica attuale, dico solo che ci sono stati momenti, in cui Macerata con i propri rappresentanti della DC-PCI-AN in Parlamento sono stati promotori di leggi importanti e significative. Ne mi si può dire di esser di parte, perchè ho sempre votato per il PSI e tra l’altro, ricordo che ha Macerata, nell’Amministrazione Comunale, avevamo rappresentanti di prim’ordine. Quindi è tutta la politica provinciale che si deve interrogare sul perchè Macerata non ha rappresentanti.