«Continueremo a cercarti nelle cose belle»
Le parole per Nico, Dani e Gio
che hanno commosso lo stadio (I video)
I FUNERALI ALL'HELVIA RECINA - Le voci di familiari e amici. Ludovica, la sorella di Daniele: «Non ho solo perso un fratello, ma il mio primo amore, il mio primo migliore amico, la mia unica certezza». I compagni di squadra di Nicolas: «Ogni volta che scenderemo in campo sarai con noi». Giorgio ricordato per la sua spensieratezza e il suo umorismo. Il sindaco Parcaroli: «Eravate e resterete la migliore gioventù di Macerata»

Ludovica Francalancia
di Gianluca Ginella (foto Falcioni/De Marco)
Di Nico, Dani e Gio si parla al presente. E oggi parlarne ha fatto piangere e sorridere. Piangere quando la sorella di Daniele Francalancia, Ludovica, ha parlato dei momenti col fratello, ridere, quando un compagno di squadra di Nicolas Calabrese ha raccontato di quella volta che l’hanno visto che cercava il cellulare in auto tra i sedili facendosi luce col cellulare. Ragazzi che erano nel cuore di Macerata e lo resteranno.

Il sindaco Sandro Parcaroli con il papà di Nicolas, Valentino Calabrese
Lo ha detto il sindaco Sandro Parcaroli che per primo ha dato la sua testimonianza al funerale allo stadio Helvia Recina nel corso di un pomeriggio caldissimo. «La città oggi è con voi e con voi rimarrà sempre, Nicolas, Giorgio, Daniele, eravate e resterete la migliore gioventù di Macerata».

Presente allo stadio insieme al governatore Francesco Acquaroli, al presidente della Provincia, Alessandro Gentilucci. C’era anche Paolo Renna che in questi giorni si è impegnato tantissimo per stare accanto alle famiglie e per organizzare il funerale. «Il grazie va detto al comandante Danilo Doria, che si è speso tantissimo» dice Renna.

Ludovica Francalancia
La sorella di Daniele, Ludovica ha fatto uno dei ricordi più toccanti: «Dani, so che è tardi per dirti queste cose. Non ho detto a parole il bene che ti voglio ma spero tu lo abbia percepito da altri gesti. Eri sei e sarai per sempre il mio punto di riferimento. Prima o poi voglio portare una parte di bene che portavi agli altri. Non ho solo perso un fratello, ma il mio primo amore, il mi primo migliore amico, la mia unica certezza.

Giorgio Franceschini, Daniele Francalancia e Nicolas Calabrese
L’unica cosa in cui sempre ho potuto contare eri tu. Il nostro rapporto era unico, avevamo la certezza di poterci raccontare ogni cosa. Noi eravamo sempre pronti ad ascoltarci anche se non ce lo siamo mai detti a parole, sapevamo che potevano contare l’uno sull’altra. So che non ci separiamo. Sei sempre stato il fratello perfetto, non sempre era facile quando litigavamo, e dicevo che volevo cambiassi casa per non vederti più tutti i giorni. Non ho mai creduto in quello che dicevo, neanche una volta.

I familiari
Ora che non posso più svegliarmi vedendoti nel letto di fianco al mio, mangiare davanti a me, starti vicino in un viaggio in macchina, non faccio che rimpiangere tutte quelle volte che ti dicevo quelle parole. Sei il ragazzo più buono e sincero che io conosca, forse non ti meritavamo, ma tu non meritavi tutte le sofferenze che hai dovuto affrontare. Sono la persona più fortunata del mondo per essere stata al tuo fianco, anche se solo per 16 anni».

Un gruppo di amici ha ricordato tutti e tre i ragazzi. «Nel tempo siamo diventati un solo grande gruppo, unito, forte, come una famiglia. Sarete sempre con noi, c’è tanta tristezza ma anche gratitudine di essere stati nella nostra vita. Nonostante le lacrime vogliamo ricordavi con il sorriso, quello stesso che ci avete trasmesso in ogni momento passato insieme».

Il sindaco con Maurizio Francalancia, padre di Daniele
E su Giorgio hanno detto: «Lo ricorderemo per la sua spensieratezza, il suo umorismo e la sua capacità di coinvolgerci in tutto. Avremo sempre in mento ogni tuo outfit, anche quelli più discutibili ma sempre originali e unici».

Ha trovato la forza di ricordare Nicolas una delle cugine. Lo ha fatto parlando in certi momenti con un filo di voce, in altri dopo essere scoppiata a piangere tale era l’affetto e il dolore adesso. Ma una cosa l’ha detta più forte di ogni altra: «tu sei una di quelle luci che non si spengono mai». Ha detto che Nicolas era «un ragazzo bellissimo, per il cuore immenso che avevi. Capace di regalare un sorriso anche nei giorni più difficili. Avevi sempre il sorriso sul viso che ora ci manca immensamente ma continua a vivere nei nostri ricordi. Avevi negli occhi la luce dei sogni». E ancora: «Il legame che ci unisce è più forte di qualsiasi assenza. Grazie per ogni sorriso, per ogni risata condivisa, grazie per la tua bontà e per l’amore che hai portato dovunque sei passato. Continueremo a cercarti nelle cose belle perché tu eri bellezza».

I ragazzi della Vr Macerata
La squadra Vr Macerata dove giocava Nicolas si è presentata sul palco con la divisa arancione. Due settimane fa qui avevano vinto il campionato ed erano stati promossi in Prima categoria. Il vice allenatore Alessandro Bertola: «Ci rialzeremo Nico, saremo forti come lo eri tu nelle partite che contavano. Tu “Cala” eri il sole, il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero». Un compagno di squadra ha fatto tre promesse: «la prima parleremo di te senza usare il tempo passato, sarai per sempre il nostro 21esimo uomo in campo. Poi faremo tutto il possibile per difendere la Prima categoria. La terza è che quando canteremo il nostro coro lo faremo così forte che lo sentirai pure tu. Sei con noi, oggi, domani e ogni volta che scenderemo in campo».

Poi ha ricordato l’aneddoto del cellulare, che fosse il calciatore che mangiava più di tutti «non si direbbe». E sul campionato vinto: «ci siamo riusciti nonostante lui giocasse titolare» ha scherzato e poi, «dopo la vittoria il nostro bomber Pippo, ha detto «Abbiamo fatto un miracolo abbiamo vinto il campionato con Calabrese”».

Alberto Crocioni, presidente della Maceratese

Il ricordo della Cluentina calcio per Daniele Francalancia
































