Il richiamo della giunta:
se il consigliere resta a 32 euro,
l’assessore ha uno stipendio da 5.700
MACERATA - Il sindaco Parcaroli sfiora i 10mila euro al mese, la vice D'Alessandro si attesta sui 7.200, anche l'indennità del presidente Luciani supera i 5mila. L'esultanza dei colleghi per la sua elezione e di Deborah Pantana per l'ingresso nell'esecutivo al posto di Oriana Piccioni. Il Pd gioisce per la vice presidenza, rischio nuove elezioni per ora scongiurato

La Giunta Parcaroli schierata lunedì in Consiglio
di Marco Pagliariccio
«Spirito di servizio», «bene dei cittadini», «senso di responsabilità». Ma anche soldi e neanche pochi. Dietro al duello rusticano per spuntare un posto nella nuova giunta Parcaroli non c’è solo la genuina volontà di amministrare al meglio la cosa pubblica, che sicuramente è il motore propulsivo di chi decide di candidarsi. Ma anche compensi che non danno certo problemi per far tornare i conti alla fine del mese.

Il sindaco Sandro Parcaroli durante il Consiglio di ieri pomeriggio
La legge di bilancio licenziata da Mario Draghi a fine 2021 e diventata pienamente operativa dal 2024 ha impennato i compensi per sindaci e assessori a tutti i livelli, compresa per la fascia in cui rientra Macerata, ovvero quella dei capoluoghi di provincia compresi tra 30mila e 50mila abitanti, ancorandola in percentuale ai compensi dei presidenti di Regione. Con aumenti che, nel giro di tre anni, hanno toccato il 160%.

A sinistra Deborah Pantana, che è passata da consigliera ad assessora; a destra Oriana Piccioni, che le ha fatto posto in giunta
Sandro Parcaroli, ad esempio, nel 2021 portava a casa 3.718,49 euro al mese (tutte le cifre sono lorde) che dal 2024 sono diventati 9.660 euro, ovvero il 70% di quanto guadagna il governatore Francesco Acquaroli. La vice Francesca D’Alessandro, che nel 2021 incassava 2.788,87 euro al mese, ora ne porta a casa ben 7.245 euro. Un assessore o il presidente del Consiglio comunale, che nel 2021 metteva in tasca 2.231,09 euro al mese, ora ne incassa 5.796. Queste cifre vanno dimezzate nel caso sindaco, assessore o presidente del Consiglio comunale siano lavoratori dipendenti e non decidano di licenziarsi o mettersi in aspettativa.
Invariati invece, e distanti anni luce dai compensi di cui sopra, i gettoni di presenza dei consiglieri comunali, che prendono 32,53 euro a seduta, con un massimo introitabile di 1.552,50 euro. Ma considerando che in un Comune come Macerata le sedute non sono mai più di un paio al mese di media, è ben comprensibile quanto la differenza (anche nell’impegno richiesto, ovviamente) sia drasticamente diverso nel salto dall’uno all’altro ruolo.
LA GIUNTA – Ci sono volute cinque votazioni e un rimpasto in Giunta (dentro Deborah Pantana per Noi Moderati e fuori Oriana Piccioni della Lega) per accontentare la maggioranza ed eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio comunale. Una maggioranza partita zoppa che ieri ha esultato all’elezione del presidente come alla vittoria delle elezioni. Basti vedere i commenti social degli assessori forzisti Riccardo Sacchi e Barbara Antolini che parlano addirittura di «Ottimo banco di prova per il centrodestra» ai messaggi di congratulazioni a Luciani postati da Andrea Marchiori e Pierfrancesco Tasso. Fuori dalla Giunta (ma neanche tanto) l’esultanza del leghista Luca Buldorini: «Una squadra compatta, fantastica. Un’Amministrazione pronta a governare. Una Lega che si conferma la seconda forza della coalizione e che, con responsabilità e determinazione, ha contribuito alla riconferma di Sandro Parcaroli».
Deborah Pantana dopo la firma della nomina ad assessore all’Ambiente ha ringraziato anche la Lega, il commissario Lucentini in primis, dopo le pesanti accuse dei giorni scorsi. Ha esultato anche il Pd per l’elezione della segretaria cittadina Ninfa Contigiani vice presidente del Consiglio comunale, tirando un sospiro di sollievo perché per ora il rischio commissariamento e di tornare al voto tra un anno è scongiurato.

Giovedì scorso la presentazione della Giunta a Palazzo Buonaccorsi, ieri il rimpasto: fuori Oriana Piccioni (Lega) dentro Deborah Pantana (Noi Moderati)
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La nuova Giunta Parcaroli composta da nove assessori (di cui ben 5 avvocati) che non sono certo pochi per una città di 42mila abitanti:
Vicesindaca Francesca D’Alessandro (Fratelli d’Italia), insegnante di ruolo, assessore alle Politiche sociali e alle Pari opportunità.
Barbara Antolini (Forza Italia) avvocato, assessore al Bilancio e alle Partecipate.
Lorella Benedetti (Fratelli d’Italia), funzionario dell’Agenzia delle Entrate, assessore alla Cultura e all’Istruzione.
Andrea Marchiori (Parcaroli sindaco – Lega), avvocato, assessore ai Lavori pubblici.
Deborah Pantana (Macerata Unica-Noi Moderati), avvocato, assessore all’Ambiente.
Paolo Renna (Fratelli d’Italia), dipendente del Cosmari, assessore alla Sicurezza e alla Polizia locale.
Riccardo Sacchi (Forza Italia), avvocato, assessore al Turismo e allo Sport.
Pierfrancesco Tasso (Fratelli d’Italia) avvocato, assessore ai Servizi amministrativi, Politiche giovanili e Famiglia.
Giuseppe Romano (Parcaroli sindaco Lega), commerciante, assessore al Commercio.
Curiosamente il sindaco Sandro Parcaroli ha tenuto per lui la delega all’Urbanistica.
Dopo la batosta, nessuna autocritica: la lezione delle urne che il Pd non ascolta








































Senza tema di essere considerato populista va detto che questi compensi sono fuori luogo per Amministratori di un capoluogo di provincia di 40 mila abitanti .
Gli stipendi degli italiani e le pensioni sono tra i più bassi d’Europa non si può dire la stessa cosa dei nostri politici.
La domanda è se quegli stipendi se li meritano.
Le precedenti giunte di centro sinistra che percepivano compensi molto inferiori a questi, tagliarono comunque le loro indennità , complessivamente del 15%.Sarebbe bene che questa Giunta ,composta tra l’altro da un assessore in più delle precedenti, seguisse l’esempio….
Certo che pensare a chi è stato eletto e a quali stipendi percepiranno fa un po’ “storcere il naso” (ndr ultima frase naturalmente eufemistica.. avrei voluto scrivere il mio VERO pensiero, ma CM non avrebbe pubblicato il commento)
Per il sig. Florentino. Scandaloso non è l’emolumento in sé, ma il valore dell’attività esercitata dall’eletto dato l’emolumento percepito.