L’ultimo scatto per la pizza insieme,
poi il delitto nella mansarda.
Isabella Di Mattia davanti al giudice

CIVITANOVA - La 33enne è accusata di omicidio volontario, aggravato dalla relazione sentimentale. Domani la convalida del fermo al tribunale di Macerata. Poi la procura disporrà l'autopsia sul corpo di Marco Pennesi. Numerose tracce di sangue sulle scale della palazzina di via Matteotti (VIDEO)

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Omicidio Pennesi, il luogo del delitto
isabella di mattia marco pennesi cm

Marco Pennesi e Isabella Di Mattia

di Alessandro Luzi (foto e video di Alessandro Panichelli)

«Hanno ordinato due pizze. Marco era contento e ha voluto che scattassi una foto a entrambi con il suo cellulare. Era una persona di cuore». E’ l’ultimo ricordo di Marco Pennesi, 62 anni, e Isabella Di Mattia, 33, raccontato dal titolare del ristorante Hook di Civitanova Mario Malaccari. Il giorno dopo l’omicidio di Pennesi, trovato morto in un’abitazione di via Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova. Fermata la compagna, originaria di Teramo, che domani è attesa al tribunale di Macerata per la convalida. 

La donna è accusata di omicidio volontario, aggravato dalla relazione sentimentale. Domani è previsto anche il conferimento dell’incarico per l’autopsia sul corpo del 62enne che si trova all’obitorio di Civitanova.

montaggio marco pennesi isabella di mattia

L’uomo è stato trovato morto mercoledì sera, intorno alle 19, nella mansarda della sua casa di via Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova. A scoprire Pennesi disteso a terra in camera da letto, in un lago di sangue il cugino, arrivato a controllare perché qualcuno aveva sentito delle urla provenire proprio dall’abitazione al civico 272. Così sul posto sono arrivati a sirene spiegate polizia, 118 e carabinieri. Ancora oggi dentro casa ci sono macchie di sangue sparse sulle le scale e arrivavano fino al pianerottolo della mansarda. Il sangue lambisce anche le pareti delle scale e la porta d’ingresso, dove all’interno si trovava il corpo del 62enne. Lì dentro c’era anche la compagna, Di Mattia. Da quanto emerge, dopo il ferimento erano entrambi usciti dall’abitazione per poi rientrare. Le indagini si sono subito concentrate su di lei come principale sospettata dell’omicidio. Una coppia che secondo gli inquirenti era conosciuta per frequenti contrasti e che gli stessi inquirenti ritengono possano essere conseguenti all’abuso di alcol e stupefacenti.

omicidio marco pennesi civitanova (10)

La donna è stata caricata in una volante della polizia in uno stato di semicoscienza. Per gli inquirenti l’omicidio è avvenuto tra le 14 e le 15,30. Secondo una prima ricostruzione, la morte del 62enne sarebbe causata da un dissanguamento per una coltellata ad un braccio e due colpi sferrati con un corpo contundente alla testa. È stato sequestrato un manubrio da palestra.

Alle 22,30 la donna è stata portata in commissariato e nel corso della notte è stata sentita dagli inquirenti. Un interrogatorio lungo circa 4 ore, dall’una di notte fino alle 5 del mattino, dove la 33enne ha ammesso di aver ucciso il compagno e poi è stata portata nel carcere di Pesaro. La donna, difesa dall’avvocato Massimo Pistelli, nel corso dell’interrogatorio ha definito Pennesi «geloso, non voleva che uscissi, ho preso il coltello in un momento di distrazione e l’ho colpito a un braccio, poi gli ho avvolto intorno un panno e gli ho chiesto se voleva che chiamassi i soccorsi ma non ha voluto». Di Mattia ha detto anche che dopo aver ferito Pennesi ha fumato crack.

omicidio marco pennesi porta mansarda

Nel corso dell’interrogatorio la 33enne ha negato di aver colpito il 62enne alla testa e che si era difesa. Ha anche raccontato che il coltello a serramanico, che è stato trovato, insanguinato nella sua borsetta, ce lo aveva Pennesi. Secondo la versione della donna, lei aveva trovato il coltello poggiato nella camera da letto. La ragazza l’aveva preso in un momento in cui il 62enne era distratto. Il legale della donna spiega: «Lei ha detto di aver preso il coltello – dice l’avvocato Pistelli – e di aver colpito al braccio Pennesi, poi gli ha chiesto se doveva chiamare i soccorsi e lui non ha voluto. Poi si è messa a pulire le scale per più di un’ora. Quando è rientrata ha chiamato la polizia».

A notare la 33enne pulire le scale, secondo quanto raccontato da un dipendente del ristorante Hook, un uomo che vive in quella casa e stava uscendo poco prima delle 16 per andare a lavoro. «Quando è venuto qui – racconta il titolare del locale, Mario Malaccari – mi ha detto di aver visto Isabella che stava pulendo le scale sporche di sangue e un coltello. Gli ha detto di stare zitto. Io ho chiamato subito Marco al cellulare, mi ha risposto lei dicendomi che era andato al Pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Alta. Mi ha chiesto di prestarle 100 euro ma ho rifiutato. Martedì sera erano venuti tutti e due a cena qui. Hanno ordinato due pizze. Marco era contento e ha voluto che scattassi una foto a entrambi con il suo cellulare. Era una persona di cuore».

marco pennesi

Così viene definito Marco Pennesi da chi lo conosceva. A partire dal suo amico fraterno Roberto Angelini: «Era buono e voleva salvare questa ragazza che è stata in carcere a Modena. Andava a trovarla una volta a settimana. Marco mi chiedeva di inviarle i soldi in carcere per suo conto perché lui non aveva il conto corrente bancario. Le ho girato i soldi per qualche mese, fino a quando non è uscita». Ed ha definito la coppia «turbolenta. Stavano insieme da qualche anno, dopo la pandemia, però litigavano spesso. Da quando l’ha conosciuta Marco è peggiorato, era più nervoso. Lei stava con lui per un po’, dopo qualche giorno andava via, poi ritornava. Lui ci rimaneva male di questi atteggiamenti».

Marco Pennesi, soprannominato Marcozzi, amava il calcio ed era tifosissimo della Roma. A fine anni Ottanta era nella rosa della Primavera del Pescara Calcio quando era in serie A. Tra il 1982 e il 1984 il 62enne ha fatto parte del settore giovanile con la Civitanovese con alcune presenze in prima squadra, quando gli allenatori erano Osvaldo Jaconi e Lallo Giulietti. Pennesi ha lavorato per tanti anni come vongolaro al porto di Civitanova, dove era molto conosciuto. Per qualche stagione ha fatto il bagnino.

omicidio marco pennesi civitanova (4)

Il 62enne, stando a quanto riferito dagli amici, ha iniziato a frequentarsi con Di Mattia. La ragazza, che ha un figlio che vive a Teramo con la nonna, era arrivata a Civitanova il 30 giugno. Il suo legale ha raccontato che la relazione «si era interrotta da parecchio, da prima che andasse in carcere per un definitivo. Poi era uscita, a metà dicembre, ed era andata a Roma dove proprio recentemente le si era aperta la possibilità per un lavoro da barista».
Domani la ragazza comparirà davanti al gip del tribunale di Macerata per la convalida del fermo. Il pm Enrico Riccioni domani conferirà l’incarico per svolgere l’autopsia, esame che avverrà nei prossimi giorni.


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