
Gianluca Tittarelli, candidato sindaco del centrosinistra
«La proposta avanzata da Augusto Pellegrini merita attenzione e rispetto. Non è un’idea velleitaria: contiene analisi concrete, numeri verificabili e, soprattutto, una visione di sviluppo per il territorio maceratese, che tocca temi che ci stanno molto a cuore.» È questo il commento di Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, all’articolo, pubblicato ieri da Cronache Maceratesi, in cui il consigliere comunale di Treia Augusto Pellegrini illustra il suo progetto di “Macerata granne”: una federazione di Comuni capace di superare la soglia dei 100mila abitanti, sbloccare 170 milioni di trasferimenti statali aggiuntivi e costruire un polo tecnologico delle scienze medicali, collegato al Cnr e a un’Unimc potenziata con una facoltà di medicina.
«Quello che trovo particolarmente interessante – commenta Gianluca Tittarelli – è la convergenza con alcuni pilastri del nostro programma. Attrarre giovani talenti, dare a chi si forma qui la possibilità di restare e lavorare qui, nel proprio territorio: è esattamente la sfida che Macerata deve avere il coraggio di raccogliere. Un polo di eccellenza medica e tecnologica di livello nazionale andrebbe proprio in questa direzione.»
Tittarelli sottolinea anche la valenza competitiva della proposta sul piano universitario: «Unimc ha le carte in regola per guidare un processo di questo tipo. Sarebbe anche una risposta concreta, sul piano dell’offerta formativa e della ricerca, alle sfide che arrivano da altri atenei privati che si stanno affacciando sul nostro territorio» Un altro elemento che Tittarelli considera strategico riguarda il tessuto produttivo e innovativo della città: «Il nostro territorio è già ricco di start up, piccoli centri di ricerca, hub di informatica e tecnologia. Spesso lo dimentichiamo, o peggio lo diamo per scontato. Un polo delle scienze medicali con la presenza del Cnr potrebbe essere l’elemento catalizzatore capace di valorizzare tutto questo ecosistema, moltiplicandone le ricadute economiche e occupazionali».
Non manca un riferimento alle criticità del sistema sanitario locale: «C’è un tema che non possiamo continuare a ignorare: la Regione Marche ha mostrato troppo a lungo silenzio e immobilismo sul fabbisogno di personale medico, in particolare nei reparti dell’ospedale di Macerata. Una proposta come questa, se sviluppata, potrebbe rappresentare una risposta strutturale a un problema che oggi pesa concretamente sulla vita dei cittadini».
Tittarelli chiude con una valutazione di metodo, senza sbilanciarsi sui meccanismi più complessi della proposta: «Sulla fusione dei Comuni, come su altri strumenti amministrativi specifici, ci sono complessità reali, che richiedono approfondimento e confronto: è un percorso lungo e non privo di ostacoli. Ma questo non toglie valore all’impostazione generale. Anzi, ci auguriamo che la campagna elettorale in corso diventi l’occasione per aprire un dibattito serio su questi temi, con la partecipazione di tutti gli attori del territorio. Proposte come quella di Pellegrini vanno nella direzione giusta».

Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini (Movimento 5 Stelle)
Restando nella coalizione di centrosinistra, i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini rimarcano con orgoglio il fatto di essere riusciti a comporre una lista con prevalenza femminile. «E’ la prima volta e non si tratta soltanto di un risultato numerico, ma di un segnale culturale e politico importante, che apre uno spiraglio su un possibile rinnovamento della partecipazione democratica – evidenziano i due – per troppo tempo la politica locale e nazionale è stata dominata da una presenza maschile predominante. Questo squilibrio non è solo una questione di rappresentanza, ma anche di visione. Le esperienze, le sensibilità e le priorità che uomini e donne portano nella vita pubblica possono essere diverse e complementari. Escludere o limitare una di queste componenti significa impoverire il dibattito e, di conseguenza, le soluzioni. Le donne, storicamente più coinvolte nei contesti sociali, educativi e di cura, hanno spesso dimostrato una particolare attenzione verso temi come il welfare, la scuola, la sanità, l’inclusione e la sostenibilità. Non si tratta di stereotipi, ma di esperienze concrete maturate nella quotidianità, che possono tradursi in una politica più attenta ai bisogni reali delle persone. Non è un punto di arrivo, ma un inizio. Un segnale che può e deve essere raccolto da tutta la comunità politica, nella consapevolezza che una democrazia più equilibrata e inclusiva è anche una democrazia più forte. Se la politica vuole tornare ad essere credibile e rispettata, deve aprirsi davvero, accogliere differenze e valorizzarle. Le donne non sono una quota da riempire, ma una risorsa imprescindibile per costruire un futuro più giusto, umano e condiviso».

Mattia Orioli, candidato sindaco del Terzo polo
Il Terzo polo, la coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Mattia Orioli, mette invece nel mirino la sanità. «Chiunque abbia avuto bisogno di una visita o si sia recato al pronto soccorso negli ultimi mesi conosce bene la situazione: attese lunghe, difficoltà a prenotare, percorsi spesso poco chiari – dicono Mattia Orioli e Federico Valori di Azione – non è un problema isolato, ma un disagio sempre più diffuso che riguarda tante famiglie del territorio. Oggi il punto non è solo avere più risorse, ma riuscire a dare risposte concrete e nei tempi giusti ai cittadini. Il tema non è soltanto quanto il sistema possa offrire, ma quanto riesca davvero a funzionare nella pratica quotidiana. Dire che servono più medici è corretto, ma non basta. Il problema è anche organizzativo: troppi accessi, difficoltà nei ricoveri, pazienti che restano a lungo in attesa. Spesso il pronto soccorso diventa l’unico punto di riferimento, anche per situazioni che potrebbero trovare risposta altrove, aumentando la pressione su una struttura già in difficoltà. Serve un coordinamento stabile tra tutti i livelli del sistema per migliorare i percorsi e ridurre le criticità. Ma serve anche che il Comune abbia un ruolo più attivo: non nella gestione diretta della sanità, che resta competenza regionale, ma come portavoce concreto dei bisogni dei cittadini nei confronti dell’Ast e della Regione, portando dati, criticità reali e richieste chiare».

Federico Valori (Azione)
Altro tema centrale è quello delle liste d’attesa. «Oggi capita spesso che una prestazione venga “presa in carico” senza una data precisa – proseguono Orioli e Valori – questo crea incertezza e sfiducia. La presa in carico deve significare sapere quando si farà l’esame, non entrare in un’attesa indefinita. Infine, la difficoltà concreta di accesso ai servizi. Molti cittadini, soprattutto anziani, fanno fatica a orientarsi tra numeri, procedure e richieste. Tra Cup, richiami, impegnative e canali diversi, il percorso può diventare complesso anche per chi è abituato a muoversi con facilità. È proprio qui che il Comune può intervenire in modo concreto, anche con strumenti semplici e sostenibili: un servizio di supporto alle prenotazioni, un aiuto pratico per accompagnare le persone più fragili nelle procedure sanitarie, forme di facilitazione nei trasporti per chi ha difficoltà a raggiungere le strutture. Anche interventi di questo tipo, a basso costo, possono avere un impatto reale e immediato sulla vita delle persone.
Infine, il futuro dell’ospedale di Macerata, in cui la riflessione parte dal monito, lanciato dal candidato sindaco Giordano Ripa a Cronache Maceratesi, sul fatto che la più ottimistica delle previsioni per la realizzazione della nuova struttura guardi ad almeno 7-8 anni. «Ad oggi dei 250 milioni previsti per la realizzazione delle sole mura sono disponibili solo 140 milioni e la fine del Pnrr e le ristrettezze di lunga durata provocate dalla inopinata guerra del Golfo non consentiranno certo adeguate disponibilità finanziarie pubbliche – concludono i due – inoltre, il progetto di massima dell’ospedale non è ancora stato elaborato dalla società incaricata e di questo passo dobbiamo aspettarci che l’ospedale si inizi in tempi lunghissimi e senza alcuna sicurezza di poterlo terminare: una situazione del genere è intollerabile e noi del Terzo polo riteniamo che si debba tornare a parlare di collaborazione tra pubblico e privato».
Ahahahaha
Fusione con Corridonia e Montecassiano. Terzo comune delle Marche, dopo Pesaro e Ancona. Ospedale all'uscita della superstrada, enorme, baricentrico per la Provincia. Ritorno dei servizi nel capoluogo e nei Comuni oggetto della fusione. Sarebbe splendido
Ma che scherzi...un cambio culturale....
Un unico Comune da Visso a Civitanova Marche, passando per Macerata, darebbe più possibilità? Con tutti i problemi che il PD ha dato a Macerata durante la sua amministrazione adesso anche questo Quanto potere ha l'università su Macerata
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per fare grande macerata e il suo territorio certo che ci vogliono tanti soldi, ma ci vuole ad esempio nuova e ben costrutta dignità per la popolazione anziana, che non ha sufficienti posti letto nella rete di residenze socio-sanitarie, e la casa di riposo cittadina ha lunghe fila di attesa…si parla a tal proposito solo di ospedale e luoghi di culto, ma di case di riposo con residenzialità protetta NO , mentre in bocca salta subito la RSA che non è la sede pertinente per le cronicità a lungo decorso…casa di riposo non significa più ospizio ma nuova dignità, con diurno per i pazienti disabili che ancora risultano parzialmente autosufficienti e servizi di riabilitazione come di radiologia, oltre ad avere la quota di residenzialità protetta alla quale la regione integri il fabbisogno infermieristico, e moderi le diarie come le spese che le famiglie devono sostenere perchè i loro cari siano albergati e assistiti dignitosamente, è chiaro allora e d’altra parte che prolificano privati vedi KOS – de benedetti con le loro lussuose quanto costose rsa…grande allora sarà la casa maceratese che offre alla popolazione anziana lo stesso decoro e attenzione che si spende per ciclovie e musei di biodiversità aree verdi musicultura e stagione lirica, allora allora i vecchi possono aspettare, vero?? parlo a tutte le liste che non rappresentano in nessun punto del loro programma, una nuova casa di riposo a macerata, mentre delirano su macerata granne, è certo che i due più grandi capolista sono imprenditori e pensano alle cose in grande, e giù disegni di gloria, se per via dei velini e sottopasso abbiamo sprecato tempo, sostituito ditte, e sulle aree verdi ancora lavori da anni in progress, ah il laghetto è tornato , ah per carità…chiusa la galleria per mesi onde fare un sottovia ciclabile, viva i pedalatori, quelli sì che contano e danno voti…i vecchi sono pacchi postali intanto tra medicina e geriatria e ritorno a casa, ospedale intasato di ricoveri impropri e ripeto ancora case di riposo strapiene come impossibilitate ad accoglierli…
…sei granne, granne, granne,
le mie pene non me le ricordo più…
…mah…
gv
Perderete comunque e di brutto.
Sull’ipotesi della fusione tra comuni, dico che finalmente qualcuno che guarda oltre, proponendo come far crescere la città e i territori circostanti. Ci vogliono queste visioni lungimiranti per uscire dal pantano maceratese. Bene
È un progetto ambizioso ma sensato. Per chi vive o ha vissuto in una grande città è noto che i quartieri sono di fatto comuni “fusi”. Allora si dovrebbe iniziare con Corridonia, Pollenza e Montecassiano che sono quartieri di un unico tessuto urbano in continuità con Macerata. Fare bene e mostrare al cittadino che questa fusione porta sviluppo potrebbe essere elemento proattivo a coinvolgere in una seconda fase, altri. L’ospedale,ripensato in superstrada e con l’intento di creare un polo di ricerca, sarebbe molto attrattivo.
Sono certo che un’università privata, se vedesse l’organizzazione attuale delle cose (3 finti ospedali che non ne fanno uno insieme) e avesse permesso a costruire, non si farebbe sfuggire l’occasione, considerato che c’è anche una interconnessione stradale con l’Umbria (ottimo bacino d’utenza).
Per cui mi chiedo se Unimc e la sanità pubblica sappiano vedere l’opportunità prima che altri capiscano quanto sia una buona idea.
L’importante è che non si perdano preziosi posti di lavoro in politica, il territorio e la democrazia ne sarebbero terribilmente impoveriti.
Macerata granne sarà pure una interessante proposta, per quanto di difficilissima realizzazione, ed è quindi giusto che se ne parli e se ne straparli.
Ma dei problemi dei nostri giovani, dell’epidemia sociale dell’alcol e delle droghe, delle altre dipendenze comportamentali, possibile che nessuno ne parli? Forse che questi problemi a livello comunale non interessino? Riguardano solo le terrificanti statistiche di fine anno (tra l’altro sottovalutate per le tante, tantissime morti per cocaina fatte passare per morti naturali)?
Dell’impunità sostanziale di cui hanno goduto per venti anni due clan albanesi che a Macerata, con l’aiuto di tanti maceratesi, giovani e meno giovani, alcuni anche con il colletto bianco, nessuno ha da dire niente, nonostante il fatto che abbiano ucciso decine di giovani maceratesi e rovinato la vita a migliaia di giovani maceratesi e alle loro famiglie? Nessuno che proponga seriamente l’istituzione nelle Marche della DIA?
Nessuno che denunci le evidenti coperture di cui questi clan, questi cancri, che nel frattempo hanno guadagnato milioni e milioni di euro, hanno goduto nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine?
Possibile che per il PD il dibattito sulle sostanze stupefacenti, in un mondo in cui il settore delle droghe è completamente cambiato, si basi ancora sulla stantia e ridicola proposta della legalizzazione della cannabis (che ormai, con il THC al 50/60%, è una droga pesante a tutti gli effetti, devastante soprattutto per gli adolescenti)?
Ho sempre provato simpatia per il Buddismo perchè predica armonia equilibrio, cosa centra con questo articolo? Perchè dobbiamo essere grandi? più grandi e non accontentarci? si fà quel che si puó, se c’e’ da razionalizzare spese servizi ben venga, ma il “granne” come mera voglia di grandezza no grazie.
“Se Sparta piange, Atene non ride..”